Ricordi dalle terre del Caucaso

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Lasciàti sedimentare i ricordi, ripenso al nostro interessante viaggio e ripercorro mentalmente l’itinerario che ci ha portato in Azerbaijan e Georgia. Affiorano tante immagini, tanti pensieri. Ne scelgo uno: il fuoco che, con connotazioni diverse, ritrovo in entrambi i Paesi.

Il primo Paese che ci ospita è l’Azerbaijan, il suo simbolo è il fuoco. Stretto e misterioso è il rapporto che lo lega a questo elemento della natura. Penso solitamente al fuoco come a qualcosa che dà calore, crea intimità nel focolare domestico, arde, distrugge talvolta. Qui il fuoco è considerato elemento sacro, forza vitale, dono del cielo degno perfino di adorazione.

Nel padiglione centrale del Tempio del fuoco ci disponiamo in cerchio attorno al braciere con la fiammella ardente, fino quasi a sentirne il calore e forse, chissà, trarne qualche magico benefico effetto. Andiamo poi nella collina di Yanar Dağ dove fiamme naturali fuoriescono dalle cavità della terra ricca di gas naturali e ardono incessantemente in qualsiasi stagione con qualunque tempo. Nella capitale, Baku, tre grattacieli svettanti a forma di fiamme dominano l’orizzonte. Sono quasi sempre presenti nel nostro sguardo mentre giriamo per la città; scompaiono e riappaiono alla nostra vista dietro ai palazzi, le bancarelle, le mura della città vecchia. La sera poi, si impongono con forza allo sguardo, alte e fiammeggianti con giochi di luce e fantasmagorie.

Della Georgia ricordo il fuoco di mille e mille candeline accese in chiese e monasteri ortodossi; fiammelle tremolanti sui candelabri dorati; punti luce suggestivi negli angoli bui, in prossimità di bellissime pareti affrescate, davanti agli altari e alle immagini sacre. La profonda devozione della gente georgiana si esprime nel raccoglimento della preghiera, nell’avvicinarsi fino a sfiorare con mani e viso le grandi bellissime immagini di Madonne e anche nell’accensione di tante tante sottili candeline di cera. In un Paese che ha visto per anni calpestata la propria identità, rovinati i luoghi di culto, sfruttate le risorse, la chiesa ortodossa costituisce forte componente identitaria e potente fattore di unificazione nazionale. E mi pare che le tante fiammelle delle candeline che ardono nelle chiese portino con sé anche un anelito di speranza, un desiderio di riscatto, rinascita e libertà.

Nidia

Le foto del viaggio

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