Marc Chagall a Rovigo 🗓

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13 dicembre 2020

“anche la mia Russia mi amerà”

“Anche la mia Russia mi amerà”, scrive Marc Chagall (1887/1985) a conclusione di “Ma Vie”, autobiografia che il pittore russo naturalizzato francese scrisse tra il 1921 e il 1922, poco prima di lasciare Mosca dopo la Rivoluzione. Una frase, quella di Chagall, che racchiude il legame con la sua terra natia, e soprattutto con la sua cultura.
L’esposizione presenterà oltre 100 opere e scopo della mostra è riflettere sull’influenza che la cultura popolare russa ha esercitato sull’arte di Chagall, a livello di immaginario, di iconografie e leggende; romantica e surreale come una fiaba russa: asini volanti, musici strampalati e commoventi paesaggi sconfinati. La mostra ci accompagna in un mondo fatto di sogni e meraviglia con l’originalissima lingua poetica di uno degli artisti più amati del Novecento: Marc Chagall.
Un mondo fantastico dove tutto può accadere, ispirato dalla visionaria tradizione culturale della Russia con la sua ricchezza di immagini e di leggende.

Marc Chagall a Rovigo

Programma

ore 7:00 – partenza da Belluno (P.le Stazione) con pullman GT via Ponte Alpi – autostrada.
Chi volesse usufruire della fermata allo stadio è pregato comunicarlo in Sede.
Sosta lungo il percorso.

ore 10:00 – arrivo a Rovigo, incontro con la guida ed inizio visita alla Mostra, che è un’importante esposizione monografica su Marc Chagall con una selezione di 100 opere tra dipinti su tela, su carta, incisioni e acqueforti pubblicate negli anni in cui si era allontanato dalla Russia. Le opere provengono, oltre che dagli eredi dell’artista, da numerosi musei e collezioni private.
Si potranno vedere alcuni dei più grandi capolavori di Chagall, da “la Passeggiata” all’”Ebreo in rosa”, a “Il matrimonio”, “Il Gallo”, “Guanto nero” e altri.

Pranzo libero

Pomeriggio – visita della città di Rovigo che si estende tra il fiume Adige a nord e il Po e il Canal Grande a sud. La città di origine romana, nonostante oggi si presenti dall’aspetto prevalentemente moderno, è costellata da antiche torri e imponenti campanili. Grazie alla descrizione fatta da Ludovico Ariosto nell’”Orlando furioso” è passata alla storia come “la città delle rose” e la rosa è tuttora simbolo di Rovigo.

Tempo permettendo, ci sarà la possibilità di uno sguardo alle vetrine del centro.

Al termine rientro a Belluno, dove l’arrivo è previsto in serata.

N.B. – l’ingresso alla mostra sarà limitato e i gruppi saranno formati da un massimo di 9 pax.

Programma dettagliato in sede

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