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La magia delle Lofoten

Frammenti di ricordi del viaggio dal 23 al 27 febbraio 2017 in terra scandinava

Sono partito a malavoglia, fiaccato da una brutta influenza, con timore di essere di intralcio ai nuovi, sconosciuti compagni, ma la presenza di mia moglie mi ha indotto ad accettare il rischio (mi rendo sempre più conto di quanto sono fortunato da ben 47 anni!). Poi, oltre il Circolo Polare, l’aria glaciale delle bufere artiche ha evidentemente depurato e rinvigorito il mio fisico.

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Emozioni

È la parola che mi viene spontanea ripensando a ciò che ho provato il giorno 17 gennaio alla Mostra “Storia dell’impressionismo” a Treviso. Trovarmi vis a vis con i dipinti dei grandi artisti dell’Ottocento è stato un susseguirsi di sentimenti, dall’ammirazione allo stupore, dalla riconoscenza alla soddisfazione, fino al fiotto al cuore ed alla commozione di fronte a Van Gogh con i suoi “Cipressi”.

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Marocco Imperiale

Già l’arrivo a Casablanca è stato particolare: siamo usciti dall’aeroporto e guardavamo per individuare qualcuno con una cartello CTG e dopo qualche istante arriva un tipo alto e scuro di pelle, con tunica fino a terra ed un turbante in testa, parlante un italiano quasi perfetto: era lui! Mohamed, la nostra guida che nei giorni successivi ci ha piacevolmente intrattenuti senza mai stancarsi.

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Avventure in una natura incontaminata

“Vibrante e solenne come una preghiera, il canto dell’elefante risuona da millenni nelle terre africane, sospeso tra l’azzurro del cielo e la cupola delle foreste pluviali che lambiscono il Delta dell’Okavango.” (Wilbur Smith)

è significativo che la moneta locale Botswana: Pula significhi “pioggia” e le sue frazioni Thebe “goccia
[l’acqua qui è uguale: ricchezza!!]

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Botswana, noi nel paradiso terrestre

Credo di essere stata nel paradiso terrestre. Infatti, quando la realtà supera i sogni nati sui banchi di scuola e sui romanzi ottocenteschi di intrepidi esploratori, coloni e missionari, ti trovi in Botswana. Questo è il  film della Mia Africa personale. Esso si snoda in quel Paese attraversato dal tropico del Capricorno che vive ancor oggi di rivalità tribali e che rimane sconosciuto ai più; noto solo a pochi per le sue miniere di diamanti.  Ma per noi del Ctg le pietre preziose trovate lì sono stati gli animali e le piante, uomini compresi. Il popolo della savana, del cielo e dei corsi d’acqua in Botswana appartiene ad un altro mondo che mostra il meglio di sè in quell’incredibile e immenso delta dell’Okavango che sfuma nel deserto del Kalahari, nella riserva di Moremi e nel parco del Chobe.

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Impressioni di un principiante accompagnatore in terre di Scozia

Ultime ore insieme. Si sente già la temperatura e l’umidità che contraddistingue Venezia, dove ogni movimento è misurato e un’accelerazione di passo potrebbe costare un’altra camicia bagnata. Sbrigato il disguido dei bagagli ora la strada è tutta dritta fino a casa,  e sicuramente c’è già chi starà pensando al piacere di dormire sul proprio letto questa sera, chi invece ad un po’ di relax dopo l’intensa settimana di visite e chi al riprendere del lavoro.

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Visita a Mantova e Sabbioneta

vista da Guglielmo De Mari

Se per Enrico IV “Parigi valeva bene una Messa” allorché decise di convertirsi da protestante a cattolico, per noi Citigini Mantova valeva bene una giornata ben spesa, anzi direi che ce ne sarebbero volute 2 avendo ignorato: Palazzo Te, il Palazzo del Podestà, la Torre della Gabbia, la Rocca di Sparafucile e tanti altri monumenti che valevano una cura particolare nel tessuto urbano mantovano.
Mantova acqua, terra, storia, arte, leggende tutte da scoprire, ci ha accolti con una bella giornata di sole quasi estivo, malgrado fossimo partiti da Belluno con una giornata uggiosa e nuvolosa che non prometteva niente di buono.

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Dal trek di capodanno

COLLA…BOVA – COLLA…BOVAZIONE

Premesso che anche da noi ci sono molte delle cose incontrate ma che nel paese in cui siamo stati sono tutte più “in grande”, mi permetto di sottoporvi questa similitudine.
Camminando in montagna è facile imbattersi in enormi formicai, camminando in Aspromonte ci siamo imbattuti in questa elevata altura con alla sommità un caratteristico borgo chiamato BOVA.

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Cahier de voyage

Dieci giorni di novembre in IRAN

Prima di partire mi sono successe tre cose. La segretaria dell’Associazione che ha organizzato il viaggio di gruppo mi ha telefonato per conoscere il nome di mio padre. “È morto da vent’anni”, ho risposto. Ma senza non sarei potuta partire per l’Iran. Sono dovuta andare a depositare le impronte digitali e il passaporto. Mi sono trovata di fronte a due scuole di pensiero degli amici. La prima diceva: ”L’Iran? E perché mai? È troppo pericoloso”. La seconda: “Che bello e alternativo! Ti invidio”. A volte, basta poco per sapere con chi abbiamo a che fare. Sono andata per motivi culturali, storici, artistici, spirituali, fisici. Viaggio come pellegrinaggio di conoscenza, come modo di capire meglio se stessi e gli altri.

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