Mongolia

27 febbraio 2019

storia, tradizioni, paesaggi e cultura

Sala Bianchi – Belluno – ore 17:30

Il CTG di Belluno ha invitato Alfredo Savino a parlare, in sala Bianchi in viale Fantuzzi, della Mongolia sotto vari aspetti, a cominciare dalla storia che ha visto nascere con Gengis Khan uno degli imperi più vasti di tutti i tempi al mondo, per continuare con la cultura, le tradizioni e i paesaggi.
La Mongolia è uno dei paesi più alti del mondo ed ha una grande varietà di ecosistemi. È erede di un favoloso patrimonio storico ed architettonico e le tradizioni hanno un ruolo di grande importanza.
Alfredo Savino, laureato in Storia medievale, vive in Mongolia, dove è stato anche Console Onorario italiano, si è dedicato alla diffusione in Italia della cultura e storia mongola, con mostre etnografiche e conferenze.

L’incontro, che servirà anche come introduzione al viaggio, programmato dal CTG in luglio, è aperto alla partecipazione libera della cittadinanza.

 




Corso di storia e cultura locali

Settecento e dintorni
Le sorprese di biblioteche e archivi bellunesi

Gli argomenti delle conversazioni del nuovo ciclo di incontri sulla storia e la cultura locali costituiscono un approfondimento di problematiche legate ai protagonisti e agli eventi, che hanno caratterizzato il territorio bellunese nel corso del Seicento e del Settecento, dal dominio della Serenissima, al suo tramonto, alla diffusione delle idee illuministe, alla fondazione di Accademie, all’avvento dei Francesi e degli Austriaci.

Una ricognizione fatta dagli studiosi col supporto di fonti storiche e letterarie, indagate con particolare attenzione al dato inedito e alle connessioni tra la nostra “piccola” storia e la “grande” storia nazionale.
È il caso di Michele Cappellari (1630-1717), appartenente alla nobile famiglia che, nel 1831, vide salire al soglio pontificio, col nome di Gregorio XVI, Bartolomeo Alberto.
Decano della Cattedrale, esperto latinista e autore di molte opere, soggiornò a Roma dove godette della protezione della regina Cristina di Svezia, mecenate e animatrice dell’Accademia dell’Arcadia, che lo incaricò di scrivere un poema encomiastico in suo onore.
Dalla contestualizzazione del poema “Cristina lustrata”, Francesco Piero Franchi ricava una serie di informazioni che hanno una notevole ricaduta sulla storia della nostra cultura locale, così come dall’opera di Andrea Chiavenna, dedicata alle molte guerre combattute fino all’anno 1648, desume l’ammirazione, dell’autore per i domini “da mar” della Serenissima, per l’eroe della guerra di Candia, Francesco Morosini e per il vescovo locale Lollino.
Dalle settecentesche Memorie di don Flaminio Sergnano, Miriam Curti attinge le più svariate notizie riferentesi alle vicende delle famiglie nobili, ai fatti di cronaca, alle pratiche religiose e alla vita culturale, con particolare riferimento alla Accademia degli Anistamici, luogo di incontro di intellettuali, aperti a contatti con esponenti di ceti più bassi, in nome di una cultura “enciclopedica” e condivisa da tutti, come voleva l’Illuminismo.
E proprio all’Accademia, quando era presidente il conte Giuseppe Urbano Pagani Cesa si ricollega l’esperienza vissuta dal poeta contadino Valerio Da Pos, (1740-1822), prima accolto fra gli Anistamici, poi allontanato, la cui biografia e vastissima produzione, in parte inedita, vengono illustrate da Rosetta Girotto Cannarella, con riferimenti utili anche a comprendere le dinamiche politico-sociali di un’epoca complessa, che vide il succedersi di molte dominazioni.
Rita Da Pont presenta la figura di Luigi Rudio, spirito ribelle ed inquieto come il suo contemporaneo Da Pos, membro nel 1797 di un Governo Centrale di 23 elementi, scelti dai Francesi per rappresentare i tre territori della provincia: Belluno, Feltre, Cadore.
La studiosa, esperta del ‘700 bellunese, ricostruisce la personalità di questa figura di anticonformista, polemico con le autorità ecclesiastiche locali e simpatizzante della rivoluzione francese, partendo dalla scoperta di un testamento redatto dal padre, ricco di informazioni e dati interessanti per la contestualizzazione storica.
Mara Losso conclude il ciclo, riproponendo un personaggio femminile che sta assumendo contorni sempre più precisi e affascinanti: la giovane Marianna Corte, pittrice a cui si deve un ritratto del conte Giuseppe Urbano Pagani Cesa, custodito nel locale Museo Fulcis.
Dopo la “scoperta”, della sua esistenza, le ultime ricerche d’archivio hanno permesso di allargare il campo di indagine, fornendo utili spunti anche per analizzare i rapporti interpersonali e l’evoluzione della condizione delle donne all’interno delle nobili famiglie bellunesi del tempo.

Rosetta Girotto Cannarella

Programma




Rifugio Fuciade e Forca Rossa

17 febbraio 2019

Escursione con le ciaspe

Questa nostra bella escursione non presenta difficoltà particolari e si sviluppa in un ambiente grandioso e molto panoramico. È un percorso molto frequentato anche dagli sci alpinisti.

Programma

Ore 8:00 – Partenza dal Piazzale della Stazione di Belluno con pulmino e mezzi privati via Mas, Agordo, Cencenighe e Passo San Pellegrino (m.1908 ) dove parcheggeremo.

Breve sosta caffè.

Ore 9:30 – Siamo pronti per iniziare la nostra escursione.

  • GRUPPO A: Imbocchiamo la strada (sentiero CAI n. 607) che passa vicino al rifugio Miralago e al laghetto delle Pozze e che, con un percorso quasi sempre pianeggiante, ci conduce, in un’ora circa, al rifugio Fuciade (m. 1982 ), situato in una bellissima conca circondata da imponenti cime. Dal rifugio si risale un pendio in direzione Est e, seguendo l’alta Via dei Pastori sentiero n. 694), procediamo verso la Forca Rossa ( m.2490 ), che è sempre davanti ai nostri occhi, ma per raggiungerla ci vorrà ancora un bel po’ di fatica, però il panorama che vi si potrà godere ci ripagherà ampiamente dello sforzo fatto.
    Considerando che il ritorno si svolgerà per il medesimo itinerario ci si potrà fermare anche prima, questo in relazione anche al tempo, alle condizioni della neve, ai partecipanti ecc.
  • GRUPPO B: Sempre partendo dal Passo San Pellegrino, raggiunto il rifugio Fuciade, il gruppo si ferma, qui c’è la possibilità di godere dei servizi del rifugio e di fare dei semplici percorsi nelle vicinanze. Attenderemo qui il ritorno del gruppo A. e insieme torneremo al Passo S. Pellegrino.

Ore 16:00 (circa) – arrivo a Belluno

Tempo di percorrenza: i tempi sono molto variabili in relazione alle condizioni del manto nevoso, comunque prevediamo 3 ore di salita e 2:30 di discesa per il gruppo A, per il gruppo B il percorso fino al Fuciade è di circa un’ora.
Riferimenti cartografici: Cartina Tabacco: n. 015
Difficoltà: Gruppo A mediamente impegnativo, richiesto discreto allenamento. Gruppo B semplice
Dislivello: gruppo A: 600 m. circa. / Gruppo B: 100 m. circa
Equipaggiamento: adatto per escursioni invernali in montagna (piumino, pile, berretto, guanti, ciaspe, bastoncini, …)
Accompagnatori: Maria Grazia e Luciano Damin (tel. 0437 748052 – cell. 3292904345)
Iscrizioni: presso la sede del CTG entro venerdì 15 Febbraio.
Posti in pulmino: verranno assegnati in base all’ ordine di iscrizione completa del versamento della quota.

Programma dettagliato in sede




Col dei S’cios – Cansiglio

3 febbraio 2019

Escursione con le ciaspe

Programma

Ore 8:00: partenza con pulmino e mezzi propri, dal Piazzale della Stazione di Belluno, alla volta della Crosetta in Cansiglio (1118 mt).

Ore 9:00: dal piazzale antistante la Caserma Forestale si prende il sentiero n°991 che, con qulche saliscendi, ci porta al Rifugio Maset (1274 mt). Da lì, per strada carrozzabile si giunge alla località Col dei S’Cios (1340 mt) con le omonime casere.

Si riprende il sentiero n° 991 per un breve tratto, poi con strada forestale si giunge alla Casa Forestale della Candaglia (1268 mt) per il pranzo al sacco.

Ora ci attende il rientro alla Crosetta per comoda e pianeggiante strada forestale.

Ore 16:00: partenza per rientro con arrivo previsto a Belluno per le ore 17:00 circa.

Dislivello escursione: 350 mt
Durata: 5/6 ore
Difficoltà: nessuna difficoltà tecnica; è necessario un discreto allenamento fisico.
Iscrizioni: presso la sede del Gruppo Belluno negli orari di apertura entro venerdì 1 febbraio 2019.
Accompagnatori: Vanni Case (cell. 3408248222).

Programma dettagliato in sede




Bologna

20 febbraio 2019

FICO EATALY WORLD – il parco del cibo più grande del mondo

Una giornata a FICO è rendersi conto di quanta bellezza dobbiamo preservare e siamo in grado di produrre, di quanti sapori e materie prime abbiamo a disposizione, di come la nostra terra sia in grado ancora oggi, se rispettata e curata, di regalarci una magia impagabile: quella della vita che si svela! Coltiva, impara, trasforma, osserva. Mangia, acquista, scopri, apprendi e divertiti. Dalla terra alla conoscenza, decidi da che punto del Parco iniziare il tuo viaggio italiano. Puoi percorrerlo come vuoi, a piedi, con la nostra bici, lasciandoti guidare dai profumi, dalla natura e dal racconto dei Maestri Artigiani. Abbiamo fatto un sogno e ora lo vogliamo condividere con te. Vieni in un luogo immenso e gioioso dove anche tu puoi essere protagonista della filiera agroalimentare italiana.

Il Parco Fico che si estende su 9.000 metri quadrati suddivisi in aree tematiche, dedicate alle diverse filiere agroalimentari: 32 spazi di produzione, 47 ristoranti, 9 mercati, un cinema, un teatro, un centro congressi, e 40 fabbriche alimentari in funzione, che producono dai formaggi ai panettoni, dal miele al culatello ed è un luogo dove si impara come nasce il cibo italiano, partendo dall’inizio, cioè dall’agricoltura, all’allevamento (con vere stalle con animali) e poi alla trasformazione a tavola.
Fare la spesa a Bologna Fico è un’esperienza decisamente insolita. Potrai andare in cerca dei prodotti più genuini muovendoti in bicicletta, curiosando tra le botteghe gastronomiche potrai assistere coi tuoi occhi alla lavorazione delle materie prime, ammirare i maestri artigiani all’opera e visitare la grande fattoria agroalimentare con i due ettari di stalle e campi con le principali cultivar italiane.

Programma

Ore 7:00 – partenza da Belluno (p.le Stazione) – via Ponte Alpi e autostrada.
Arrivo a Bologna ed inizio della visita libera al Parco Fico con possibilità di partecipare alle molteplici iniziative a tema agroalimentare.

Pranzo Libero

ore 17:00 – partenza per il rientro a Belluno, dove l’arrivo è previsto in serata.

Programma dettagliato in sede




Corso di storia 2019

XX edizione anno 2019

Corso di storia e cultura locali

Settecento e dintorni
Le sorprese di biblioteche e archivi bellunesi

collage_storia2017

Giovedì 14 febbraio
Michele Cappellari, esametri dattilici per una grande regina: Cristina di Svezia
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 21 febbraio
Cronachisti bellunesi, le testimonianze di Don Flaminio Sergnano
Relatrice: Miriam Curti


Giovedì 28 febbraio
Un inquieto personaggio tra ‘700 e ‘800: Luigi Rudio
Relatrice: Rita Dal Pont


Giovedì 7 marzo
Andrea Chiavenna: le imprese brandoline e Creta ristorata
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 14 marzo
Valerio Da Pos: poeta contadino
Relatrice: Rosetta Girotto Cannarella


Giovedì 21 marzo
Marianna Corte: la riscoperta di una pittrice
Relatrice: Mara Losso


Gli incontri si terranno a Belluno presso la Sala Bianchi in Viale Fantuzzi, 11 con inizio alle ore 17:30.
Coordinatrice: Rosetta Girotto Cannarella
Il calendario degli incontri, per motivi contingenti, potrebbe subire delle modifiche. 
Le iscrizioni si ricevono con il versamento della quota di € 30 presso la Sede del CTG Belluno 
– Via Carrera, 1 – tel. 0437 950075 negli orari di apertura.

Informazioni in sede




Corso di storia e cultura locali

Giovedì 15 febbraio 2018, ore 17:30, presso la Sala Bianchi di Viale Fantuzzi 11, avrà inizio il Corso di Storia e Cultura Locali, organizzato dal CTG gruppo Belluno e giunto alla XIX edizione.

Il Settecento: luci di un tramonto
Riflessi degli ultimi decenni della serenissima in terra bellunese.

Dopo il Seicento e i rapporti di Venezia con i suoi domini di mare e terraferma, oggetto della trattazione dello scorso anno, il nuovo ciclo di conversazioni si presenta come il completamento del quadro storico già delineato : saranno infatti illustrati alcuni aspetti, che hanno caratterizzato la vita socio-politica e culturale della Serenissima, fino al tramonto della sua potenza, e le loro “ricadute” nei nostri territori periferici.
La conversazione di Rita Da Pont, studiosa che si occupa in particolare del periodo della decadenza della Serenissima, ci introdurrà nel mondo dell’Illuminismo riformatore di Venezia, che riguarderà anche Belluno, dove viene istituita la famosa Accademia degli Anistamici, luogo di dibattiti e scambi culturali.
Belluno, in questo periodo, non è isolata, ma partecipa al dialogo politico e culturale, come ci dimostrerà Francesco Piero Franchi, presentando la figura dello zattiere Giuseppe Fantuzzi, amico del Foscolo e da lui molto ammirato per il suo spirito patriottico, che, dopo aver combattuto in nome della libertà dei polacchi, diventerà generale di Napoleone, e quella del poeta Antonio Lamberti a cui si deve, tra l’altro, una delle canzoni più popolari e più significative della “venezianità”: La biondina in gondoleta.
L’Illuminismo raccomandava la circolazione delle idee e la diffusione della cultura tra le masse.
Così anche a Belluno nasce l’interesse per i libri, e si coltiva il piacere della lettura , con il proliferare di lettori ed editori locali, come risulta da un’originale ricerca di Monica Frapporti, appassionata bibliofila.
L’argomento della trattazione di don Claudio Centa ci riporta a un contesto più propriamente storico-politico: esperto di storia della Chiesa, ci parlerà infatti della figura e dell’opera di due vescovi bellunesi, Giovanni Battista Sandi e Sebastiano Alcaini, che nel 1798 accolse, con una funzione liturgica, gli Austriaci, i nuovi padroni dei nostri territori.
Non mancherà un approfondimento della pittura bellunese del ‘700, con Marco e Sebastiano Ricci, che ci verranno presentati da Giorgio Reolon.

Questa conversazione avrà poi un riscontro in una gita a Venezia, in programma a fine corso, con visita guidata al palazzetto Bru Zane.

Il ciclo di incontri è coordinato da Rosetta Girotto Cannarella.




Ciaspolando verso Malga Garda

18 febbraio 2018

Ore 8:30
partenza dal piazzale della stazione di Belluno con pulmino ed eventuali mezzi propri via sinistra Piave, Trichiana, Mel, Lentiai, Colderù e Pian de Coltura.

In relazione all’innevamento, che speriamo sia abbondante, e alle condizioni della strada, parcheggeremo i nostri mezzi o da Baiocco, o alla casetta dello sci Club o più in alto a Col Artent e inizieremo la nostra escursione verso Malga Garda con panorami su tutta la Valbelluna dall’Alpago alle Vette Feltrine, dal massiccio del Grappa all’Ortigara, ai Lagorai e a tutte le Prealpi.

La nostra meta finale sarà in relazione al punto di partenza: più in alto parcheggeremo e più ci spingeremo oltre Malga Garda.
In caso di mancanza di neve faremo un giro senza ciaspe puntando verso Mariech o verso Posa Puner (saremo più precisi i giorni precedenti la gita).

Il ritorno si svolgerà più o meno per lo stesso itinerario con arrivo al posteggio verso le 15:00.
Non ci sono punti di appoggio aperti.

Ore di cammino previste: 4/5, con dislivello non impegnativo. Si richiede comunque un minimo di allenamento.
Cartina ZANETTI: n. 17 Prealpi Bellunesi Ovest.
Equipaggiamento: adatto per escursioni invernali (piumino, pile, berretto, guanti, scarponi, ciaspe ……)
Accompagnatori: Maria Grazia e Luciano Damin- tel. 0437 748052 – Cell. 329 290 4345
Posti in pullmino: verranno assegnati in base all’ordine d’iscrizione completa del versamento della quota.
Iscrizioni presso la sede del CTG Belluno entro Venerdì 16 febbraio

Programma dettagliato in sede




Altopiano di Asiago

3 febbraio 2018

Monte Lisser al chiaro di luna

… il riflesso della luna sulla neve candida rende la montagna un luogo dove ogni magia è possibile …

Programma

Ore 15:00 – partenza con pulmino e mezzi propri dal parcheggio del Palasport (area a sosta libera) via Feltre, Enego, con arrivo alla Baita Monte Lisser (m. 1235).

Ore 16:30 – si inizia a ciaspolare al tramonto seguendo una comoda strada forestale che conduce in cima al Monte Lisser (m. 1633), dove sorge il Forte Lisser costruito nel 1911 come posto di sbarramento della Valsugana a difesa del confine austro-ungarico. Da questa cima il panorama si estende a 360 gradi dalla pianura alle Dolomiti.

Ore 18:30 – la discesa avverrà a traccia libera lungo il versante orientale del monte.

Ore 20:00 – al termine dell’escursione è prevista una cena alla Baita Monte Lisser (primo, dolce, caffè, bevande; costo indicativo € 15,00)

Ore 22:00 – partenza per il rientro con arrivo previsto a Belluno per le ore 23.30 circa.

Dislivello escursione: circa 400 mt
Tempo: 3/4 ore
Riferimenti cartografici: Carta Tabacco n. 50 scala 1:25.000 Altopiano dei Setti Comuni Asiago – Ortigara
Difficoltà: nessuna difficoltà tecnica ma si richiede comunque un minimo di allenamento; si consiglia di portare con se una lampada frontale e un cambio.
Iscrizioni: presso la sede del Gruppo Belluno negli orari di apertura entro giovedì 1 febbraio 2018.
Accompagnatori: Margherita Marzemin (cell. 339/4495929) e Paolo Da Canal

Programma dettagliato in sede

 




Corso di storia 2018

XIX edizione anno 2018

Corso di storia e cultura locali

Il Settecento: luci di un tramonto.
Riflessi degli ultimi decenni della serenissima in terra bellunese.

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Giovedì 15 febbraio
Tentativi di illuminismo riformatore nella Repubblica di Venezia: il caso di Belluno e della sua Accademia.
Relatrice: Rita Da Pont


Giovedì 22 febbraio
Lo zattiere di Napoleone: l’affascinante storia di Giuseppe Fantuzzi.
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 1 marzo
“Un bellunese in gondola” lacrime e baci per la Serenissima: il poeta Antonio Lamberti.
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 8 marzo
Vescovi del crepuscolo: Giovanni Battista Sandi e Sebastiano Alcaini
Relatore: don Claudio Centa


Giovedì 15 marzo
I Ricci e la pittura bellunese del ‘700.
Relatore: Giorgio Reolon


Giovedì 22 marzo
Leggere tutti: libri e lettori nel ‘700 veneto.
Relatrice: Monica Frapporti


Gli incontri si terranno a Belluno presso la Sala Bianchi in Viale Fantuzzi, 11 con inizio alle ore 17:30.
Coordinatrice: Rosetta Girotto Cannarella
Il calendario degli incontri, per motivi contingenti, potrebbe subire delle modifiche. 
Le iscrizioni si ricevono con il versamento della quota di € 30 presso la Sede del CTG Belluno 
– Via Carrera, 1 – tel. 0437 950075 negli orari di apertura.

Informazioni in sede


7 aprile 2018

pittura – scultura – architettura

A conclusione del Corso di Storia e cultura locale, proponiamo la visita guidata di alcune testimonianze del Settecento bellunese.




Padova

20/02/2018

La città ‘dotta’

Un viaggio tra passato e presente, tra la storia millenaria, le tradizioni e l’arte: questa è Padova.
È anche la città della scienza che si sviluppa tra le antiche mura della sede universitaria del Palazzo del Bo.
Una città che di giorno si offre al visitatore con le sue strade, piazze affollate e tanta voglia di vivere. Mentre di notte assume un carattere più romantico e suggestivo.
Una città che sa sempre raccontare storie bellissime, basta saperle ascoltare…

Programma

Ore 7:00 – partenza da Belluno (p.le Stazione) via Ponte nelle Alpi (autostrada). Chi volesse usufruire della fermata allo Stadio è pregato di comunicarlo in Sede.
Arrivo a Padova, ed inizio della visita (con guida) del Palazzo del Bo, sede universitaria. Un ateneo prestigioso che ospitò personaggi illustri, come Galileo, Copernico, Papa Sisto IV, Stefan I Bathory (re di Polonia), Ippolito Nievo, Giovanni Battista Morgagni (fondatore dell’anatomia patologica) e William Harvey (che con quanto appreso nel corso dei suoi studi a Padova scoprì la circolazione del sangue).
L’Università di Padova è una delle più antiche del mondo (la seconda in Italia dopo Bologna), Palazzo Bo divenne sede dell’Università a partire dalla fine del XV sec.
Di grande interesse architettonico è il Cortile Antico (metà del ‘500) di Andrea Moroni, mentre eccellenze storiche sono la Sala dei Quaranta, dove si conserva la cattedra di Galileo che insegnò a Padova dal 1592 al 1610, l’Aula Magna, ricca di stemmi e di decorazioni ed il celebre teatro anatomico di G. F. d’Acquapendente, il più antico teatro anatomico stabile del mondo (1594).

Pranzo LIBERO

Nel pomeriggio visita al Castello del Catajo. Costruito per volere di Pio Enea degli Obizzi, inventore dell’obice, in soli tre anni (1570/1573), il Castello celebrava la gloria della famiglia. Di dimensioni imponenti, è un monumentale edificio di 350 stanze, considerato la reggia dei Colli Euganei, il Castello è scavato nella roccia del colle che lo sovrasta, come è possibile osservare percorrendo le scale che conducono al piano nobile. Al suo interno conserva un importante ciclo di affreschi realizzati da G.B. Zelotti, allievo del Veronese. A circondare il Castello una serie di parchi tra cui “Il Parco delle Delizie” (o parco principale) ricco di specie botaniche, tra cui i primi esemplari di magnolia e sequoia importati dall’America.

A fine visita – partenza per Belluno, dove l’arrivo è previsto in serata.

Programma dettagliato in sede




Video Isole Lofoten




La magia delle Lofoten

Frammenti di ricordi del viaggio dal 23 al 27 febbraio 2017 in terra scandinava

Sono partito a malavoglia, fiaccato da una brutta influenza, con timore di essere di intralcio ai nuovi, sconosciuti compagni, ma la presenza di mia moglie mi ha indotto ad accettare il rischio (mi rendo sempre più conto di quanto sono fortunato da ben 47 anni!). Poi, oltre il Circolo Polare, l’aria glaciale delle bufere artiche ha evidentemente depurato e rinvigorito il mio fisico.

Mi trovo subito a mio agio con il gruppo del CTG: si va d’accordo. Annalisa è davvero una persona speciale, indispensabile per l’armonia e per ogni esigenza del gruppo.
Si inizia bene. Alle 23, all’arrivo all’aeroporto di EVENES, c’è una bufera di neve che dura l’intero viaggio fino ad Harstad, ove si giunge in albergo verso mezzanotte. Al mattino, tutto è bianco sotto una coltre di oltre 30 cm di neve. La colazione nordica fornisce la necessaria energia per tutta la giornata che risulta splendida: un continuo alternarsi di bufere di neve, momenti di stasi, qualche apertura del cielo, luci all’orizzonte, poi di nuovo neve portata dal vento: i fiocchi hanno spesso la forma di granuli tondeggianti, modellati dalle tormente di alta quota. La temperatura oscilla tra -5 e -10 C°.

Le strade sono bianche, su neve dura, gelata, pulita (qui, fortunatamente, non usano il sale, ma solo gomme da neve, chiodate!)
Nonostante le molte fotografie, il paesaggio non può essere che parzialmente descritto. Più che dell’immagine ho il ricordo delle sensazioni, difficilmente descrivibili. Una continua scoperta di pareti rocciose nerastre a picco sul mare talora gelato dei fiordi, ripiani glaciali con enormi massi erratici e di frana, casette rivestite da perline di legno colorato, rosse, gialle, grigie, multicolori, a dimensione familiare, chiese variopinte che ricordano un’antica religiosità. Distribuzione territoriale armoniosa dei paesi e dei gruppi di abitazioni sparse che supera la fantasia di qualsiasi architetto, porticcioli cinti dalle ”rorbu”, case rosse dei pescatori fondate su palafitte. Paesaggio da impressionisti!
La morfologia glaciale a luoghi è dolcemente ondulata, multiforme, rassicurante, a luoghi è quasi minacciosa, aspra ed imponente come quella di certe nostre valli alpine e dolomitiche. Sono ben leggibili almeno tre fasi glaciali recenti.

Le pareti rocciose di ortogneiss granitico nerastro, vecchio di qualche miliardo di anni, incutono rispetto e ammirazione come per un patriarca biblico (quando si formarono non c’era neanche la minima traccia della nostra Europa). La continua variabilità della moltitudine di cuspidi profondamente incise da precipiti voragini mi trasmette un gran desiderio di salire a piedi, esplorare, magari di bivaccare una notte con sacco a pelo e martello, in qualche anfratto, come avrei fatto un tempo! Vedo itinerari che vorrei e potrei percorrere: il mondo si vede meglio se si percorre a piedi! (Ma non è detto che non ci possa essere un ritorno, magari in una futura estate, con 24 ore di luce al giorno).

Quando veniamo inghiottiti dall’enorme bocca del traghetto, mi sento come un novello Giona nel ventre della balena. Presto siamo rigurgitati sulla sponda opposta che ci riserva nuove emozioni. Una nuova bufera di neve, poi i colori vivaci delle casette con deliziose verande, poggioli, finestre ornate di merletti, sempre illuminate da lampade accese, come a dire: qui c’è vita! Giovani e vecchi si muovono agili, a spinta, sulle strade innevate con speciali e leggere slitte. Sono colpito dalla inconsueta e coinvolgente variabilità del clima, dall’asprezza e dolcezza del paesaggio, dall’armonia delle abitazioni!
A Langøya, al parco delle renne (che sembrano godersi un tiepido riposo in una neve gelida) una multicolore signora Sami, INGA, con robusti fianchi ben difesi da un temibile pugnale, si muove e si agita continuamente, rendendo arduo ogni mio tentativo di ripresa fotografica.
Poi Melbu, Fiskebøl e tappa a Svolvaer. Dalla parete tutta a vetri della stanza d’albergo, al 6° piano, a notte inoltrata godo il panorama ovattato della piazza e del porto: un alternarsi di turbinii di neve amplificati dal chiarore di luci sparse: la chiesa sullo sfondo, un’auto imprime una profonda traccia circolare sullo spesso strato bianco. Lontano, al piede della montagna, puntini luminosi segnalano rassicuranti presenze tra fiocchi capricciosi.

Al mattino, dopo una fenomenale colazione a base di tutto e molto di più di quanto si possa immaginare (roba da Vichinghi!), ci spostiamo tra un alternarsi di bufere di neve e momenti di calma e luce, in un paesaggio articolato e vario che coinvolge. Una breve sosta alla chiesa di Kabelvag. Il vicino semplice cimitero infonde serenità e pace e cozza contro il monumentalismo ipocrita dei camposanti domestici. Anche i frequenti ponti di collegamento tra un’isola e l’altra mi paiono leggeri, raccordati armonicamente con la natura. Si arriva ad Henningsvaer con una vera e propria tormenta polare. Visitiamo un’interessante mostra di pittura. Di un bel filmato sul duro lavoro della pesca al merluzzo mi resta impressa l’immagine delle robuste mani di un vecchio pescatore. Mi ricordano le povere callose mani di mia madre, contadina saggia e quelle dure e logorate dalla pietra di mio padre, muratore instancabile.
Torna il sereno ed il paesaggio è semplicemente spettacolare: isole, scogli, insenature, pareti rocciose verticali, incombenti sul mare dei fiordi, deliziose casette variopinte. Ci spostiamo a Borg, ove visitiamo un’imponente casa-museo vichinga, sede di un’interessante mostra di storia, arti e cultura.
Alla sera permane il sereno ed a notte fonda ci spostiamo circa 50 Km oltre Svolvaer, ove l’orizzonte privo di ostacoli, aperto sul mare, ci permette di osservare per un lungo tempo una verde aurora boreale. Uno spettacolo difficile da descrivere. Non trovo le parole. Per questo, credo sia necessario leggere la delicata e poetica descrizione fatta dalla signora Nidia che ha magistralmente illustrato il fenomeno con l’abilità di un pittore.

Il terzo giorno è limpido. La luce del paesaggio innevato è accecante. Ci spostiamo per strade tortuose, a picco sul mare fino ad “Å”, villaggio di pescatori, ove ci attendono le rastrelliere per l’essicazione dello stoccafisso, per l’occasione occupate dalle teste dei merluzzi esposte quale cibo per gabbiani voraci. Questo è uno dei più bei villaggi delle Lofoten: una variabilità unica di paesaggi! Interessante la descrizione dell’estrazione dell’olio di fegato di merluzzo fatta in un museo da una simpatica giovane vichinga! Meritevole di attenzione il museo dei pescatori, con immagini impressionanti ed attrezzi per noi inconsueti ed unici.

Poi, nell’attesa del traghetto a Moskenes, riesco a sbirciare all’interno di un moderno impianto di trattamento del baccalà, ove nel caratteristico odore del pesce, operatori indaffarati maneggiano abilmente enormi contenitori sanguinanti delle varie parti appena separate.
Nel pomeriggio e ci imbarchiamo sul traghetto per Bodø, sulla terraferma scandinava, ove ci ospita l’albergo per l’ultima notte. Il viaggio ci regala ancora una splendida immagine del tramonto durante la traversata sul mare calmo.
Domani si torna a casa. Con la magia del paesaggio fiabesco delle Lofoten negli occhi, la gelida e pungente brezza della neve portata dal vento sulla pelle, il colore delle case dei pescatori nel profondo dell’anima, il ricordo di tanti compagni di viaggio nel cuore.
Il viaggio alle Lofoten è stato una cura per corpo e per lo spirito, un’iniezione di energia vitale, una finestra aperta per tre giorni su un mondo che non conoscevo. Mi ha confermato che il piacere di viaggiare, vedere, guardare, scoprire, osservare, esaminare e, possibilmente, contemplare, ti porta verso l’infinito. Fino a quando c’è curiosità c’è vita.

La rigenerazione avuta conferma che non è l’uomo che fa il viaggio, ma il viaggio fa l’uomo.
Grazie CTG, grazie Annalisa, grazie a Voi tanti compagni di viaggio!
Al prossimo!

Vittorio Fenti




L’abbiamo vista!!!

Svolvær, 25 febbraio, mezzanotte

L’abbiamo vista!!! Sì sì, proprio lei, l’aurora boreale. Che bello, che fortuna, che emozione!
Ieri sera l’uscita era prevista, abbiamo tentato; ma nevicava fitto fitto e sapevamo già che sarebbe stato un giro a vuoto.
Oggi invece, nel tardo pomeriggio, il vento si è calmato, il paesaggio ha acquistato chiarore e nitidezza; e dopo cena il cielo era limpidissimo e stellato. Lontano dal centro abitato, in uno spazio aperto di fronte a un braccio di mare, è apparsa. Una lunga coda grigio-verde pallido si è curvata, deformata, spostata e pareva entrare nel mare; con movimenti lenti ma continui. Poi, più intensa ed evidente, con sfumature rosa, m’è parsa un fumo che usciva da un vulcano. Sì è dilatata e, in una specie di danza nel cielo, si è fatta girandola e poi fiore. Purtroppo il mio cellulare non è riuscito a catturare qualche attimo. Solo chi aveva cavalletto, giusta esposizione, obiettivo, diaframma e altre diavolerie fotografiche che non so, è riuscito a fermare le immagini.

Nidia




Corso di storia

Giovedì 9 febbraio, ore 17:30, presso la Sala Bianchi di Viale Fantuzzi, 11, avrà inizio il Corso di Storia e Cultura Locali, organizzato dal CTG gruppo Belluno e giunto alla XVIII edizione.


L’argomento del nuovo ciclo di incontri “Gli ultimi ruggiti del leone: Belluno, Feltre, Cadore alla periferia delle grandi Guerre del XVII secolo” prende in esame i rapporti tra la terraferma e la Serenissima, impegnata in guerre che hanno avuto importanti ricadute sull’assetto politico del tempo.

La parte del resoconto storico, affidata a Francesco Piero Franchi è arricchita dai contributi di Mauro Vedana che si occupa del sistema difensivo veneziano in territorio bellunese, di Matteo Melchiorre che “ha scoperto” il passo di Schener, confine tra il mondo veneziano e quello asburgico, di Michele Vello che presenta i risultati degli ultimi studi sull’industria, l’arte, il mito degli spadai bellunesi.

È prevista un’uscita sul territorio lungo l’itinerario della via di Schener, a fine corso.

Il coordinamento degli incontri è affidato a Rosetta Girotto Cannarella.

Informazioni e iscrizioni presso la sede del CTG  Belluno – via Carrera, 1 – tel. 0437 950075
(lunedì, mercoledì e sabato ore 9:00-11:00 – martedì, giovedì e venerdì 17:30-19:00)




Corso di storia e cultura locali

XVIII edizione

Il Seicento.
Gli ultimi ruggiti del leone: Belluno, Feltre, Cadore alla periferia delle grandi guerre del XVII Secolo.

La scelta dell’argomento del nuovo ciclo di conversazioni sulla storia e la cultura locali, il Seicento e i rapporti della Serenissima con i suoi domini di mare e terraferma, è stata suggerita dall’esigenza di  approfondire  e sviluppare alcuni aspetti della storia di Venezia, già messi in luce nei corsi precedenti.

Infatti l’epoca del dominio veneziano nei territori bellunesi , iniziata con la conquista nel 1404 e conclusasi con la caduta della Serenissima nel 1797, ha determinato profondi cambiamenti nel tessuto sociale, ha avuto un notevole impatto sulle attività produttive con lo sfruttamento di miniere e boschi, ma ha anche influenzato  la cultura, diventando un polo di attrazione per letterati, uomini di scienza, pittori e scultori, e diffondendo le innovazioni e le mode del tempo.
Nei primi tre incontri, il prof. Francesco Piero Franchi presenterà alcuni momenti decisivi nella storia delle guerre affrontate dalla Serenissima per il predominio dei mari: la guerra contro gli uscocchi, pirati che disturbavano i suoi commerci, quella di Candia, l’isola da cui proveniva il vescovo bellunese Alvise Lollino, e altre sotto la guida di Francesco Morosini che si merito l’appellativo di “Peloponnesiaco“ dopo la  riconquista della Morea.
Queste guerre hanno coinvolto i nostri territori, ora in modo attivo con la partecipazione di soldati e la fornitura di armi agli eserciti veneziani, ora in modo passivo, nel senso che, per la loro gestione, hanno richiesto uno sfruttamento indiscriminato delle materie prime, soprattutto del legname, indispensabile per la costruzione di navi.
Infatti l’industria della guerra, come ci documenterà Michele Vello, si è avvalsa della maestria degli spadai bellunesi che, grazie alla reperibilità di ottime materie prime e utilizzando l’acqua dell’Ardo, diedero vita ad un vero e proprio distretto preindustriale, capace di dialogare con l’Europa intera.
E sempre la guerra richiede l’attuazione, nei punti nevralgici, di strategie difensive che comportano la costruzione di mura, castelli, torrioni, strade fortificate, come ci illustreranno Mauro Vedana  che ha studiato l’evoluzione di queste strutture nel territorio bellunese prima e dopo le guerre cambraiche e Matteo Melchiorre che, partendo da documenti d’archivio, datati 1206, ha ricostruito la storia della via di Schener, nell’itinerario da Feltre verso il Primiero, luogo di incontro tra  mondo asburgico e mondo veneziano.

Gli incontri, coordinati da Rosetta Girotto Cannarella, prenderanno il via giovedì 9 febbraio 2017, alle ore 17:30, presso la sala Bianchi in viale Fantuzzi , 11.




Rifugio Scarpa

19 febbraio 2017

al cospetto  dell’Agner (ciaspe)

Entreremo nel magico e silenzioso mondo della montagna invernale, nel modo più semplice: camminando con le ciaspe.
Questa disciplina rappresenta il naturale proseguimento dell’escursionismo estivo. Una splendida e semplice attività che apre alla fantastica esplorazione dell’inverno innevato.
Saper andare con le ciaspe non richiede una tecnica difficoltosa, né particolari doti fisiche. Attraverso più o meno lievi salite sarà dunque agevole raggiungere cime panoramiche e appagare la vista con paesaggi incantevoli.

coll_rifscarpa2017

Programma

Ore 8:30 – Partenza dal piazzale della stazione con pulmino e mezzi privati via Mas, Agordo (sosta caffè), Voltago , Frassenè. Parcheggiamo  o in centro  Frassenè (m. 1100 ), o un po’ sopra in frazione Domadore (vedremo la situazione della neve e della strada al momento).

Ore 9:45 – Partiamo per la nostra escursione che si svolgerà prima su strada asfaltata e poi per una strada forestale che ci condurrà fino al rifugio Scarpa, m. 1748.  Durante la salita troveremo  tratti abbastanza pendenti  che si alternano con altri più pianeggianti  mentre il panorama si allargherà sempre di  più sulle imponenti  crode dell’ Agner e sulla conca agordina.

Sosta al rifugio (dovrebbe essere aperto) per il pranzo (libero)

Il ritorno si svolge per la stessa via.

Ore 16:00 (circa) – Arrivo a Belluno.

Tempo di percorrenza: salita 2 h./2 h. e 30’ a seconda delle condizioni della neve; discesa 1h.e 30’.
Cartina Tabacco: n. 22 Pale di San Martino.
Difficoltà: mediamente impegnativo, richiesto discreto allenamento.
Dislivello: 650 m. circa
Equipaggiamento: adatto per escursioni invernali in montagna (piumino, pile, berretto, guanti, ciaspe, bastoncini, scarponi…)
Accompagnatori: Maria Grazia e Luciano Damin (tel.0437/748052  –  cell.3292904345)
Iscrizioni: presso la sede del CTG entro venerdì 17  febbraio
Posti in pulmino: verranno assegnati in base all’ordine dell’iscrizione completa del versamento della quota.

Programma dettagliato in sede




Corso di storia

XVIII edizione anno 2017

Corso di storia e cultura locali

Il Seicento
Gli ultimi ruggiti del leone: Belluno, Feltre, Cadore alla periferia delle grandi guerre del XVII secolo

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Giovedì 9 febbraio
La guerra degli Uscocchi e la grande congiura contro Venezia.
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 16 febbraio
Morire per la gran sultana: la guerra di Candia.
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 23 febbraio
Francesco Morosini “Il Peloponnesiaco” e la guerra della Sacra Lega.
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 2 marzo
Evoluzione delle fortificazioni veneziane nel territorio bellunese prima e dopo le guerre Cambraiche
Relatore: Mauro Vedana


Giovedì 9 marzo
Il Passo di Schener: chiusure e aperture di un confine tra il mondo asburgico e il mondo veneziano.
Relatore: Matteo Melchiorre


Giovedì 16 marzo
Industria, arte, mito degli spadai bellunesi.
Relatore: Michele Vello


Gli incontri si terranno a Belluno presso la Sala Bianchi in Viale Fantuzzi, 11 con inizio alle ore 17:30.
Coordinatrice: Rosetta Girotto Cannarella

Informazioni in sede




Col Margherita

5 febbraio 2017

Escursione con le ciaspe

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Programma

Ore 7:30 – partenza con pulmino e mezzi propri, dal Piazzale della Stazione di Belluno, alla volta della Malga Vallazza (1935 mt ), appena sotto il Passo di Valles.

Breve sosta lungo il percorso.

Ore 9:30 – dal parcheggio di Malga Vallazza, si sale lungo tracce fino a trovare la forestale da Passo Valles inoltrandoci poi in uno splendido ampio vallone, risalendo per facili costoni fino al grandioso anfiteatro di vallette e collinette.  Infine, superando a volte alcune piste da sci, con un paio di strappi si raggiunge la stazione a monte dell’impianto di Col Margherita e poi la cima vera e propria a quota 2550 mt.

Splendido panorama a 360°, tempo permettendo, con Cima Uomo, Marmolada, Pelmo, Civetta, Pale di san Martino, Lagorai.
Come alternativa, prima delle salite finali alla cima si può deviare a destra fino all’ottimo Rifugio Laresei (2250 mt).
Il ritorno avviene per la stessa via percorsa in salita .

Ore 16:00 – partenza per rientro con arrivo previsto a Belluno per le ore 18:00 circa.

Dislivello escursione: 650 mt
Durata: 4/5 ore
Difficoltà: nessuna difficoltà tecnica; è necessario un discreto allenamento fisico.
Iscrizioni: presso la sede del Gruppo Belluno negli orari di apertura entro venerdì 3 febbraio 2017.
Accompagnatore: Vanni Case (cell. 3408248222).

Programma dettagliato in sede




Venezia

11 febbraio 2017

I gioielli della città

Palazzo GRIMANI – di notevole bellezza e pregio questa residenza dei Grimani, una delle famiglie patriarcali di Venezia che fece parte dei Curti.
L’architettura del palazzo è frutto della fusione tra elementi tipici veneziani e quelli tosco-romani. Lasciati abbagliare dal suggestivo ambiente della tribuna con il lucernario piramidale, dal caratteristico cortile interno e dalla meravigliosa scala di accesso.
Chiesa di SAN FRANCESCO  della VIGNA – progettata da Jacopo Sansovino e costruita nella I° metà del XVI sec., ha un’elegante facciata realizzata su disegno di Andrea Palladio e una serie di tre chiostri, è una delle più belle chiese rinascimentali di Venezia.
All’interno, preziosi dipinti tra i quali opere di Tintoretto, Palma il Giovane e Bellini.

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Programma

ore 7:10  – ritrovo dei partecipanti davanti alla Stazione Ferroviaria di Belluno, tempo a disposizione per acquistare il biglietto, che è individuale, e partenza con il treno delle
7:20  per Venezia (cambio a Conegliano).

ore 9:30  – arrivo a Venezia e a piedi andremo verso Palazzo Grimani, dove troveremo la guida.  Il palazzo, a restauro appena concluso, costituisce per la città di Venezia una novità particolarmente preziosa di rilevanza internazionale, per l’originalità dell’architettura, per le decorazioni e per la storia che ne ha caratterizzato le vicende.
Una dimora storica che è museo di sé stesso: pavimenti a pastellone veneziano illuminati da cromatismi pompeiani, preziosi marmi policromi, una scala a chiocciola attribuita al Palladio e volte  magnificamente affrescate.

Pranzo  LIBERO

ore 14:00 – pomeriggio dedicato alla visita della chiesa di San Francesco della Vigna (1554), distante dai tragitti turistici tradizionali, mantiene ancora oggi la propria fisionomia e il proprio fascino, sorge in un luogo dove la mitica storia di Venezia ebbe inizio.
Come suggerisce il nome qui sorgeva una vigna, anzi la più estesa vigna di tutta Venezia. All’interno di essa c’era una piccola chiesa dedicata a San Marco perché, secondo la tradizione, una notte l’Evangelista vi soggiornò cercando riparo da un temporale: quella stessa notte ricevette la visita di un angelo che gli pronunciò la celebre frase “Pax tibi Marce evangelista meus!” (moto della Serenisima)  profetizzandogli la futura fondazione di Venezia.
A fine visita (16:00 circa) si ritorna verso la stazione.

ore 17:31 – partenza con il treno da Venezia  per il rientro a Belluno (cambio a Conegliano), dove l’arrivo è previsto alle ore 19:46.

Orari del treno da confermare

Programma dettagliato in sede