Corso di storia e cultura locali

L’Ottocento a Belluno
Storia, Società e Cultura

Dopo due cicli dedicati al Settecento, secolo che ha riservato notevoli sorprese sul ruolo avuto da Belluno, soggetto attivo e integrato in un panorama alquanto vario, i nuovi incontri sono incentrati sul difficile momento di transizione tra il Governo della Serenissima e la Dominazione austriaca e francese, sulle dinamiche sociali tra vecchia nobiltà e borghesia, sul mondo dell’economia, sulle manifestazioni culturali, sempre all’altezza di una consolidata tradizione.

Rita Da Pont fornirà le coordinate di un periodo storico complesso, sia per l’avvicendarsi delle varie dominazioni con relativi mutamenti politico-amministrativi, sia per la mancanza di un quadro generale di riferimento, ancora non del tutto ricostruito in base ai documenti esistenti.
La studiosa, partendo dal 1798, anno successivo alla firma del trattato di Campoformio, arriverà fino al 1866, anno dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia, analizzando la ricaduta che, in vari ambiti, gli eventi hanno avuto sulla nostra storia locale.
Francesco Piero Franchi presenterà la Belluno dell’Ottocento come una città nuova, piena di fermenti, nominata nel 1816 “ Città regia”, dopo essere stata confermata Capoluogo di provincia.
Ambiente vivace culturalmente e attento alle nuove istanze, tanto che è possibile parlare dell’esistenza in loco di una coscienza risorgimentale, come dimostrano le testimonianze raccolte dallo stesso Franchi nel suo saggio “La penna, la spada, le bandiere.”
A Giovanni Larese il compito di illustrare la fisionomia della società del tempo e le varie attività nel settore dell’agricoltura, dell’artigianato, dei commerci e dell’imprenditoria.
L’analisi dei volumi contenuti nella ricca Biblioteca Buzzati e la storia della sua costituzione e successiva dispersione, frutto del paziente lavoro di ricerca di Monica Frapporti, testimonierà l’interesse degli intellettuali bellunesi di conoscere il loro passato e di conservarne la memoria.
Paolo Da Col, musicologo, concluderà il ciclo, parlando della figura e dell’opera di Antonio Miari, al quale è intitolata la locale Scuola di Musica, uno dei tanti bellunesi dell’epoca che fecero conoscere, oltre i confini, la loro “ piccola patria”.

La coordinatrice
Rosetta Girotto Cannarella