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Mongolia

Impressioni dal viaggio ‘Mongolia

Uno dei primi europei a recarsi in Mongolia fu fra Giovanni di Plano Carpino nel 1247. Venti anni giusti dopo la morte di Genghiz Khān (Temüjin), quando regnava il suo terzogenito, Ögödei Khan principe illuminato ma alcolizzato (a lui si deve la rete di comunicazione postale a cavallo). Il frate minorita nacque in un paesino (in bellunese sarebbe “Pian del Carpen”) tra Perugia e Cortona. Nei suoi scritti rammenta i Samoiedi tra i popoli della Tartaria che occupavano i pascoli tra l’Altai mongolo e le sorgenti dello Yenissei. Tra i suoi affluenti c’è l’Angara, emissario, dalle parti di Irkutsk, del lago Baikal. Il lago riceve le acque del Selenge e dell’Orchon, fiume che abbiamo guadato il 21 luglio apprezzando le qualità dello UAZ. Veicolo tanto brutto quanto efficace, assemblato dal 1966 a Ul’janovsk, città russa così nominata nel 1924 in onore di Vladimir Il’ič Ul’janov, per gli amici Lenin, che vi nacque quando la città si chiamava Simbirsk. Ma qui si esce dal seminato!

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Mongolia 🗓

16–30 luglio 2019

il cuore nomade dell’Asia

Dormire nelle Gher a contatto con le popolazioni nomadi: il modo migliore per conoscere la Mongolia, cogliendo al contempo il forte e genuino senso dell’ospitalità e la fierezza nobile che portò Gengis Khan a conquistare il mondo in groppa ad un cavallo. Salire a piedi o sul dorso di un cammello sulle altissime dune del deserto del Gobi. Visitare antichi monasteri per riconoscere le caratteristiche tipiche del buddismo tibetano. Accostarsi alle falesie fiammeggianti di Bayanzag, uno dei precipizi più vertiginosi del mondo, dove sono state trovate importanti tracce fossili di dinosauri. Sostare sulle rive di un lago Ogij vero paradiso per l’osservazione di una varia moltitudine di uccelli.

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