Dal 08 al 16 novembre 2026 – posti disponibili
Profondo Egitto: deserto bianco e oasi del sud
Il Deserto Bianco è un paesaggio che sfugge a ogni definizione. Non dune dorate, ma sculture naturali di gesso e calcare, levigate dal vento fino a sembrare funghi, torri, animali silenziosi che vegliano sull’orizzonte, che all’alba s’accendono di rosa e al tramonto virano verso l’ambra. Di notte, invece, il paesaggio si trasforma in un mare latteo e il cielo sembra potersi toccare con le dita, le rocce brillano di riflessi lunari e il confine tra terra e infinito si dissolve; opere d’arte che raccontano il dialogo eterno tra pietra, vento e luce in un silenzio assoluto che sa di infinito.
Poi d’improvviso appaiono palmeti, sorgenti termali, giardini e orti che profumano d’umido e della polvere del tempo. Nelle oasi s’avvertono echi di civiltà, templi faraonici, fortezze romane, tombe cristiane, cupole islamiche e mercati, dove il tè si versa lento, ambrato, come un rito antico e i datteri sono i confetti del matrimonio fecondo tra il deserto e l’acqua. Il deserto non si attraversa, si ascolta, si vede, si vive.
