Passo Gardena – Rif. Puez – Colfosco

8 settembre 2019

Il Parco naturale Puez-Odle è un’area naturale che racchiude principalmente due gruppi montuosi: il gruppo del Puez e il gruppo delle Odle, entrambi appartenenti alle Dolomiti di Gardena.
L’area protetta è delimitata a ovest dalla valle Isarco, a nord dalla val Pusteria, a est dalla val Badia e a sud dalla val Gardena.
Il gruppo del Puez, è suddiviso col gruppo dello Stevìa, i sottogruppi Sassongher, Gran Cir-Vallunga, dove la cima più alta è il Piz de Puez (2913 m). Il parco è attraversato da nord a sud dall’Alta via n 2.

Programma

ore 6:30 – partenza in pullman dal piazzale della Stazione di Belluno con pullman si prosegue via Agordo sino al Passo Gardena. È prevista una pausa caffè lungo il percorso

ore 9:00 – arrivo a Passo Gardena (2120 m). Scesi dal pullman ci si incammina per il sentiero Alta Via n 2 sino a raggiungere il Rif. Jimmy (2222 m) per proseguire, sempre su n 2, verso Forc.lla Cier (2469 m) e di seguito alla Forc.lla de Crespena (2528 m). Si lascia il sentiero n 2 e si proseguire su segnavia n 2A per raggiungere Sas Ciampac (2672 m). Per ghiaioni e roccette, dopo essere tornati sul sentiero n 2, si giunge alla For.lla de Ciampei Somafurcia (2366 m) e si prosegue per giungere alla meta: Rif. Puez (2475 m).
Dopo aver pranzato ci si incammina per la via del ritorno. Si riprende il n 2 fino a For.lla de Ciampei Somafurcia (2366 m), si devia per seguire il sentiero n 4 attraversando L’Val (2104 m) sino ad imboccare il sentiero n 4A e scendere verso Malga Edelweiss (1997 m) e di qui sino a Colfosco (1650 m) dove troveremo il pullman.

ore 16:30 – partenza da Colfosco per il viaggio di ritorno a Belluno

Dislivello: in salita mt. 700 – in discesa mt. 900
Difficoltà: è richiesto un allenamento commisurato alla lunghezza del percorso, piede fermo e assenza di vertigini.
Tempo di percorrenza: 6.5 ore – Distanza Stimata: Km 12
Riferimenti: Carta Tabacco n. 07 Alta Badia – Arabba – Marmolada
Equipaggiamento: scarponi, giacca a vento, mantella o ombrello, borraccia, consigliate le racchette telescopiche.
Accompagnatori: Antonella Dalle Grave  (cell. 347 7455868) e  Gianna Trevisan (Cell. 373 5101875).
Iscrizioni: presso la sede del gruppo Belluno, entro martedì 3 settembre con il versamento della quota.

Il presente programma è da ritenersi indicativo, potrà subire delle variazioni che saranno comunicate dopo la ricognizione.

Programma dettagliato in sede




Mont Alt de Framont

25 agosto 2019

Il sottogruppo del Framont, protuberanza verso la vallata agordina delle Moiazze, è la montagna che incombe con grandi pale rocciose alle spalle di Agordo caratterizzandone il profilo cittadino. È montagna profondamente legata al lavoro negli alpeggi, nelle malghe e nei boschi di Agordo.
La cima più alta è La Stia de Framont (2.294), ma il Mont Alt de Framont (2.180), con la sua grande Croce che domina Agordo, è maggiormente frequentato e più facilmente raggiungibile.

Programma

ore 7:00 – Partenza dal piazzale della Stazione di Belluno con mezzi propri, si prosegue via Agordo sino al Passo Duran con sosta per la colazione lungo il percorso.

ore 8:00 – Arrivo a Passo Duran (1.601), si sale per sentiero Caì n.549 e si prosegue per carrareccia (Alta Via n°1) al rifugio Bruto Carestiato (1.834) alle cui spalle si erge la grande parete delle Masenade/Moiazza Sud, molto nota per la difficile ferrata Gianni Costantini.
Ripreso il cammino si attraversa il grande macereto di enormi massi alla volta della for.lla Camp (1.933), che si raggiunge con uno strappo del sentiero dopo aver attraversato il grandioso vallone di Nevere. (Dove c’è la possibilità di fermarsi per chi non intende salire alla cima e pranzare).
Abbandonato il sentiero dell’Alta Via n°1, seguendo l’indicazione della tabella di legno si punta alla for.lla Mont Alt di Framont.
Raggiunto il fondo della valletta dove si trova casera Camp, inizia la salita alla for.lla di Sejere (2.003).
Si continua a salire attraversando una fascia di roccette portandosi al centro del vallone e si risale per il ripido pendio erboso mirando alla sospirata cima/croce del Mont Alt (2.180).
Dopo aver pranzato ci si incammina per il ritorno percorrendo il medesimo percorso dell’andata.

Ore 16:00 – partenza dal Passo Duran per il viaggio di ritorno a Belluno con sosta ristoratrice.

Tempo previsto: circa ore 6,00.
Dislivello: in salita mt. 1000 e altrettanti in discesa.
Difficoltà: richiesto un allenamento commisurato alla lunghezza del percorso, piede fermo e assenza di vertigini.
Dati Caratteristici: Percorso -E- per tutti; Distanza Stimata: Km 10; Tempo di percorrenza: 6.00 ore
Riferimenti: Carta Tabacco n. 025 Dolomiti di Zoldo, Cadorine e Agordine.
Equipaggiamento: scarponi, giacca a vento, mantella o ombrello, borraccia, consigliate le racchette telescopiche.
Accompagnatori: Romanel Albino (cell. 3770921686) e Dal Farra Luigino (Cell. 3481501023)
Iscrizioni: presso la sede del gruppo Belluno, entro venerdì 23 agosto 2019 con contestuale versamento della quota.

Il presente programma è da ritenersi indicativo, potrà subire delle variazioni che saranno comunicate dopo la ricognizione.

Programma dettagliato in sede




Valbelluna Estate 2019

Visite guidate tra storia, arte e natura

 


Incontri  a cura di Giorgio Reolon


Sabato 3 agosto

L’arte della laguna in montagna: il Cinquecento veneto a Belluno

  • Visita alle pala d’altare di Andrea Schiavone, Cesare Vecellio, Jacopo Bassano e Palma il Giovane – 4 importanti nomi dell’arte veneziana-veneta del Cinquecento – in Cattedrale. Ci si sposta poi a San Pietro per ammirare le due pregevoli sportelle d’organo con l’Angelo annunciante e la Vergine annunciata, capolavoro di Andrea Schiavone (esposte a importanti mostre a Londra, Parigi, Venezia e da ultimo a Schio, per una mostra di Sgarbi!) e infine visita a Santo Stefano per un capolavoro di Cesare Vecellio, l’Incontro tra Abramo e Melchisedech (con un enigmatico e curioso dettaglio!) e un misconosciuto dipinto attribuito a Tiziano Vecellio.

Ritrovo ore 15:30 in Piazza Duomo a Belluno


Sabato 10 agosto

“A Cesare quel che è di Cesare”. Alla scoperta dell’arte di Cesare Vecellio

  • Visita all’Arcipretale di Lentiai (polittico di Tiziano e bottega, pale di Cesare, soffitto di Cesare) e a piedi ci si sposta infine a Bardies (lì vicino) per la visita agli affreschi di Giovanni da Mel e Cesare Vecellio con storie di Antonio abate.

Ritrovo ore 15:30 parcheggio in piazza Lentiai


Sabato 24 agosto

“I conti tornano…”: la contea di Cesana, arte e storia

  • Visita alla chiesa di S. Bernardo (affreschi del 1200-1300) e al palazzo pretorio dei conti; discorso del fiume Piave e della fluitazione del legname; lì vicino merita una visita anche la chiesetta di S. Bartolomeo a Villapiana (raggiungibile a piedi).
    visita in collaborazione con Andrea Bona e l’associazione culturale “Amici di Cesana”.

Ritrovo ore 15:30 a Cesana (Lentiai)


Sabato 31 agosto

Arte e devozione a Sedico

  • Visita alla chiesa parrocchiale (Madonna con Bambino di Tiziano); ci si sposta poi a Bribano e visita al bell’oratorio di S. Nicolò di Bribanet, con un pregevole altare.

Ritrovo ore 15:30 nel piazzale della parrocchia di Sedico


AVVERTENZE

La partecipazione alle visite è aperta a tutti e gratuita.
Il programma è suscettibile di variazioni (non dipendenti dalla volontà degli organizzatori) 
nelle mete, ma non nelle date.
L'accesso agli interni di palazzi e ville può non essere consentito e, comunque, 
resta soggetto a limiti stabiliti dai proprietari.



Brevi impressioni siciliane

Dal 4 al 10 maggio ho partecipato a un viaggio, capeggiato da Annalisa, nella Sicilia orientale.
Tu lettore attento penserai: ”Oh sì, la Sicilia del Barocco”. Ti ricorderai la Cattedrale di Noto con la sua spettacolare scalinata che sembra non finire mai.

Io di Noto rammenterò di aver gustato un gelato al pistacchio e alla mandorla che mi ha donato uno stato di tale benessere da aprirmi gli occhi su colori e profumi indimenticabili.
Negli spostamenti in corriera, tra le varie località, ho avuto la sorpresa di vedere campi incolti o lasciati a riposo ricchi di fiori spontanei, come usciti da una tavolozza di un pittore impressionista. Immagina un dipinto di Monet dove i vari rossi, gialli, blu, bianchi e verdi sono abbinati in macchie sfumate ad arte e sarà la natura multicolore di questo maggio siciliano.

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L’escursione sull’Etna è sicuramente da provare. Siamo saliti con dei fuoristrada che tra un sobbalzo e l’altro ci hanno portato ai 3000 metri di altitudine. Il paesaggio si è aperto su un pianoro grigio scuro e la neve, solitamente coperta bianca, quasi svaniva sotto una copertina grigia. A questo punto si consiglia di chiudere la bocca rimasta aperta per lo stupore. L’aria ventosa fredda, ricca di polvere, tra gli sbuffi bianchi del vulcano in lontananza, ci ha avvolto e guidato su crinali, sopra crateri ormai spenti, a ricordarci che la “Montagna” lì ora riposa perché ha già dato.

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Ci sarebbe ancora molto da rivedere, Taormina, Siracusa, il panorama di Modica, le Isole Eolie, Ragusa, Scicli, Piazza Armerina, il piccolo borgo di Marzamemi con la sua piazzetta, un gioiello di semplicità, ma mi fermo qui.
Arrivederci alla prossima avventura.

Matilde




Milano

12 ottobre 2019

pinacoteca di Brera

Nella Pinacoteca di Brera c’è tutto lo splendore e il talento dell’arte italiana. Riconosciuta ufficialmente come parte essenziale dell’Accademia di Brera nel 1803, la struttura neoclassica dell’edificio ospita al suo interno la Biblioteca Nazionale Braidense, l’Osservatorio Astronomico e l’Orto Botanico, l’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e la prestigiosa Accademia di Belle Arti.
Dall’ingresso principale della Pinacoteca, ci accoglie l’imponente statua bronzea di Napoleone in veste di Marte pacificatore: un “anticipo” della magnificenza artistica che ci aspetta nelle sale espositive, dove ci attendono le grandi opere di Raffaello, Caravaggio, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Fattori e Canaletto. Capolavori che di fronte a noi si manifestano in tutta la loro bellezza, attraverso gli impasti ed i colori, gli stili ed i giochi prospettici.

Programma

Ore 5:00 – Partenza da Belluno (p.le Stazione e Stadio) – via Ponte Alpi e autostrada.

Sosta di ristoro lungo il percorso.

Arrivo a Milano, incontro con la guida e visita guidata alla Pinacoteca di Brera.
La pinacoteca è uno dei fiori all’occhiello del patrimonio museale italiano. Nelle 38 sale, si passa dalle scuole veneziana, lombarda e del centro-nord, spaziando dal XIII al XX sec.
Al suo interno si possono ammirare autentici capolavori, come la Pietà del Bellini, il Lamento sul Cristo Morto del Mantegna, la Pala Montefeltro di Piero della Francesca, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, l’intenso Cristo alla colonna del Bramante o la magnifica Cena in Emmaus del Caravaggio, Il bacio di Francesco Hayez e altre opere di importanti artisti come Bramante, Giovanni Bellini, Gentile da Fabriano, Tintoretto, Canaletto, Lorenzo Lotto, Piero della Francesca, Mattia Preti, Umberto Boccioni e Georges Braque. Una visita obbligata!

Pranzo libero

Nel pomeriggio visita guidata a Porta Nuova; passeggiare in questa zona ci trasporta subito in un “altro mondo”, fatto di metallo cromato, limpide fontane in stile nordico e spazi verdi che sfidano le leggi della fisica.
Il complesso conta oltre venti edifici tra grattacieli, uffici, centri culturali e ville urbane, che si caratterizzano per una notevole altezza e un forte impatto architettonico. Da segnalare in tal senso: la Torre Unicredit, più alto grattacielo in Italia; la Torre Solaria, più alto grattacielo residenziale del Paese; la Torre Diamante, dalla caratteristica forma squadrata e l’incredibile il Bosco Verticale, con i suoi giardini pensili arricchiti da oltre 800 alberi e moltissime specie diverse tra piante floreali, arbusti e cespugli.

Al termine partenza per Belluno, con sosta di ristoro, dove l’arrivo è previsto in tarda serata.

Programma dettagliato in sede




Rifugio Vallandro e Monte Specie

4 agosto 2019

Fra i pascoli di Prato Piazza e le fortificazioni dello Strudelkopf

Programma

Ore 7:00: partenza dal piazzale della stazione di Belluno con pulmino e mezzi propri via Cortina e Passo Cimabanche fino ad un parcheggio nei pressi di Carbonin (quota m. 1451).
Si sale per comoda carrareccia militare (sentiero CAI n° 37) con numerosi tornanti fino all’altipiano di Prato Piazza dove è situato, a lato di un vecchio bunker, il moderno Rifugio Vallandro (m. 2028).
Si affronta il ripido sentiero 34 che ci porta alla Sella di Monte Specie (m. 2200), con ruderi di guerra, e in breve siamo sulla cima di Monte Specie (Strudelkopf per i tedeschi, a m. 2307), un punto panoramico che permette uno sguardo a 360 gradi dal Picco di Vallandro, alle Dolomiti di Sesto, alle Tre Cime di Lavaredo, ai Cadini di misurina, al Monte Cristallo, alla Croda Rossa d’Ampezzo, alla Croda del Becco, luogo ideale per la sosta pranzo in assenza di vento.

Chi non se la sente di affrontare la salita fino al Monte Specie (gruppo B) può attendere sull’altipiano di Prato Piazza passeggiando verso il rifugio Prato Piazza e l’albergo Croda Rossa in attesa della comitiva.

Si scende per la comoda strada militare che porta al rifugio Prato Piazza e con il resto del gruppo si prende il sentiero 18 che percorre la valle dei Canopi fino al Passo di Cimabanche (m. 1530) dove dovremmo aver lasciato almeno un mezzo per riprendere le nostre auto a Carbonin.

Rientro previsto a Belluno per le ore 18:00.

Tempo di percorrenza; circa 6 ore.
Dislivello: in salita m. 900 (m. 600 gruppo B) – in discesa m. 800 (m. 500 gruppo B).
Difficoltà: nessuna, è richiesto un buon allenamento data la lunghezza del percorso.
Equipaggiamento: adatto per escursioni in montagna (scarponi, pile, giacca a vento, impermeabile o ombrello, viveri, borraccia, consigliate le racchette telescopiche).
Riferimenti cartografici: Cartina Tabacco 1:25.000 n° 3 “Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane”.
Acompagnatori: Giordano Rossa (cell, 347 9001295) e Leonildo Tavi (cell. 349 1460025).
Posti disponibili; n. 25.
Iscrizioni: presso la sede del Gruppo Belluno, entro venerdì 2 agosto 2019 con versamento della quota.

Programma dettagliato in sede




Sull’onda del profumo… dell’Elba

Vi siete mai chiesti che importanza hanno i profumi?
Quelle misteriose, lievi sensazioni olfattive che arrivano inattese, sull’onda di qualche intima situazione e ci riportano ad un tempo passato, ad un ricordo nascosto, ad un ritaglio di vita impensabilmente importante.
Il profumo è la magia di un incontro, un saluto alla propria anima, può determinare il nostro stare bene o male in una situazione, può trasformare l’idea di un ambiente, arricchire ed accarezzare le nostre conoscenze, il nostro bisogno di libertà.
Quando profumiamo di “buono” il mondo si avvicina, ci sorride, respira con noi ed il nostro passo lascia una scia sulla quale il tempo poi annoterà.


Io li ho respirati tutti quei “personaggi”, arieggiarsi in pompa magna, forti di un cielo pulito e di mille caldi riflessi, proprio lì al nostro arrivo a Portoferraio.
Nessuna gravità proveniente dalla fortificazione di Forte Stella a Nord, nessuna invadenza dal promontorio di Forte Falcone ad ovest e nessun divieto dalla Torre della Linguella a settentrione.
Neppure l’autorevole presenza di un imperatore come Bonaparte ha smorzato la sensazione di piacere e dinamicità.
E tantomeno la durezza del granito sparso ovunque sull’isola e l’abbondanza di minerali non solo ferrosi hanno impedito di trovare una piacevole simbiosi con l’ambiente.

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Una perfetta combinazione di materia e spirito per darci la possibilità di inventare un profumo tutto nostro.
Provate a pensare: dove avete sentito al vostro passaggio la profumazione più intensa?
Per qualcuno può essere sbucata girando per le vie accoglienti di Marciana, Marciana Marina, Rio dell’Elba, tra profumi di gelsomini, fiori di limone, glicine e pitosforo.
O forse ci siamo inebriati di mare e del suo profondo mistero sulla spiaggia di Porto Azzurro, dove scomodando anche “Nettuno” ed il destino abbiamo innalzato canti e condiviso il dono della spensierata compagnia.
Qualcun altro avrà apprezzato il profumo del proprio sudore, goccia dopo goccia sino alla vetta del Monte Capanne e la soddisfazione esplosiva di aver sfidato e superato ancora una volta la propria fisicità.
O magari salendo, per lenire la fatica, si sarà di nascosto “doppato” con i profumi della lavanda, delle ginestre, del cisto, con il prorompente aroma dell’elicriso, della salvia, dell’acetosella e rassicurato con la vasta presenza di foreste di castagni e lecci, pini domestici e mediterranei, abeti douglasia e distese di lentisco ed erica arborea.
Chi invece è planato sulla cima con il dondolio ardito della “cestovia” avrà riempito le proprie narici di adrenalina e temerarietà, di smarrimento e coraggio, apprezzando dall’alto lo spettacolo della fusione tra paesaggi di mare e di monti e…. il buon aroma di caffè una volta ritornato con i piedi sulla roccia.
Inutile dire che di fronte alla magnifica visione di orizzonti e scogliere e sollevati dal dolce profumo della vittoria, scarponi e sandali hanno trovato la quasi equa ricompensa.

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Non meno esaltante è stato il profumo della storia: quella raccolta con pazienza e passione nelle bacheche del museo di Marciana; quella ancora vibrante tra i quadri e le trine della casa di Napoleone; quella erosa dal tempo del Mulino di Moncione e delle colonne di granito, faticosamente sottratte alla roccia, dove abbiamo pure provato il profumo graffiante del “troi dello spiner”.
Nella penombra raccolta delle chiese, il profumo rassicurante di fiori e di incenso ha dato respiro al cuore e predisposto i nostri occhi a riconoscere ovunque, tra le navate, sui dipinti ed affreschi, sui lampadari, le statue, i mosaici e le vetrate, una misteriosa polvere di eternità.
Tuttavia c’è un profumo che ha sbaragliato il campo mettendo sull’attenti le papille gustative di tutti.
La squisita focaccia che le nostre guide hanno richiesto, protetto e condiviso, ha risvegliato sensazioni d’infanzia, la voglia di fare festa e di stare insieme, di partecipare alle novità, scambiare sensazioni e passi lungo la scia dei luoghi e del tempo. E mi sa che anche Napoleone si è unito alla nostra convivialità altrimenti chi può aver così furtivamente mangiato le lettere di cioccolato a forma di CTG?
Chissà quanti profumi potreste aggiungere.
Qualcuno se li sarà anche portati a casa insieme ai retrogusti dell’Aleatico o della famosa Acqua dell’Elba, a testimonianza che i profumi sono dei viaggiatori e come noi sono capaci di superare mari e monti, spazio e tempo, per animare un ricordo ed esaltare ciò che amano.
Vi confido un piccolo segreto: con il tempo ho scoperto che quando mi sento energica, lo devo al “profumo” che qualcuno mi ha donato, perché è il nostro profumo, quello personale, quello che proviene da dentro ed ha l’aroma di gesti e pensieri particolari, che ci rende inconfondibili ed immensamente CARI.

Sara




Tre Cime di Lavaredo

21 luglio 2019

uno spettacolo che affascina

Le Cime di Lavaredo a vederle quasi ci si emoziona forse perché sono le vette più famose delle Dolomiti e tra le più conosciute al mondo o forse perché quello che vediamo oggi sono intere pagine di storia che dai nostri giorni risale lungo i secoli fino a 270 milioni di anni fa.

Programma

ore 6:00 – partenza in pullman dal Piazzale della stazione di Belluno e alle ore 6:30 della Stazione di Longarone, via Pieve di Cadore, Auronzo, Misurina si raggiunge il parcheggio delle Tre Cime e a piedi, circa un chilometro, si raggiunge Malga Rin Bianco (1880 m) da dove inizia l’escursione per entrambi i gruppi.
È prevista una pausa caffè lungo il percorso

Gruppo A: attraversata da Malga Rin Bianco (Misurina) a Rifugio Fondo Valle (Sesto)
ore 9:00 – lungo il sentiero 101 si sale al Rifigio Auronzo (2320 m). Da qui, con sfondo monte Cristallo, oltrepassata la Cappella degli Alpini ( 2314 m), senza nessuna difficoltà, si raggiunge per comodo sentiero dapprima pianeggiante, poi in salita sino dal Rif. Lavaredo (2344 m), Forcella Lavaredo (2454 m) e poi in leggera discesa per arrivare al Rif. Locatelli (2405 m).
Rientro: sentiero 102 ripida discesa Rif. Fondo Valle ( 1526 m)
Se le condizioni del tempo e quelle fisiche del Gruppo sono buone, i capigruppo decideranno di scendere a valle lungo il sentiero 101 passando per Forcella Pian de Cingia ( 2522 m), Rif. Comici ( 2224m), proseguendo per il sentiero 103 e poi 102 raggiungere Rif. Fondo Valle. ( 1526 m) Val Fiscalina Rif. Fischleinbodenhütte dove troveremo il pullman ad aspettarci per il rientro (Prati Croda Rossa).

Gruppo B: giro ad anello delle Tre Cime di Lavaredo
ore 9:00 –stesso percorso in salita del gruppo A: sentiero 101 Rif. Auronzo (2320 m), Rif. Lavaredo ( 2344 m), Rif. Locatelli (2405 m).
Rientro: sul sentiero 105, versante nord delle Tre Cime di Lavaredo – Rifugio Auronzo, discesa fino al punto di partenza.
Con il pullman raggiungerà la Val Fiscalina – Rif. Fischleinbodenhütte dove si unirà al Gruppo A per il rientro.

ore 16:00 – partenza per il viaggio di ritorno a Longarone-Belluno, con arrivo previsto alle ore 20:00-20:30.
È prevista una sosta conviviale lungo il percorso.

Dislivelli: Gruppo A – 550 m. circa in salita e 900 m in discesa // Gruppo B – 550 m. circa in salita e in discesa.
Ore di effettivo cammino: Gruppo A – ore 6.00 // Gruppo B – ore 5.00
Difficoltà: facile escursionistico (Cai=E) È richiesto un allenamento commisurato col dislivello complessivo e con la lunghezza del percorso.
Riferimenti cartografici: cartina Tabacco 1:25.000 n.017 Dolomiti di Auronzo e del Comelico
Iscrizioni: presso la sede del Gruppo Belluno per il CTG e per il C.A.I. la sezione di Longarone
Equipaggiamento: scarponi o pedule, giacca a vento, mantella od ombrello, borraccia piena d’acqua, viveri, ricambio di biancheria, consigliate le racchette telescopiche. Il presente programma è da ritenersi indicativo; potrà subire delle variazioni che saranno comunicate dopo la ricognizione o in corso dello svolgimento dell’escursione in base alle condizioni atmosferiche.
Accompagnatori
per il CTG – Dalle Grave Antonella cell. 347 7455868 e Trevisan Gianna cell. 373 5101875
per il CAI – Cesca Giacomo 347-1580106 e Dino Sacchet 333-1445952

Programma dettagliato in sede




Martediacolor 2019

arte, storia, natura, viaggio

14 – 21 – 28 maggio 2019
Belluno – Sala parrocchiale di Cavarzano – ore 20:45
Ingresso libero


Martedì 14 maggio 2019 – Autori dal paese di Canova
ore 20:45

Fine di una storia – Damiano Vardanega
L’idea per questo audiovisivo mi è venuta in mente il giorno che sono andato in pensione, dopo aver lavorato per 43 anni nel comprensorio industriale del laterizio che esiste da sempre a Possagno, paese in qui sono nato e vivo, ho guardato indietro nel mio trascorso lavorativo e mi sono ricordato che all’inizio della mia carriera esistevano 13 stabilimenti e che alla fine appunto 3 anni fa gli stabilimenti rimasti erano 4, ho fotografato quindi il presente che comunque è ancora una grossa realtà e il passato per quello che è rimasto, come a dire che comunque a dispetto del titolo la storia continua.

Il vento che accarezza l’erba – – Alessandro Manera
Il soffio del vento è come una carezza, che risveglia la primavera, dal lungo inverno.

Emozioni a due passi da casa – Valter Binotto
Atmosfere magiche fotografate a due passi da casa.

L’anima della montagna – Valentina Guarda e Sara Zanotto
Sì dilettano a fotografare da circa 3 anni, insieme adorano andare alla scoperta dei luoghi ed alla ricerca delle creature da immortalare. Sara attraverso le immagini cerca di trasmettere la sua anima selvaggia ricercando l’essenza della natura. Valentina ama i colori, i suoi scatti più che rispecchiare la realtà, cercano di esprimere le sue emozioni e la sua personalità.

Merica – Manuele Santinon
Viaggio negli States tra canyon e bellezze naturali.

Provenza – Erico Vardanega
Tra fenicotteri rosa grifoni e campi di lavanda in fiore.


Martedì 21 maggio 2019 – Natura ed esperienze di oggi
ore 20:45

Magredi e Risorgive – Sergio Vaccher
Viaggio a due passi da casa in ambienti unici di terre magre e povere d’acqua, dove la presenza di sassi e prati aridi rende il paesaggio simile a steppe continentali dell’Europa orientale.

Ancora 3 passi… – Luigi Dorigo (Ali e Radici Multivisioni)
A volte spettatori alati, a volte spettatori futuri, più spesso basta essere “spettatori consapevoli” delle bellezze naturali che si fanno spazio a pochi passi da casa.

Le voci del bosco – Fulvio Scussel
Animali in libertà della nostra regione alpina.

2 minuti di immagini – Luigi Zampieri
Tutto questo è racchiuso nel breve volo di un pensiero.

Alberi – Dario Tonet
Alberi che colgono la stagionalità, sottolineano il mutare del tempo ed accrescono le nostre sensazioni.

Vanuatu namba wan! – Danilo Breda
Se lo sperduto arcipelago di Vanuatu, nel Pacifico meridionale, è stato eletto “il Paese più felice del mondo”, un motivo ci deve essere…

I colori dell’altopiano – Danilo Breda
All’estremo sud del “cammino andino”, una rete di 40.000 chilometri di sentieri tracciati dalle popolazioni incaiche, si trova un arido, isolato e difficilmente accessibile altopiano. Racchiusa tra due catene di montagne, la Puna ripaga ampiamente le difficoltà da superare per poterla visitare, svelando i suoi segreti e i suoi colori.


Martedì 28 maggio 2019  – L’uomo, il lavoro e l’arte
ore 20:45

Le Carovane del sale – Roberto Soramaè
Dall’altipiano etiope a 2000 msm dove la vita si svolge tra coltivazioni e allevamenti, alla piana del sale.
Una sorta di inferno dantesco dove l’estrazione del sale e il trasporto con l’uso dei cammelli a noi appare come una realtà di vita al limite, ma per loro è la quotidianità.

Mauritania – Luciano Vettorato
Una Terra dimenticata ma con un fascino straordinario: il deserto cambia forma e colori in continuazione, i tramonti hanno dell’incredibile.
Quando si visitano le oasi del deserto sembra di entrare in un film storico ma è la realtà, una dura realtà anche se affascinante.

La Strada – Giorgo Cividal (Filò Multivisioni)
Libera interpretazione del monologo di Pierfrancesco Favino è Festival di Sanremo.

Isole Eolie – Luigi Zampieri
Arcipelago di origine vulcanica situato nel mar Tirreno format da sette isole compresi due vulcani attivi.

Capolavori a cielo aperto – Diego De Riz (360° Multivisioni)
I cimiteri monumentali sono autentici musei delle belle arti a cielo aperto.
La maggior parte delle opere risalgono alla metà del ottocento  e primi novecento dove l’immaginario della morte è spettacolare.

L’oro del diavolo – Fernando Bordin
Isola di lava, Indonesia, terra di maestosi ed imponenti vulcan Straordinari protagonisti della forza della natura che l’uomo d molto tempo continua a sfidare.
In un ambiente infernale, notte e giorno, impavidi “guerrieri” estraggono dal vulcano IJEN, parte del prezioso tesoro che fluisce dalle sue viscere, zolfo purissimo… l’oro del diavolo.





Sabatambientali primavera 2019

Escursioni nella natura, arte, storia e tradizioni della Val Belluna e dintorni


Sabato 18 maggio 2019

Vittorio Veneto:
Un ambiente urbano tra pareti rocciose e acque impetuose, passeggiando intorno al castrum di Serravalle

Passeggiata illustrata nell’antico borgo di Serravalle, l’antico centro abitato che centocinquant’anni fa, unito a Ceneda, andò a formare l’attuale città di Vittorio Veneto. Si potranno ammirare palazzi e chiese, fra le quali l’oratorio dei Santi Lorenzo e Marco collegato al dismesso ospedale dei Battuti, quasi in riva al Meschio.

Appuntamento: a Belluno – Piazzale Resistenza ore 14:30
Durata: circa 2h30′ / 3h
Dislivello: minimo
Interesse: antropico, artistico
È previsto il pagamento di un biglietto di € 2,00 per l’ingresso all’oratorio dei Santi Lorenzo e Marco.
ATTENZIONE! Date le dimensioni dell’oratorio che visiteremo, viene fissato un tetto massimo di 20 partecipanti e pertanto occorre effettuare l’iscrizione presso il CTG.
Calzature e abbigliamento: comodo

Accompagnatore: Michele Buoso (cell. 333/9572357)


Sabato 25 maggio 2019

Trichiana: visita a una azienda agricola e degustazione
Meta della nostra uscita sarà l’Azienda Agricola “Nel Giardino di Fien”, a pochi chilometri da Trichiana, dove Cinzia, con entusiasmo e competenza, cura un esteso frutteto caratterizzato da vecchie varietà locali di ciliegie, mele, pere, pesche, albicocche, biricocco, susine, prugne, fichi, cachi, isole (antica e locale varietà di cachi), more di gelso (bianche e nere), cornioli, Kiwi arguta, nocciole e noci. Seguirà poi una degustazione con formaggi locali, presentati dal ‘Maestro Assaggiatore’ ONAF Gino Triches, abbinati con le confetture prodotte in Azienda, in un’ avventurosa esperienza sensoriale che non mancherà di stupirci.

Appuntamento: a Belluno – Piazzale Resistenza ore 14:30 o a Trichiana davanti alla chiesa ore 14:45.
Durata: circa 2h30′
Dislivello: minimo
Interesse: agricolo e gastronomico
È previsto un contributo di € 7,00 per la degustazione.
ATTENZIONE! Stante le dimensioni del locale degustazione, viene fissato un tetto massimo di 30 partecipanti e pertanto occorre effettuare l’iscrizione presso il CTG.
Calzature e abbigliamento: comodo
Accompagnatore: Margherita Marzemin (cell. 339/4495929)


Sabato 1 giugno 2019

Biadene di Montebelluna: il Memoriale Veneto della Grande Guerra
Localizzato nel complesso monumentale di Villa Correr Pisani di Montebelluna, il Memoriale Veneto della Grande Guerra (MEVE), di recente inaugurazione, è uno spazio interattivo e multimediale dedicato ai conflitti e agli eventi che hanno segnato l’ultimo secolo della nostra storia a partire dal primo conflitto mondiale.
Con i suoi 2.300 mq di esposizione propone un nuovo modo di guardare alla guerra in relazione all’ambiente, ai paesaggi, agli apparati e agli uomini che ne sono stati protagonisti con l’obiettivo di interpretare il nostro presente.

Appuntamento: a Belluno – Piazzale Resistenza ore 14:00 oppure a Cesana di Lentiai di fianco alla Pandolfo alle 14:30
Dislivello: nessuno
Durata: circa 2h
Interesse: storico, culturale
L’ingresso al Memoriale prevede il costo di un biglietto di € 5,00 + la spesa della visita guidata che sarà suddivisa tra i partecipanti
ATTENZIONE! Trattandosi di una visita guidata, viene fissato un tetto massimo di 25 partecipanti e pertanto occorre effettuare l’iscrizione presso il CTG.
Accompagnatore: Margherita Marzemin (cell. 339/4495929)


NOTE GENERALI

Mezzi di trasporto: privati con spesa di euro 0,25 al km per auto, da distribuire tra gli occupanti di ogni
mezzo.
Rientro: verso le ore 18:00 – 18:30
Animazioni: le uscite saranno guidate da animatori del CTG con possibili collaborazioni esterne, per le
quali può essere eventualmente richiesto un contributo.
Partecipazione: aperta a tutti (soci e non soci) 
Iscrizioni obbligatorie: presso la sede del Gruppo “Belluno” – Via Carrera n. 1, nelle ore di apertura 
(tel. 0437/950075)
Informazioni: Margherita (0437/752494 339/4495929)




Lucca e dintorni

Lucca, città atipica contornata da una lussureggiante vegetazione ma praticamente senza alberi e giardini all’interno della città; la denominazione di origine celtica “Luc” significa luogo paludoso, ma la città non è attraversata neppure da un rigagnolo; contornata da poderose mura mai intaccate da un colpo di cannone nemico, alla pari dei suoi cannoni che non hanno dovuto sparare mai un colpo; una città che non si è mai lasciata coinvolgere in guerre e che si è tenuta lontana dalle lotte tra fiorentini e pisani; una città situata nel punto di confluenza di percorsi commerciali e religiosi importanti e predestinata da epoche remote ad accogliere popoli in un processo di condensazione urbana.

Fu ligure ed etrusca per poi passare dal III sec. a. C. sotto il dominio romano; ne è testimonianza l’anfiteatro che in epoche successive fu completamente incorporato nelle abitazioni che mantennero il serrato modello originale; dopo la caduta dell’impero romano fu occupata dai goti e dai bizantini che la elevarono a capitale della Tuscia.

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Ma il momento più straordinario della storia lucchese fu tra il XIII e XVI sec. quando raggiunse l’apice della sua potenza politica ed economica; l’industria serica e mercantile permisero di raggiungere un elevato grado di ricchezza per cui fu possibile aprire innumerevoli cantieri; furono ridisegnate piazze e nuove vie, costruiti palazzi, innalzate torri, ampliate chiese in stile romano-lucchese fra cui il Duomo di San Martino e soprattutto la Chiesa di San Michele in Foro (perché là c’era il foro romano) situata nell’ombelico della città, opera rimasta incompiuta per mancanza di soldi per cui allo slancio verticale della facciata piena di bifore non corrisponde un altrettanto bella parte posteriore; a Lucca non poteva mancare anche un palazzo ducale dove risiedevano i signori di Lucca e nel periodo napoleonico la principessa Elisa Bonaparte sposata al capitano Baciocchi, sorella di Napoleone che governò dal 1804 al 1814.
Lucca fu anche città di Santi come Zita e Frediano e città di illustri musicisti come Puccini.

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Oggi Lucca mi è apparsa come una città borghese, riservata, leggibile tra le sue mura, restia all’ostentazione, senza lode per i suoi figli, tanto che il teatro non porta il nome di Puccini, ma quello del Giglio; una città racchiusa nelle sue mura come avvolta da un drappo di seta costruita dai suoi cittadini.
Dopo quattro ore di camminata per le vie di Lucca, ora deserte, ora affollate, finalmente ci avviamo nel tardo pomeriggio verso l’hotel San Bernardino; “sempre diritto, appena fuori dalla porta”, ci dice Annalisa, ma per lei, come per Einstein tutto è relativo.
Al mattino dopo il Borgo delle Camelie ci accoglie con una bellissima giornata di sole, tra le sue case di pietra e le sue camelie di tutti i colori; un paesaggio verde, variopinto e fantasioso che cattura i tuoi occhi e non ti fa pesare lo zaino e il percorso a saliscendi.
A mezzogiorno il pranzo è servito in un bel ristorante con portate gustose e particolari.
Nel pomeriggio in fondo al lungo viale dei cipressi ci accoglie Villa Torrigiani col suo parco erboso dove il piede finalmente gode e si riposa.
La Villa passò di mano diverse volte, dalla famiglia Buonvisi passò al marchese Nicolao Santini, ambasciatore in Francia, il quale volle ristrutturarla rifacendosi a Versailles; poi passò a Pietro Torrigiani che aveva sposato Vittoria, l’ultima discendente del Santini; infine appartenne a Carlo Colonna che sposò Simonetta, ultima discendente dei Torrigiani.

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Malgrado tutti questi passaggi la villa ha mantenuto intatto tutto il suo arredamento originale, dai letti col baldacchino ai quadri, ai pavimenti in cotto.
Non succede spesso, tante volte si assiste a dei rifacimenti che sono delle vere brutture!

Guglielmo




Asiago – Cima Portule e Cima Larici

23 giugno 2019

anello storico/paesaggistico

Cima Portule con i suoi 2308 m . è la seconda vetta più alta dell’ altopiano, dopo Cima Dodici m.2336, e dalle sue viscere scaturiscono le sorgenti del Renzola con le acque che dissetano quasi tutto l’altopiano.

Programma

Ore 6:00 – Partenza dal piazzale della stazione di Belluno con pulmino e mezzi propri per Asiago, Val D’Assa, Val Renzola con parcheggio nelle vicinanze di Malga Larici di sotto, 1625 m.

Prevista breve sosta caffè lungo il percorso.

Ore 8:30 – Gruppo A. Iniziamo l’escursione seguendo il segnavia CAI n.826 che segue l’ampia strada forestale, nota con il nome Erzherzog Eugen Strasse, costruita dagli austriaci e intitolata all’arciduca d’Austria Eugenio, che comandò la Strafexpedition. La salita, quasi sempre dolce e costante, ci porterà in circa 2 ore alla Bocchetta Portule m.1937,
un’ampia e panoramica sella prativa. Dopo la sosta, seguendo sempre per il n. 826, risaliamo il monte Colombaretta e i Cornetti di Bocchetta Portule, m.2148 e poi lungo il Filon di Portule fino a raggiungere la vetta di Cima Portule, m.2308, dove è posta una croce metallica. Qui il panorama è spettacolare. Dopo il pranzo al sacco iniziamo la discesa prima verso nord allo spigolo del Monte Kempel e poi verso ovest (segnavia 826), e, dopo alcuni ripidi tornanti su pietraia, percorriamo un lungo crinale a tratti esposto sulla Val Sugana, che attraversa i resti di un bosco devastato da un incendio nel 2015. Tutto questo tratto in discesa è da fare con attenzione. Raggiunta Porta Renzola m.1949, seguiamo il n. 209 che ci condurrà a Cima Larici, m. 2033, e quindi scenderemo al punto di partenza.

Ore 8:30 – Gruppo B. Dal parcheggio, con un’andatura più tranquilla, raggiungiamo Bocchetta Portule m.1937. Qui gli Italiani avevano realizzato nella roccia una postazione per batteria a sbarramento della Val d’Assa; quando poi gli Austriaci la occuparono vi costruirono la strada, due teleferiche e serbatoi d’acqua per le truppe con una condotta che captava l’acqua 800 m. più sotto, in fondo la Val Renzola, sollevandola con ben sei pompe.
Sosta per il pranzo e quindi ritorneremo al parcheggio per lo stesso percorso.

Dislivello: Gruppo A 750 m. circa – Gruppo B: 300 m. circa.
Riferimento: cartina Tabacco n. 050
Tempo di percorrenza: gruppo A: 5/6 ore – Gruppo B: 4 ore
Equipaggiamento: adatto per escursioni in montagna (pile, scarponi, ombrello o mantellina, viveri)
Accompagnatori: Luciano Damin e Maria Grazia (tel.0437 748052; cell.329 290 4345)
Note – Non ci sono punti di appoggio e l’escursione si farà solo con tempo stabile
Il programma è da ritenersi indicativo, potrà subire delle variazioni che saranno comunicate dopo la ricognizione.

Programma dettagliato in sede




San Pietro in Tuba e forcella Zoppei

9 giugno 2019

“antichi percorsi”

Escursione storico culturale sulle orme dei Cavalieri Templari e dei viandanti medievali fra il castionese, Limana e col Visentin.

Programma

ore 8:00 – Ritrovo alla stazione di Belluno e partenza con il pulmino e le auto verso Limana, Giaon, strada per Val Morel.
Dopo alcuni tornanti, in prossimità di una casa disabitata, faremo la prima sosta con le auto, per poter salire in circa 15 minuti al Colle di San Pietro in Tuba (m. 796 slm). Qui, intorno al 1075, venne costruito un importante castello dal Vescovo Ottone di Frisinga (Germania vicino a Monaco di Baviera ). In quel periodo si stavano organizzando le Crociate verso la Terra Santa e questo castello serviva come punto di appoggio per i Cavalieri e i pellegrini del tempo. Ci sono molte storie che ruotano intorno a questo antico maniero e ve le racconterò mentre potrete vedere i resti dei muri in cima al colle.
Dislivello circa 100 metri su comodo sentiero nel bosco senza difficoltà.

ore 9:30 – riprenderemo le auto in direzione Val Morel, malga Pianezze (m. 1017 slm), dove lasceremo le auto, per proseguire sul sentiero per la forcella Zoppei (m. 1417 slm) alla base del Col Visentin in circa 2 ore su sentiero facile.
Questa zona era un antico passaggio fra il bellunese e la pianura ed era molto pregiato per i pascoli, che già dal 1200 venivano contesi fra le popolazioni di Cirvoi, Ceneda (Vittorio Veneto) e Pieve di Soligo.
Dalla forcella scenderemo in breve alle sottostanti case Zoppei dove faremo la sosta con pranzo al sacco.
Molta storia del bellunese è passata per quei sentieri e prati e cercherò di raccontarvela mentre potrete gustarvi lo splendido panorama sulla Valbelluna e sul Visentin.

Rientro per il sentiero dell’andata fino alle auto verso le ore 16:00 e consueto ritrovo mangereccio.
Se il tempo lo consente sulla strada del rientro faremo una breve sosta alla chiesetta di Madonna di Parė per vedere i resti dell’ antico fortilizio usato dagli abitanti del luogo per difendersi.

Rientro a Belluno per le ore 17:30

Dislivello totale: circa 520 metri, sia in salita che in discesa.
Equipaggiamento: scarponi o pedule, mantella o ombrello, borraccia, ricambio di biancheria, consigliate le racchette telescopiche.
Iscrizioni in sede del C.T.G. entro il venerdì 7 giugno 2019. Chi può mettere a disposizione l’auto è pregato di comunicarlo in segreteria.
Al momento non ė stata ancora fatta la ricognizione del percorso, mi riservo di modificare il tragitto in caso di sentieri inagibili o pericolosi. Appena sarà possibile in segreteria potrete trovare il percorso completo.
Accompagnatore: Mila Dal Magro (Cell. 3287199427).

Programma dettagliato in sede




Senegal

8-17 ottobre 2019

Teranga! benvenuti in Africa

Tra gli aridi deserti del nord e le lussureggianti foreste tropicali al sud, il Senegal rimanda alla mente le immagini, i suoni e i sapori tipici dell’Africa. La sola capitale Dakar, famosa in tutto il mondo per la gara di rally, rappresenta un affresco del paese; le strade affollate, i mercati vivaci e la concitata vita notturna si contrappongono, nel loro ritmo incessante, alla calma meditativa dell’Isola di Goree, tristemente famosa come teatro della tratta degli schiavi. Fuori le città, il Senegal rimane l’Africa selvaggia dalla natura incontaminata, la costa affollata da un labirinto di mangrovie, piccole insenature e ampie lagune casa di centinaia specie di uccelli; il deserto con le sue lunghe dune di sabbia che si srotolano fino alle spiagge dell’oceano Atlantico e infine i villaggi abitati da diversi gruppi etnici ancora legati ad antiche tradizioni.

Programma

martedì 8 ottobre 2019: Belluno/Venezia/Parigi/Dakar
Partenza di prima mattina in pullman da Belluno verso l’aeroporto Marco Polo di Venezia, disbrigo delle formalità d’imbarco e doganali e partenza con volo di linea Air France per Parigi. Proseguimento col volo Air France, per Dakar.
Cena in ristorante o in hotel. Sistemazione nelle camere riservate.

mercoledì 9 ottobre 2019: Dakar/Isola di Goree/Dakar
Pensione completa. In mattinata, visita di Dakar, una volta capitale delle colonie francesi d’Africa Occidentale. Visita al moderno centro, che si sviluppa attorno alla Piazza dell’Indipendenza e al Palazzo Presidenziale, famoso per la sua Guardia Rossa. Sosta alla Cattedrale e alla Moschea. Visita alla Porta del Millennio e al Monumento della Rinascita Africana. Trasferimento in traghetto all’isola di Goree e pranzo. Pomeriggio dedicato alla visita dell’isola, dichiarata dall’Unesco Patrimonio Culturale dell’Umanità per la sua importanza storica al tempo della tratta degli schiavi. Visita alla casa museo degli schiavi. Al termine rientro a Dakar e cena in ristorante con animazione e musica tradizionale.

giovedì 10 ottobre 2019: Dakar/Lago Rosa/Saint Louis
Pensione completa. Al mattino partenza per il Lago Retba, famoso come Lago Rosa per via del particolare colore che assume, in particolari condizioni atmosferiche e periodi dell’anno.
A seguire, escursione in fuoristrada attraverso le dune di sabbia e sale. Visita al villaggio di pastori semi nomadi Peul e alle raccoglitrici di sale. Dopo il pranzo proseguimento per la città di Saint Louis con sosta per la visita ai villaggi Wolof. Arrivo a Saint Louis, sistemazione all’hotel nelle camere riservate e cena.

venerdì 11 ottobre 2019: Saint Louis/Langue de Barbarie/Saint Louis
Pensione completa. Intera mattinata dedicata alla visita della coloniale città di Saint Louis, antica capitale del Senegal e di tutte le colonie Francesi dell’Africa Occidentale. Giro in calesse in città e proseguimento in direzione della riserva Langue de Barbarie, parco ornitologico nazionale situato sullo scenografico delta del fiume Senegal. Escursione in barca sul fiume tra lagune e dune a ridosso del mare. Pranzo a base di pesce e tempo libero a disposizione per il relax in lodge a bordo laguna. Nel tardo pomeriggio, rientro in città e cena in hotel.

sabato 12 ottobre 2019: Saint Louis/Lompoul
Pensione completa. Partenza per il deserto di Lompoul e visita ai villaggi di etnia Wolof e Serer. Continuazione in fuoristrada 4×4 attraverso le dune di sabbia fino al lodge. Sistemazione nelle tende e pranzo. Di seguito, escursione a piedi sulle dune. Cena e pernottamento al campo tendato.

domenica 13 ottobre 2019: Lompoul/Touba/Kaolack/Toubacouta
Pensione completa. Trasferimento verso il sud del Sahel, attraversando la savana intervallata da palme, boschi di acacia e dai famosi baobab. Sosta a Touba, città santa dalla profonda tradizione religiosa della confraternita islamica Murid. Visita della grande Moschea con ricchi decori in oro, argento e cristallo (solo esterni). Proseguimento per la città portuale di Kaolack e pranzo. A seguire visita del mercato rurale e continuazione per Toubacouta, sul delta del fiume Saloum. Arrivo e sistemazione in hotel nelle camere riservate e cena.

lunedì 14 ottobre 2019: Toubacouta
Pensione completa. Prima colazione e partenza per escursione in piroga tra i bolongs, gli estuari salati del fiume, circondati da fitti ed intricati boschi di mangrovie. Pranzo barbecue a bordo del fiume e visita a un villaggio di etnia Wolof o Serer. Nel pomeriggio escursione facoltativa PASSEGGIATA CON I LEONI nella riserva di Fathala, con possibilità di varie osservazioni di fauna selvatica (circa 1 ora; € 60.= da prenotare in Sede).
Rientro in hotel e cena folcloristica.

martedì 15 ottobre 2019: Toubacouta/Joal Fadiouth/Saly
Pensione completa. Partenza per Joal Fadiouth, e visita alla caratteristica isola sulle conchiglie. Pranzo e proseguimento per Saly, sistemazione in hotel nelle camere riservate e cena in hotel.

mercoledì 16 ottobre 2019: Saly/Parigi
Prima colazione e pranzo. Check out all’ora di pranzo con alcune camere a disposizione, in formula day use, fino al trasferimento in aeroporto. Partenza con il volo Air France diretto a Parigi.

giovedì 17 ottobre 2019: Parigi/Venezia/Belluno
Arrivo a Parigi la mattina del giorno successivo, proseguimento con volo Air France per Venezia. Rientro in pullman a Belluno con arrivo nel primo pomeriggio

Programma dettagliato in sede




Navigazione sul Sile

29 settembre 2019

… di là dal fiume e tra gli alberi

Immersi nella natura, lontani dalle automobili, scoprirete una natura intatta, tra cormorani, aironi, cicogne, ontani e i celebri salici piangenti, un habitat irripetibile, lungo il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, oggi Parco Naturale, tra natura e ville venete.

Programma

Ore 7:00 partenza da Belluno, piazzale Resistenza, con pullman G.T., via Ponte nelle Alpi, autostrada con destinazione Quarto d’Altino.
Imbarco sulla motonave e navigazione lungo il fiume Sile
A bordo come benvenuto saranno offerti degli stuzzichini e durante il percorso verrà illustrata la storia del fiume dalla sua nascita, all’importanza commerciale e delle sue bellezze che lo circondano dalla flora e fauna; Il fiume è considerato una “piccola foresta amazzonica”.

Sosta nel paese rivierasco di Casale sul Sile: spiegazione guidata della parte storica (Torre Carrarese esternamente, Villa Frezza esternamente, che durante le 2 Guerre Mondiali diventò un ospedale da campo dove Hemingway trasportava i feriti e fu anche un deposito di ambulanze. Se possibile visita della Chiesa dove all’interno ci sono delle opere di Gian Domenico Tiepolo che rappresentano il Trionfo e la Fede).

Al termine rimbarco e navigazione lungo il tratto delle Ville Venete per ammirare la bellezza delle loro architetture.

PRANZO di pesce a bordo: risotto di pesce, frittura mista e contorni, dolci locali, vino, acqua e caffè con digestivo.

Ore 15:00 (circa) Arrivo al paese rivierasco di Casier e sbarco.
Qui termina la navigazione, ma continua il tour a bordo del nostro pullman, per una visita guidata alla città di Treviso.

Al termine, rientro quindi a Belluno, dove l’arrivo è previsto in serata.

Programma dettagliato in sede




Santa Susanna

26 maggio 2019

tra storia e religiosità popolare

Il nostro giro ci porta al santuario dedicato ai Santi Susanna e Triburzio posato su di un alto pulpito nei versanti meridionali del monte Avena. È un’area culturale tra le più conosciute e radicate nella tradizione popolare feltrina.

Programma

Ore 9:30: inizio della camminata da via Anconetta, arrivati ad un capitello si svolta a destra per salire una mulattiera, poi una strada cementata (case Aste), si prosegue verso sinistra dove troviamo un altro capitello. Dopo un tornante a sinistra, prima di un gruppetto di case, si prende a destra un ripido sentiero erboso nel bosco e dopo un’ultima rampa ripida, si sbuca sul pulpito dove sorge il bel Santuario nostra meta (m. 923).

Ore 8:15: Partenza da Belluno dal piazzale della Stazione con pulmino e mezzi propri via S. Giustina, Pedavena ed arrivo a Facen (m. 430) dove parcheggeremo i mezzi. Breve sosta caffè lungo il percorso.

Sosta pranzo a sacco.

Ore 13:30: salita la scalinata si percorre la dorsale del colle dove s’incrocia la strada, svoltare a sinistra e dopo un tratto pianeggiante si prende la stradina sterrata che scende con decisione. Lungo il percorso troviamo la borgata Le Fiere, poi Venezia Secca e in breve al punto di partenza.

Ore 16:30: partenza per il viaggio di ritorno a Belluno (dopo sosta pic-nic).

Tempo di percorrenza: circa 4h30’.
Dislivello: in salita m. 650 circa e altrettanti in discesa.
Difficoltà: Nessuna. È richiesto un allenamento commisurato alla lunghezza del percorso.
Riferimenti: Carta Tabacco n. 23 “Alpi Feltrine”
Equipaggiamento: scarponi, giacca a vento, mantella o ombrello, borraccia, ricambio di biancheria, consigliate le racchette telescopiche.
Iscrizioni: presso la sede del gruppo CTG Belluno, entro venerdì 24 maggio 2019 con contestuale versamento della quota.
Accompagnatori: Dal Farra Luigino (Cell. 348150 1023) – Sonego Guido (366 288 8074)

Programma dettagliato in sede




Passeggiata di primavera e Pasqua C.T.G.

7 aprile 2019

“Boscon e Prapavei”

Le case di queste due frazioni di Sedico sono diventate tele per gli artisti, i quali hanno dipinto una trentina di murales e affreschi che raccontano la vita (e non solo) di chi in quella casa ha abitato. Potremo ammirare gran parte di queste opere nel corso di un itinerario ad anello che andrà a lambire le acque del Gresal e sarà caratterizzato anche dall’illustrazione di diverse emergenze naturalistiche che punteggiano quest’area di campagna, in gran parte coltivata, ma ancora ricca di testimonianze di un ambiente diverso ben più selvaggio, come un residuo della foresta che un tempo ammantava tutta la vallata. Cominciando dall’area di sosta di Prapavei, si girerà tra le case contadine, le stalle e la chiesetta di San Rocco del rustico borgo, per poi addentrarci alla scoperta della zona umida dei “Paluch” e concludere il giro ad anello nella località di Boscon con la sua moderna chiesa dedicata alla Beata Vergine della Salute, dove verrà celebrata la Messa.

Ritrovo: ore 14:30 in Piazzale della Resistenza a Belluno o, successivamente, presso l’area di sosta di Prapavei dove si svolge la sagra del paese
Caratteristiche della passeggiata: itinerario ad anello di circa tre chilometri quasi tutto su terreno pianeggiante con minimi dislivelli nella zona di Boscon. Tratti di strada asfaltata e di sterrato, per cui si consiglia l’utilizzo di abbigliamento e calzature adeguate.
Durata della passeggiata: max tre ore (comprese le illustrazioni), al termine della camminata alle ore 18 possibilità di assistere alla S. Messa nella chiesetta di Boscon.

Al termine della celebrazione ci sarà la consumazione di un rinfresco augurale, a base di colomba, annaffiata da una adeguata bevanda con l’immancabile brindisi finale.

Programma dettagliato in sede




Cena degli sportivi 2019

8 marzo 2019

Venerdì 8 marzo 2019 – ore 20

Agriturismo “Al Bachero”
Via Meassa, 96/A – Levego – BELLUNO

 

Siete invitati alla cena dei Trekkisti, Montanari, Ciclisti, “Ciaspolisti” e simpatizzanti.

Menu composto da: antipasti misti, due primi, due secondi, contorni vari, dolce, acqua, vino, caffè. Possibilità di opzione per i vegetariani.

Quota della serata: € 28,00 a persona
Durante la serata verranno proiettate delle diapositive relative alle attività effettuate nello scorso anno.

Iscrizioni in sede, a Belluno in via Carrera n. 1 – tel. 0437 950075, entro venerdì 1 marzo 2019




Georgia e Azerbaijan 2a partenza

16-25 settembre 2019

civiltà millenarie

Si scrive Azerbaigian, si legge petrolio. Baku, dove la terra brucia, è famosa da sempre per i fuochi eterni nei pressi della città, dovuti alla presenza di numerose sorgenti di petrolio e gas, che bruciano naturalmente. Grazie alle rendite energetiche e alla stabilità politica, garantita dalla dinastia Aliyev, l’Azebaigian ha saputo elevarsi a potenza regionale e a protagonista della scena internazionale. Pur essendo l’Azerbaigian il più lontano tra i paesi partner dall’Unione Europea, gli interessi economici complementari e gli investimenti strategici in infrastrutture energetiche, disegnano i contorni di una collaborazione solida e destinata ad approfondirsi, Mosca permettendo.
In Georgia invece Mosca ha già dato, facendo dell’Ossezia del Sud, regione della Georgia centrosettentrionale, e dell’Abcasia, all’estremo lembo di nord-ovest, due stati fantocci, de facto indipendenti. Lo stesso modello riproposto più recentemente nel Donbass. La Georgia moderna è il frutto dell’unione delle regioni storiche della Colchide, area affacciata sul Mar Nero e cristianizzata da Andrea, fratello di Pietro, e dell’lberia, più o meno corrispondente a quelli che furono i regni di Cartalia e Cachezia, sul versante sud del Gran Caucaso, dove il Vangelo fu diffuso da Santa Nina l’Illuminatrice nel IV secolo.

Programma

1° giorno, lunedì 16 settembre 2019: Bologna > (Istanbul) > Baku
Di buon mattino partenza da Belluno in pullman GT per l’aeroporto di Bologna, disbrigo delle formalità d’imbarco e doganali e partenza con volo di linea Turkish Airlines per Istanbul. All’arrivo, coincidenza con il volo Turkish Airlines per Baku. Arrivo, trasferimento in hotel e sistemazione nelle camere riservate.

2° giorno, martedì 17 settembre 2019: Baku > Ateshgah > Yanar Dağ > Baku
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita della città vecchia di Baku con la Torre della Vergine e il Palazzo degli Shirvanshah. Nel pomeriggio partenza per la vicina penisola di Abşeron, dove si visiteranno i siti di Ateshgah e Yanar Dağ. Rientro a Baku e cena in ristorante.

Baku. La capitale si trova sulla costa meridionale della penisola di Abşeron. Con ogni probabilità il nome Baku deriva dall’antico nome della città, Badu-kube, dove soffia il vento.
La città cominciò a essere importante dopo il terremoto nel XII secolo che distrusse Shemakha. Nel 1540, la città venne conquistata dai safavidi e nel 1604 dallo scià persiano Abbas I. Il 26 giugno 1723, dopo un lungo assedio la città si arrese alle truppe dello zar Pietro il Grande. Nel marzo del 1922 l’Armata Rossa invase Baku così l’Azerbaigian, con Armenia e Georgia, divenne parte della RSSF Transcaucasica, uno Stato federato de jure nell’URSS, de facto nuovamente occupati dalla Russia.
Abşeron. Dall’antico persiano, acque salate. Penisola della costa occidentale del Mar Caspio, lunga 65 Km e larga al massimo 30 Km, costituisce l’estrema appendice orientale del Caucaso, la costa meridionale forma un’ampia insenatura alla quale si affaccia la città di Baku. La penisola di Abşeron è ricchissima di giacimenti petroliferi.
Ateshgah. In antico persiano trono di fuoco, essendo la struttura situata presso un ormai esausto giacimento di gas naturale. La struttura religiosa pentagonale con un altare nel mezzo fu costruita nel XVII secolo da fedeli zoroastriani o indù.
Yanar Dağ. Montagna che brucia in azero. Grande falò spontaneo che arde incessantemente su una collina sulla penisola di Abşeron. Le fiamme si sprigionano per 3 m bruciando il gas che filtra da un sottile strato di arenaria porosa.
Il fuoco brucia in fiamme colorate in modo più impressionante al crepuscolo, quando i turisti e locali si radunano per osservarlo dalle numerose sale da tè nelle vicinanze.

3° giorno, mercoledì 18 settembre 2019: Baku > Şemakha > Kiş > Şeki
Pensione completa. In mattinata partenza per Şemakha e visita del Mausoleo delle Sette Cupole e della moschea Juma. Proseguimento per Şeki, visita della chiesa di Kiş e del Palazzo dei Khan. Al termine discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Şemakha. La Kamachia greco-romana, oggi Şamaxı, ha un ricco patrimonio e ha fatto da sfondo a importanti eventi politici in gran parte i suoi due millenni di esistenza. Dal VIII al XV secolo la città fu capitale dello stato di Shirvanshah e poi del Khanato indipendente di Shirvan o di Shemakha, annesso alla Russia nel 1805, e del successivo governatorato imperiale fino al devastante terremoto del 1859, quando la capitale fu trasferita a Baku. Nella sua storia undici grandi terremoti hanno scosso la città, l’unico edificio a essere sopravvissuto, è la moschea Juma, costruita nel X secolo, la prima di tutto il Caucaso. Nei dintorni della città si trova il mausoleo delle Sette Cupole, dove sono sepolti i membri delle famiglie reali di Shirvanshah.
Şeki. Fino al 1968 Nukha, in azero Nuxa, Şeki, città dell’Azerbaigian del nord, circondata dalle cime innevate del Caucaso Maggiore, fu una delle più grandi città dell’Albania Caucasica del I secolo. Originariamente situata sulla riva sinistra del fiume Kish, la città fu trasferita dove attualmente si trova dopo una devastante alluvione nel 1772, vicino al villaggio di Nukha, con cui s’identificò fino al 1968, quando tornò al nome originario. Per molti secoli, la città fu famosa per essere il centro dell’allevamento del baco da seta.
Kiş. Nel I secolo, Sant’Eliseo d’Albània arrivò a Gis, sulla riva sinistra del fiume Kura, e costruì una chiesa che divenne presto un centro di evangelizzazione per i popoli del Caucaso. Nel X secolo la chiesa di Kiş fu convertita al rito georgiano ortodosso e funzionò come vescovado fino al XVII secolo.

4° giorno, giovedì 19 settembre 2019: Şeki > Lagodekhi > Kvareli > Gremi > Alaverdi > Ikalto > Telavi
Pensione completa. Partenza per la frontiera Matsimi-Mazimçay, disbrigo delle formalità doganali, cambio del pullman e della guida e proseguimento per la visita di Lagodekhi. Arrivo a Kvareli e visita di una cantina. Visita del complesso architettonico di Gremi, della cattedrale di Alaverdi e dell’accademia di Ikalto. Arrivo a Telavi discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Lagodekhi. Villaggio cachezio situato ai piedi del Grande Caucaso, nel cuore del distretto vinicolo georgiano presso il confine azero. A Lagodekhi si trova una Riserva Naturale istituita nel 1911.
Kvareli. Villaggio cachezio nella valle di Alazani, ai piedi del Grande Caucaso, al centro della regione vinicola, celebre per il vino Kindzmarauli, un rosso semidolce.
Gremi. La fortezza reale e la chiesa degli Аrcangeli, sono tutto ciò che è rimasto di Gremi, un tempo florida città della Cachezia. La città fu capitale del Cachezia nei secoli XVI e XVII, finché l’esercito dello Shah Abbas I non la rase al suolo nel 1615. Da allora la città non ritrovò più l’antico splendore e poco dopo la capitale fu trasferita a Telavi.
Alaverdi. Il monastero di Alaverdi è un monastero ortodosso situato a 25 km da Akhmeta, fondato dal monaco siriano Yoseb, uno dei tredici Padri siriani della chiesa georgiana. Prima di allora ad Alaverdi si trovava un centro di culto pagano dedicato alla Luna. All’inizio dell’XI secolo il re di Cachezia, Kvirike il Grande, costruì una grande cattedrale, al posto della piccola chiesa dedicata a San Giorgio.
Ikalto. Villaggio situato poca a occidente della città di Telavi in Cachezia, conosciuto soprattutto per il suo complesso monastico e per l’omonima Accademia. Il monastero di Ikalto, fondato da San Zenone, uno dei 13 Padri siriani della chiesa georgiana, alla fine del VI secolo, divenne noto come uno dei centri culturali e di istruzione più importanti della Georgia.

5° giorno, venerdì 20 settembre 2019: Telavi > David Gareja > Tbilisi
Pensione completa e pranzo con cestino. Proseguimento in Cachezia e visita del sito rupestre di David Gareja con la Lavra e le grotte dipinte di Udabno (trekking di 2h). Al termine delle visite proseguimento per Tbilisi, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Telavi. Centro principale e capoluogo della Cachezia, la città è circondata su ogni lato da scenari pittoreschi. Nota già nel II secolo, dal X al XII secolo Telavi fu capitale del Regno di Cachezia. Nel XVIII secolo fu la seconda capitale del Regno Georgiano unitario di Cartalia e Cachezia.
Cachezia. Provincia storica della Georgia orientale, la Cachezia fu principato feudale indipendente dalla fine del VIII secolo fino all’inizio del XII secolo quando il re georgiano Davide il Fondatore incorporò la regione nel suo regno. Dopo la disintegrazione del regno georgiano, la Cachezia divenne nuovamente indipendente nel 1460. Nel 1762 il regno cachezio venne unificato con quello confinante di Cartalia e nel 1801 il regno di Cartalia e Cachezia fu annesso all’impero russo zarista. La Cachezia fece poi parte successivamente della Repubblica Democratica indipendente di Georgia, della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica e fino al 1991 della Repubblica Socialista Sovietica Georgiana.
David Gareja. Complesso monastico ortodosso georgiano in parte scavato nella roccia e in parte edificato, situato nella Cachezia, sulle pendici semidesertiche del monte Gareja, circa 70 Km a sud est di Tbilisi. Il complesso comprende centinaia di celle, chiese, cappelle e locali di abitazione scavati nella roccia. Parte del complesso si trova anche nel distretto di Ağstafa in Azerbaigian, per questo il monastero è diventato oggetto di una disputa di confine tra le autorità della Georgia e dell’Azerbaigian.

6° giorno, sabato 21 settembre 2019: Tbilisi > Mtskheta > Ananuri > Gudauri
Pensione completa. Partenza per le visite della Cattedrale di Svetitskhoveli e del monastero di Jvari a Mtskheta (26 km, 45’). Proseguimento per Ananuri e visita del complesso architettonico. Al termine della visita partenza per Gudauri, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Mtskheta. Una delle più antiche città della Georgia, nella storica provincia di Kartli. La città fu la capitale del regno di Iberia fra il III secolo a.C. e il V secolo. Nel 317 a Mtskheta i georgiani si convertirono al cristianesimo e tuttora qui ha sede la Chiesa autocefala ortodossa e apostolica georgiana. Re Dachi spostò la capitale da Mtskheta alla più difendibile Tbilisi, ma Mtskheta continuò ad essere usata come luogo di incoronazione e sepoltura dei re georgiani fino alla fine del regno nel XIX secolo.
Ananuri. Complesso architettonico sulle rive del fiume Aragvi, a circa 70 chilometri dalla capitale Tbilisi, antica sede dei duchi di Aragvi, una dinastia feudale che governò l’area dal XIII secolo. Nel 1739 Ananuri fu attaccata da Shanshe di Ksani, che l’incendiò e sterminò la famiglia degli eristavi. Tuttavia, quattro anni più tardi i contadini locali si rivoltarono contro il dominio di Shanshe, uccidendo gli usurpatori e invitando il re Teimuraz II di Georgia a governare direttamente il ducato.
Gudauri. Stazione sciistica sul versante meridionale del Gran Caucaso presso il passo della Croce a 2.200 m slm.

7° giorno, domenica 22 settembre 2019: Gudauri > Stepantsminda > Ghergheti > Gudauri
Pensione completa. Al mattino partenza per Stepantsminda, da dove, con una passeggiata di 2h si giunge alla Chiesa della Santissima Trinità di Ghergheti. Pranzo presso una famiglia locale e rientro a Gudauri.

Ghergheti. La chiesa della Trinità, o Tsminda Sameba, si trova nei pressi del villaggio di Ghergheti, sulla riva destra del fiume Chkheri, a un’altitudine di 2.170 metri, sotto il Monte Kazbek. La chiesa della Trinità fu costruita nel XIV secolo. Lo storico del XVIII secolo Vakhushti Bagration scrisse che, nei momenti di pericolo, le preziose reliquie custodite a Mtskheta venivano portate nella chiesa di Ghergheti, al fine di essere messe al sicuro. Nel 1795, in seguito all’ennesima invasione persiana, anche la più importante delle reliquie georgiane, la Croce di Santa Nina, fu portata qui.

8° giorno, lunedì 23 settembre 2019: Gudauri > Gori > Uplis-tsikhe > Tbilisi
Pensione completa. Partenza per la Cartalia e visita al Museo di Stalin a Gori. Dopo il pranzo proseguimento per la visita di Uplis-tsikhe. Al termine proseguimento per Tbilisi, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Gori. Capoluogo della regione di Shida Kartli, confinante con la Federazione russa e comprendente anche la gran parte del territorio conteso dell’Ossezia del Sud, Gori si trova a poca distanza dalla zona interessata dal confine fra Georgia e Ossezia del sud. Nel centro di Gori, si trova il Museo Josif Stalin, nel cortile interno si trova ricollocata la statua del dittatore sovietico rimossa dalla piazza del municipio della città nel giugno 2010, sopravvissuta al programma di destalinizzazione voluto da Chrušcёv. Il museo è importante sia come testimonianza storica della vita di Stalin, sia come resoconto di un lungo periodo di storia sovietica.
Uplis-tsikhe. Letteralmente fortezza del signore, è una antica città scavata nella roccia. Costruita sulla riva sinistra rocciosa del fiume Mtkvari, l’antica città contiene diverse strutture databili tra la prima età del ferro e il tardo medioevo, combinazione unica di varie culture e di coesistenza di architettura pagana e cristiana. Uplis-tsikhe è stato identificato dagli archeologi come uno dei più antichi insediamenti urbani in Georgia. Strategicamente situato nel cuore dell’antico regno di Cartalia, l’Iberia degli autori classici, fu un importante centro politico e religioso del paese.

9° giorno, martedì 24 settembre 2019: Tbilisi
Pensione completa. Intera giornata dedicata alla visita della capitale georgiana con la chiesa di Metekhi, il quartiere dei Bagni, La Cattedrale della Santissima Trinità, la basilica di Ančiskhati, il Museo di Storia.

Tbilisi. Dal georgiano Tpili, caldo, a causa delle numerose sorgenti di acqua calda sulfurea della zona. L’attuale capitale della Georgia, fu fondata nel V secolo dal re Vakhtang I Gorgasali di Iberia. Il suo successore re Dachi vi trasferì la capitale del regno e la fortificò. Nei secoli passò ai Persiani, ai Bizantini e agli Arabi, che la tennero fino al XI secolo, fino a che fu conquistata dal re di Georgia David il Costruttore, che vi trasferì la sua residenza da Kutaisi e la rese capitale di uno Stato georgiano unificato e inaugurò un vero e proprio rinascimento. Durante quest’epoca a Tbilisi il poeta Shota Rustaveli visse e scrisse il leggendario poema epico ‘Il cavaliere con la pelle di pantera’. Dal 1236 la Georgia passò sotto la dominazione mongola, e successivamente sotto il dominio di invasori stranieri, che, e in più occasioni, la razziarono. Prima Tamerlano nel 1386, poi Shah Jahan, lo Scià di Tabriz nel 1444, Ak Koyunlu nel 1477, i persiani nel 1522, Shah Agha-Mohammad Khan nel 1795.
Nel 1801 il regno georgiano di Cartalia e Cachezia fu annesso all’Impero russo, e sotto il dominio russo la città fu sede dei viceré degli Zar e capitale di tutto il Caucaso imperiale e amata da Puškin, Tolstoj e Lermontov.
Dopo la rivoluzione russa del 1917, la città fu sede del governo indipendente della breve Federazione della Transcaucasia, poi fu capitale della Repubblica Democratica della Georgia fino al 25 febbraio 1921, quando fu occupata dall’Armata Rossa.
Dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica, Tbilisi ha vissuto periodi di instabilità e turbolenze e una breve guerra civile di due settimane tra il dicembre 1991 e il gennaio 1992. Nel novembre 2003, dopo elezioni parlamentari falsificate, più di 100.000 persone sono scese in piazza per la vittoriosa Rivoluzione delle Rose.
Durante la guerra dell’Ossezia del Sud del 2008 l’area di Tbilisi è stata colpita da molteplici attacchi aerei russi.

10° giorno, mercoledì 25 settembre 2019: Baku > (Istanbul) > Bologna
Prima colazione e trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo Turkish Airlines per Istanbul. All’arrivo, coincidenza con volo Turkish Airlines per Bologna, e arrivo nel tardo pomeriggio quindi proseguimento in pullman per Belluno con arrivo previsto in tarda serata.

Programma dettagliato in sede




Soggiorno marino a Grottammare

8-22 giugno 2019

Hotel Caraibi (direttamente sul mare)
Nella verde Riviera delle Palme, l’ospitalità, la cortesia ed il relax trovano la loro sede ideale nell’Hotel Caraibi, situato in prima fila sul mare basta attraversare il lungomare e ci si troverà in spiaggia; l’hotel dista 1 km da San Benedetto del Tronto (con isola pedonale e negozi), e si trova in una posizione straordinaria dalla quale si gode anche la vista delle colline retrostanti.

Le camere dotate dei più moderni comfort: TV LCD con ricezione satellitare, aria condizionata, telefono diretto, cassaforte, bagni con box doccia e balcone con vista panoramica sul mare e sui monti. Hotel direttamente sul mare con il proprio stabilimento balneare convenzionato, include 1 ombrellone, 1 sedia-sdraio e 1 lettino per ciascuna camera. Per ogni tipo di svago, oltre alle numerose discoteche della zona, è possibile utilizzare le 15 biciclette che l’hotel mette gratuitamente a disposizione sui 15 km di pista ciclabile (di cui 7 km senza attraversamenti automobilistici).
È possibile, inoltre, organizzare e prenotare escursioni e gite in barca. Ed infine il collegamento ad Internet con servizio WI-FI gratuito.
Cucina: La famiglia Bollettini, con mamma Gina ai fornelli, assicura una cucina casalinga, genuina ed invitante basata sulle specialità della tradizione marinara locale e dell’entroterra piceno in grado di soddisfare anche le diverse richieste degli ospiti.

Programma

sabato 8 giugno: al mattino partenza in pullman GT da Belluno (P.le Stazione) via Ponte Alpi, per Grottammare con soste di ristoro e pranzo libero in autostrada.

Arrivo (primo pomeriggio) in hotel e sistemazione nelle camere prenotate. Cena e pernottamento.

dal 9 al 21 giugno (compreso): soggiorno con possibilità di escursioni facoltative da concordare in loco.

sabato 22 giugno: dopo il pranzo in hotel, partenza un pullman per Belluno, con soste di ristoro lungo il percorso, e dove l’arrivo è previsto in serata.

N.B. – durante il soggiorno ci sarà la possibilità di assistere alla Messa.

Programma dettagliato in sede