Corso di storia e cultura locali

Settecento e dintorni
Le sorprese di biblioteche e archivi bellunesi

Gli argomenti delle conversazioni del nuovo ciclo di incontri sulla storia e la cultura locali costituiscono un approfondimento di problematiche legate ai protagonisti e agli eventi, che hanno caratterizzato il territorio bellunese nel corso del Seicento e del Settecento, dal dominio della Serenissima, al suo tramonto, alla diffusione delle idee illuministe, alla fondazione di Accademie, all’avvento dei Francesi e degli Austriaci.

Una ricognizione fatta dagli studiosi col supporto di fonti storiche e letterarie, indagate con particolare attenzione al dato inedito e alle connessioni tra la nostra “piccola” storia e la “grande” storia nazionale.
È il caso di Michele Cappellari (1630-1717), appartenente alla nobile famiglia che, nel 1831, vide salire al soglio pontificio, col nome di Gregorio XVI, Bartolomeo Alberto.
Decano della Cattedrale, esperto latinista e autore di molte opere, soggiornò a Roma dove godette della protezione della regina Cristina di Svezia, mecenate e animatrice dell’Accademia dell’Arcadia, che lo incaricò di scrivere un poema encomiastico in suo onore.
Dalla contestualizzazione del poema “Cristina lustrata”, Francesco Piero Franchi ricava una serie di informazioni che hanno una notevole ricaduta sulla storia della nostra cultura locale, così come dall’opera di Andrea Chiavenna, dedicata alle molte guerre combattute fino all’anno 1648, desume l’ammirazione, dell’autore per i domini “da mar” della Serenissima, per l’eroe della guerra di Candia, Francesco Morosini e per il vescovo locale Lollino.
Dalle settecentesche Memorie di don Flaminio Sergnano, Miriam Curti attinge le più svariate notizie riferentesi alle vicende delle famiglie nobili, ai fatti di cronaca, alle pratiche religiose e alla vita culturale, con particolare riferimento alla Accademia degli Anistamici, luogo di incontro di intellettuali, aperti a contatti con esponenti di ceti più bassi, in nome di una cultura “enciclopedica” e condivisa da tutti, come voleva l’Illuminismo.
E proprio all’Accademia, quando era presidente il conte Giuseppe Urbano Pagani Cesa si ricollega l’esperienza vissuta dal poeta contadino Valerio Da Pos, (1740-1822), prima accolto fra gli Anistamici, poi allontanato, la cui biografia e vastissima produzione, in parte inedita, vengono illustrate da Rosetta Girotto Cannarella, con riferimenti utili anche a comprendere le dinamiche politico-sociali di un’epoca complessa, che vide il succedersi di molte dominazioni.
Rita Da Pont presenta la figura di Luigi Rudio, spirito ribelle ed inquieto come il suo contemporaneo Da Pos, membro nel 1797 di un Governo Centrale di 23 elementi, scelti dai Francesi per rappresentare i tre territori della provincia: Belluno, Feltre, Cadore.
La studiosa, esperta del ‘700 bellunese, ricostruisce la personalità di questa figura di anticonformista, polemico con le autorità ecclesiastiche locali e simpatizzante della rivoluzione francese, partendo dalla scoperta di un testamento redatto dal padre, ricco di informazioni e dati interessanti per la contestualizzazione storica.
Mara Losso conclude il ciclo, riproponendo un personaggio femminile che sta assumendo contorni sempre più precisi e affascinanti: la giovane Marianna Corte, pittrice a cui si deve un ritratto del conte Giuseppe Urbano Pagani Cesa, custodito nel locale Museo Fulcis.
Dopo la “scoperta”, della sua esistenza, le ultime ricerche d’archivio hanno permesso di allargare il campo di indagine, fornendo utili spunti anche per analizzare i rapporti interpersonali e l’evoluzione della condizione delle donne all’interno delle nobili famiglie bellunesi del tempo.

Rosetta Girotto Cannarella

Programma




Corso di storia e cultura locali

Giovedì 15 febbraio 2018, ore 17:30, presso la Sala Bianchi di Viale Fantuzzi 11, avrà inizio il Corso di Storia e Cultura Locali, organizzato dal CTG gruppo Belluno e giunto alla XIX edizione.

Il Settecento: luci di un tramonto
Riflessi degli ultimi decenni della serenissima in terra bellunese.

Dopo il Seicento e i rapporti di Venezia con i suoi domini di mare e terraferma, oggetto della trattazione dello scorso anno, il nuovo ciclo di conversazioni si presenta come il completamento del quadro storico già delineato : saranno infatti illustrati alcuni aspetti, che hanno caratterizzato la vita socio-politica e culturale della Serenissima, fino al tramonto della sua potenza, e le loro “ricadute” nei nostri territori periferici.
La conversazione di Rita Da Pont, studiosa che si occupa in particolare del periodo della decadenza della Serenissima, ci introdurrà nel mondo dell’Illuminismo riformatore di Venezia, che riguarderà anche Belluno, dove viene istituita la famosa Accademia degli Anistamici, luogo di dibattiti e scambi culturali.
Belluno, in questo periodo, non è isolata, ma partecipa al dialogo politico e culturale, come ci dimostrerà Francesco Piero Franchi, presentando la figura dello zattiere Giuseppe Fantuzzi, amico del Foscolo e da lui molto ammirato per il suo spirito patriottico, che, dopo aver combattuto in nome della libertà dei polacchi, diventerà generale di Napoleone, e quella del poeta Antonio Lamberti a cui si deve, tra l’altro, una delle canzoni più popolari e più significative della “venezianità”: La biondina in gondoleta.
L’Illuminismo raccomandava la circolazione delle idee e la diffusione della cultura tra le masse.
Così anche a Belluno nasce l’interesse per i libri, e si coltiva il piacere della lettura , con il proliferare di lettori ed editori locali, come risulta da un’originale ricerca di Monica Frapporti, appassionata bibliofila.
L’argomento della trattazione di don Claudio Centa ci riporta a un contesto più propriamente storico-politico: esperto di storia della Chiesa, ci parlerà infatti della figura e dell’opera di due vescovi bellunesi, Giovanni Battista Sandi e Sebastiano Alcaini, che nel 1798 accolse, con una funzione liturgica, gli Austriaci, i nuovi padroni dei nostri territori.
Non mancherà un approfondimento della pittura bellunese del ‘700, con Marco e Sebastiano Ricci, che ci verranno presentati da Giorgio Reolon.

Questa conversazione avrà poi un riscontro in una gita a Venezia, in programma a fine corso, con visita guidata al palazzetto Bru Zane.

Il ciclo di incontri è coordinato da Rosetta Girotto Cannarella.




Corso di storia

Giovedì 9 febbraio, ore 17:30, presso la Sala Bianchi di Viale Fantuzzi, 11, avrà inizio il Corso di Storia e Cultura Locali, organizzato dal CTG gruppo Belluno e giunto alla XVIII edizione.


L’argomento del nuovo ciclo di incontri “Gli ultimi ruggiti del leone: Belluno, Feltre, Cadore alla periferia delle grandi Guerre del XVII secolo” prende in esame i rapporti tra la terraferma e la Serenissima, impegnata in guerre che hanno avuto importanti ricadute sull’assetto politico del tempo.

La parte del resoconto storico, affidata a Francesco Piero Franchi è arricchita dai contributi di Mauro Vedana che si occupa del sistema difensivo veneziano in territorio bellunese, di Matteo Melchiorre che “ha scoperto” il passo di Schener, confine tra il mondo veneziano e quello asburgico, di Michele Vello che presenta i risultati degli ultimi studi sull’industria, l’arte, il mito degli spadai bellunesi.

È prevista un’uscita sul territorio lungo l’itinerario della via di Schener, a fine corso.

Il coordinamento degli incontri è affidato a Rosetta Girotto Cannarella.

Informazioni e iscrizioni presso la sede del CTG  Belluno – via Carrera, 1 – tel. 0437 950075
(lunedì, mercoledì e sabato ore 9:00-11:00 – martedì, giovedì e venerdì 17:30-19:00)




Corso di storia e cultura locali

XVIII edizione

Il Seicento.
Gli ultimi ruggiti del leone: Belluno, Feltre, Cadore alla periferia delle grandi guerre del XVII Secolo.

La scelta dell’argomento del nuovo ciclo di conversazioni sulla storia e la cultura locali, il Seicento e i rapporti della Serenissima con i suoi domini di mare e terraferma, è stata suggerita dall’esigenza di  approfondire  e sviluppare alcuni aspetti della storia di Venezia, già messi in luce nei corsi precedenti.

Infatti l’epoca del dominio veneziano nei territori bellunesi , iniziata con la conquista nel 1404 e conclusasi con la caduta della Serenissima nel 1797, ha determinato profondi cambiamenti nel tessuto sociale, ha avuto un notevole impatto sulle attività produttive con lo sfruttamento di miniere e boschi, ma ha anche influenzato  la cultura, diventando un polo di attrazione per letterati, uomini di scienza, pittori e scultori, e diffondendo le innovazioni e le mode del tempo.
Nei primi tre incontri, il prof. Francesco Piero Franchi presenterà alcuni momenti decisivi nella storia delle guerre affrontate dalla Serenissima per il predominio dei mari: la guerra contro gli uscocchi, pirati che disturbavano i suoi commerci, quella di Candia, l’isola da cui proveniva il vescovo bellunese Alvise Lollino, e altre sotto la guida di Francesco Morosini che si merito l’appellativo di “Peloponnesiaco“ dopo la  riconquista della Morea.
Queste guerre hanno coinvolto i nostri territori, ora in modo attivo con la partecipazione di soldati e la fornitura di armi agli eserciti veneziani, ora in modo passivo, nel senso che, per la loro gestione, hanno richiesto uno sfruttamento indiscriminato delle materie prime, soprattutto del legname, indispensabile per la costruzione di navi.
Infatti l’industria della guerra, come ci documenterà Michele Vello, si è avvalsa della maestria degli spadai bellunesi che, grazie alla reperibilità di ottime materie prime e utilizzando l’acqua dell’Ardo, diedero vita ad un vero e proprio distretto preindustriale, capace di dialogare con l’Europa intera.
E sempre la guerra richiede l’attuazione, nei punti nevralgici, di strategie difensive che comportano la costruzione di mura, castelli, torrioni, strade fortificate, come ci illustreranno Mauro Vedana  che ha studiato l’evoluzione di queste strutture nel territorio bellunese prima e dopo le guerre cambraiche e Matteo Melchiorre che, partendo da documenti d’archivio, datati 1206, ha ricostruito la storia della via di Schener, nell’itinerario da Feltre verso il Primiero, luogo di incontro tra  mondo asburgico e mondo veneziano.

Gli incontri, coordinati da Rosetta Girotto Cannarella, prenderanno il via giovedì 9 febbraio 2017, alle ore 17:30, presso la sala Bianchi in viale Fantuzzi , 11.




Corso di storia

XVIII edizione anno 2017

Corso di storia e cultura locali

Il Seicento
Gli ultimi ruggiti del leone: Belluno, Feltre, Cadore alla periferia delle grandi guerre del XVII secolo

collage_storia2017

Giovedì 9 febbraio
La guerra degli Uscocchi e la grande congiura contro Venezia.
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 16 febbraio
Morire per la gran sultana: la guerra di Candia.
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 23 febbraio
Francesco Morosini “Il Peloponnesiaco” e la guerra della Sacra Lega.
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 2 marzo
Evoluzione delle fortificazioni veneziane nel territorio bellunese prima e dopo le guerre Cambraiche
Relatore: Mauro Vedana


Giovedì 9 marzo
Il Passo di Schener: chiusure e aperture di un confine tra il mondo asburgico e il mondo veneziano.
Relatore: Matteo Melchiorre


Giovedì 16 marzo
Industria, arte, mito degli spadai bellunesi.
Relatore: Michele Vello


Gli incontri si terranno a Belluno presso la Sala Bianchi in Viale Fantuzzi, 11 con inizio alle ore 17:30.
Coordinatrice: Rosetta Girotto Cannarella

Informazioni in sede