Sabato 25 aprile 2026
Vittorio Veneto: giro delle Coste
Percorso ad anello con ampio panorama sulla pianura, che unisce il fascino dell’ambiente prealpino con la storia e tradizioni locali.

Percorso ad anello con ampio panorama sulla pianura, che unisce il fascino dell’ambiente prealpino con la storia e tradizioni locali.

Una Venezia insolita: per goderne da un’altra prospettiva, quella dell’acqua, vogando insieme in una Dragon boat e per conoscerla come l’antica Porta d’Oriente con una passeggiata guidata nel sestiere Cannaregio.

A quasi 1.800 metri di altitudine, il Monte Lussari domina silenzioso il punto in cui le Alpi Carniche incontrano le Alpi Giulie. È una vetta di confine e, allo stesso tempo, un ponte naturale che unisce popoli e culture: latini, slavi e germanici trovano qui un luogo simbolico, dove la storia di queste terre si fonde con la bellezza dell’ambiente montano.. Cuore spirituale della montagna è il Santuario del Monte Lussari, un luogo che custodisce una leggenda antica e un significato profondo per le tre comunità linguistiche che qui convergono. Sorto nel XIV secolo come semplice cappella, ampliato due secoli dopo e più volte ricostruito dopo distruzioni causate da fulmini e bombardamenti, il santuario è sempre rinato nello stesso identico punto, quasi a ribadire la sua vocazione di simbolo di pace e unione. Oggi continua a richiamare fedeli da Italia, Austria e Slovenia, affascinati dalla sua storia e dalla forza spirituale del luogo.
I Laghi di Fusine sono uno degli angoli più caratteristici della montagna del Friuli-Venezia Giulia costituendo un mondo naturale a sé stante. Due specchi d’acqua limpida alla base di un catino di montagne imponenti.

“Parigi, 1830. Il poeta Rodolfo e il pittore Marcello dividono una soffitta e vivono la propria condizione di artisti squattrinati con tutta la spensieratezza della gioventù. Insieme al filosofo Colline e al musicista Schaunard decidono di trascorrere la vigilia di Natale al Caffè Momus. Attardatosi in casa per finire un articolo, Rodolfo conosce la sua vicina Mimì (ricamatrice afflitta da tubercolosi) e per entrambi è subito colpo di fulmine.”

I confini sono luoghi misteriosi e poco frequentati,
strani spazi dove le cose, le genti e le culture
vengono separate
rimanendo indissolubilmente in contatto
Cividale è stata luogo di passaggio e crocevia strategico per vari popoli fin dall’antichità, tra cui Celti, Romani, Longobardi, Franchi, Veneziani, Austriaci. Il passaggio di questi popoli ha lasciato un’eredità profonda nella storia, nell’architettura e nelle tradizioni della città. I siti longobardi – il monastero di Santa Maria in Valle e il Tempietto Longobardo – sono Patrimonio Unesco dal 2011.
Alle spalle di Cividale, ecco le Valli del Natisone che si aprono a ventaglio verso la Slovenia con cui hanno condiviso, fino alla Grande Guerra, storia, tradizioni, lingua, cucina, al punto da avere un nome che è una sintesi dei due mondi: Slavia friulana, o Benecjia.
E nelle Valli del Natisone, un vero gioiello, San Giovanni d’Antro: una chiesa, una grotta, una leggenda. “…Aveva l’aspetto di un avamposto medievale, arroccato dove pareva impossibile persino piantare un chiodo. Le costruzioni tardogotiche proteggevano l’accesso all’antro vero e proprio… Ilaria Tuti, Madre d’Ossa)