Sabato 12 settembre 2026
Rifugio Biella – Sennes e Fodara Vedla
Il presente programma è da ritenersi indicativo, potrà subire delle variazioni che saranno comunicate dopo la ricognizione.

Il presente programma è da ritenersi indicativo, potrà subire delle variazioni che saranno comunicate dopo la ricognizione.

Un Viaggio che non ha la pretesa di essere “il camino”, ma un “possibile camino”, diverso da un pellegrinaggio, ma diverso anche da un “pacchetto turistico”. Un itinerario costruito per dare a tutti la possibilità di percorrere a piedi le tappe più significative, ma sempre con il supporto del bus, visitando tutte le città più importanti con guide locali, gustando la cucina tradizionale e partecipando alle funzioni nei luoghi più suggestivi.

Di fronte alle Pale di San Martino l’autunno si colora in una tavolozza di colori tipicamente alpini e d’alta quota che varia dall’arancione bruciato prima della caduta degli aghi, in contrasto con il giallo brillante dei larici, il verde scuro degli abeti rossi, la colorazione ruggine e rame dei cespugli di mirtilli e il grigio candido delle Pale di San Martino.

Uno spettacolo mozzafiato: un cast che conta più di 100 attori farà rivivere le 18 scene bibliche e racconterà la storia del miracolo di Natale.
La bellezza illuminata: numerose luci metteranno in mostra la ricchezza della natura, ogni angolo delle Grotte di Postumia offrirà un gioco di luci, colori e bellezza impareggiabili che gli altri eventi natalizi non potranno mai avere. Castello di Predjama, che da oltre 700 anni domina dalla roccia alta 123 metri, fu l’inespugnabile dimora del cavalier Erasmo di Predjama

Ogni territorio ha un luogo nascosto dove culture, lingue e paesaggi si intrecciano in modo speciale. In Alto Adige questo luogo è la Val Venosta, un vero mosaico di biodiversità, storie e contrasti, incuneato tra Svizzera, Austria, Trentino e Lombardia. Qui convivono quattro lingue, e la varietà culturale si riflette in ogni angolo del paesaggio. Con oltre 40 tra castelli e fortificazioni è un libro aperto sul passato, ma molte altre sono le sue meraviglie: il campanile nel lago di Resia, monasteri e chiese ricchi di affreschi d’epoca carolingia, la piccola grande Glorenza, gli antichi sentieri delle rogge… e ad ottobre anche la meraviglia del foliage.

Il Deserto Bianco è un paesaggio che sfugge a ogni definizione. Non dune dorate, ma sculture naturali di gesso e calcare, levigate dal vento fino a sembrare funghi, torri, animali silenziosi che vegliano sull’orizzonte, che all’alba s’accendono di rosa e al tramonto virano verso l’ambra. Di notte, invece, il paesaggio si trasforma in un mare latteo e il cielo sembra potersi toccare con le dita, le rocce brillano di riflessi lunari e il confine tra terra e infinito si dissolve; opere d’arte che raccontano il dialogo eterno tra pietra, vento e luce in un silenzio assoluto che sa di infinito.
Poi d’improvviso appaiono palmeti, sorgenti termali, giardini e orti che profumano d’umido e della polvere del tempo. Nelle oasi s’avvertono echi di civiltà, templi faraonici, fortezze romane, tombe cristiane, cupole islamiche e mercati, dove il tè si versa lento, ambrato, come un rito antico e i datteri sono i confetti del matrimonio fecondo tra il deserto e l’acqua. Il deserto non si attraversa, si ascolta, si vede, si vive.
E’ a due passi dall’Italia, ma è profondamente diversa la Tunisia.
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Buona giornata allegra brigata, non tutti sapevate che mi diletto di scriver rime baciate.
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Nell’ultimo assolato caldissimo fine settimana di giugno – cappellini in testa, ventagli che si agitano, ombrellini aperti, mini ventilatori portatili in funzione – la comitiva bellunese citigina si muove tra i vicoli dei borghi umbri cercando riparo accanto ai marciapiedi ombreggiati, sotto un albero, nell’androne di un palazzo, nel fresco di una chiesa.
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Transiberiana d’Italia!!! Ma come, ma dove!!! Forse un soprannome un po’ azzardato?
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