Lucca e dintorni

Lucca, città atipica contornata da una lussureggiante vegetazione ma praticamente senza alberi e giardini all’interno della città; la denominazione di origine celtica “Luc” significa luogo paludoso, ma la città non è attraversata neppure da un rigagnolo; contornata da poderose mura mai intaccate da un colpo di cannone nemico, alla pari dei suoi cannoni che non hanno dovuto sparare mai un colpo; una città che non si è mai lasciata coinvolgere in guerre e che si è tenuta lontana dalle lotte tra fiorentini e pisani; una città situata nel punto di confluenza di percorsi commerciali e religiosi importanti e predestinata da epoche remote ad accogliere popoli in un processo di condensazione urbana.

Fu ligure ed etrusca per poi passare dal III sec. a. C. sotto il dominio romano; ne è testimonianza l’anfiteatro che in epoche successive fu completamente incorporato nelle abitazioni che mantennero il serrato modello originale; dopo la caduta dell’impero romano fu occupata dai goti e dai bizantini che la elevarono a capitale della Tuscia.

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Ma il momento più straordinario della storia lucchese fu tra il XIII e XVI sec. quando raggiunse l’apice della sua potenza politica ed economica; l’industria serica e mercantile permisero di raggiungere un elevato grado di ricchezza per cui fu possibile aprire innumerevoli cantieri; furono ridisegnate piazze e nuove vie, costruiti palazzi, innalzate torri, ampliate chiese in stile romano-lucchese fra cui il Duomo di San Martino e soprattutto la Chiesa di San Michele in Foro (perché là c’era il foro romano) situata nell’ombelico della città, opera rimasta incompiuta per mancanza di soldi per cui allo slancio verticale della facciata piena di bifore non corrisponde un altrettanto bella parte posteriore; a Lucca non poteva mancare anche un palazzo ducale dove risiedevano i signori di Lucca e nel periodo napoleonico la principessa Elisa Bonaparte sposata al capitano Baciocchi, sorella di Napoleone che governò dal 1804 al 1814.
Lucca fu anche città di Santi come Zita e Frediano e città di illustri musicisti come Puccini.

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Oggi Lucca mi è apparsa come una città borghese, riservata, leggibile tra le sue mura, restia all’ostentazione, senza lode per i suoi figli, tanto che il teatro non porta il nome di Puccini, ma quello del Giglio; una città racchiusa nelle sue mura come avvolta da un drappo di seta costruita dai suoi cittadini.
Dopo quattro ore di camminata per le vie di Lucca, ora deserte, ora affollate, finalmente ci avviamo nel tardo pomeriggio verso l’hotel San Bernardino; “sempre diritto, appena fuori dalla porta”, ci dice Annalisa, ma per lei, come per Einstein tutto è relativo.
Al mattino dopo il Borgo delle Camelie ci accoglie con una bellissima giornata di sole, tra le sue case di pietra e le sue camelie di tutti i colori; un paesaggio verde, variopinto e fantasioso che cattura i tuoi occhi e non ti fa pesare lo zaino e il percorso a saliscendi.
A mezzogiorno il pranzo è servito in un bel ristorante con portate gustose e particolari.
Nel pomeriggio in fondo al lungo viale dei cipressi ci accoglie Villa Torrigiani col suo parco erboso dove il piede finalmente gode e si riposa.
La Villa passò di mano diverse volte, dalla famiglia Buonvisi passò al marchese Nicolao Santini, ambasciatore in Francia, il quale volle ristrutturarla rifacendosi a Versailles; poi passò a Pietro Torrigiani che aveva sposato Vittoria, l’ultima discendente del Santini; infine appartenne a Carlo Colonna che sposò Simonetta, ultima discendente dei Torrigiani.

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Malgrado tutti questi passaggi la villa ha mantenuto intatto tutto il suo arredamento originale, dai letti col baldacchino ai quadri, ai pavimenti in cotto.
Non succede spesso, tante volte si assiste a dei rifacimenti che sono delle vere brutture!

Guglielmo




Asiago – Cima Portule e Cima Larici

23 giugno 2019

anello storico/paesaggistico

Cima Portule con i suoi 2308 m . è la seconda vetta più alta dell’ altopiano, dopo Cima Dodici m.2336, e dalle sue viscere scaturiscono le sorgenti del Renzola con le acque che dissetano quasi tutto l’altopiano.

Programma

Ore 6:00 – Partenza dal piazzale della stazione di Belluno con pulmino e mezzi propri per Asiago, Val D’Assa, Val Renzola con parcheggio nelle vicinanze di Malga Larici di sotto, 1625 m.

Prevista breve sosta caffè lungo il percorso.

Ore 8:30 – Gruppo A. Iniziamo l’escursione seguendo il segnavia CAI n.826 che segue l’ampia strada forestale, nota con il nome Erzherzog Eugen Strasse, costruita dagli austriaci e intitolata all’arciduca d’Austria Eugenio, che comandò la Strafexpedition. La salita, quasi sempre dolce e costante, ci porterà in circa 2 ore alla Bocchetta Portule m.1937,
un’ampia e panoramica sella prativa. Dopo la sosta, seguendo sempre per il n. 826, risaliamo il monte Colombaretta e i Cornetti di Bocchetta Portule, m.2148 e poi lungo il Filon di Portule fino a raggiungere la vetta di Cima Portule, m.2308, dove è posta una croce metallica. Qui il panorama è spettacolare. Dopo il pranzo al sacco iniziamo la discesa prima verso nord allo spigolo del Monte Kempel e poi verso ovest (segnavia 826), e, dopo alcuni ripidi tornanti su pietraia, percorriamo un lungo crinale a tratti esposto sulla Val Sugana, che attraversa i resti di un bosco devastato da un incendio nel 2015. Tutto questo tratto in discesa è da fare con attenzione. Raggiunta Porta Renzola m.1949, seguiamo il n. 209 che ci condurrà a Cima Larici, m. 2033, e quindi scenderemo al punto di partenza.

Ore 8:30 – Gruppo B. Dal parcheggio, con un’andatura più tranquilla, raggiungiamo Bocchetta Portule m.1937. Qui gli Italiani avevano realizzato nella roccia una postazione per batteria a sbarramento della Val d’Assa; quando poi gli Austriaci la occuparono vi costruirono la strada, due teleferiche e serbatoi d’acqua per le truppe con una condotta che captava l’acqua 800 m. più sotto, in fondo la Val Renzola, sollevandola con ben sei pompe.
Sosta per il pranzo e quindi ritorneremo al parcheggio per lo stesso percorso.

Dislivello: Gruppo A 750 m. circa – Gruppo B: 300 m. circa.
Riferimento: cartina Tabacco n. 050
Tempo di percorrenza: gruppo A: 5/6 ore – Gruppo B: 4 ore
Equipaggiamento: adatto per escursioni in montagna (pile, scarponi, ombrello o mantellina, viveri)
Accompagnatori: Luciano Damin e Maria Grazia (tel.0437 748052; cell.329 290 4345)
Note – Non ci sono punti di appoggio e l’escursione si farà solo con tempo stabile
Il programma è da ritenersi indicativo, potrà subire delle variazioni che saranno comunicate dopo la ricognizione.

Programma dettagliato in sede




San Pietro in Tuba e forcella Zoppei

9 giugno 2019

“antichi percorsi”

Escursione storico culturale sulle orme dei Cavalieri Templari e dei viandanti medievali fra il castionese, Limana e col Visentin.

Programma

ore 8:00 – Ritrovo alla stazione di Belluno e partenza con il pulmino e le auto verso Limana, Giaon, strada per Val Morel.
Dopo alcuni tornanti, in prossimità di una casa disabitata, faremo la prima sosta con le auto, per poter salire in circa 15 minuti al Colle di San Pietro in Tuba (m. 796 slm). Qui, intorno al 1075, venne costruito un importante castello dal Vescovo Ottone di Frisinga (Germania vicino a Monaco di Baviera ). In quel periodo si stavano organizzando le Crociate verso la Terra Santa e questo castello serviva come punto di appoggio per i Cavalieri e i pellegrini del tempo. Ci sono molte storie che ruotano intorno a questo antico maniero e ve le racconterò mentre potrete vedere i resti dei muri in cima al colle.
Dislivello circa 100 metri su comodo sentiero nel bosco senza difficoltà.

ore 9:30 – riprenderemo le auto in direzione Val Morel, malga Pianezze (m. 1017 slm), dove lasceremo le auto, per proseguire sul sentiero per la forcella Zoppei (m. 1417 slm) alla base del Col Visentin in circa 2 ore su sentiero facile.
Questa zona era un antico passaggio fra il bellunese e la pianura ed era molto pregiato per i pascoli, che già dal 1200 venivano contesi fra le popolazioni di Cirvoi, Ceneda (Vittorio Veneto) e Pieve di Soligo.
Dalla forcella scenderemo in breve alle sottostanti case Zoppei dove faremo la sosta con pranzo al sacco.
Molta storia del bellunese è passata per quei sentieri e prati e cercherò di raccontarvela mentre potrete gustarvi lo splendido panorama sulla Valbelluna e sul Visentin.

Rientro per il sentiero dell’andata fino alle auto verso le ore 16:00 e consueto ritrovo mangereccio.
Se il tempo lo consente sulla strada del rientro faremo una breve sosta alla chiesetta di Madonna di Parė per vedere i resti dell’ antico fortilizio usato dagli abitanti del luogo per difendersi.

Rientro a Belluno per le ore 17:30

Dislivello totale: circa 520 metri, sia in salita che in discesa.
Equipaggiamento: scarponi o pedule, mantella o ombrello, borraccia, ricambio di biancheria, consigliate le racchette telescopiche.
Iscrizioni in sede del C.T.G. entro il venerdì 7 giugno 2019. Chi può mettere a disposizione l’auto è pregato di comunicarlo in segreteria.
Al momento non ė stata ancora fatta la ricognizione del percorso, mi riservo di modificare il tragitto in caso di sentieri inagibili o pericolosi. Appena sarà possibile in segreteria potrete trovare il percorso completo.
Accompagnatore: Mila Dal Magro (Cell. 3287199427).

Programma dettagliato in sede




Senegal

8-17 ottobre 2019

Teranga! benvenuti in Africa

Tra gli aridi deserti del nord e le lussureggianti foreste tropicali al sud, il Senegal rimanda alla mente le immagini, i suoni e i sapori tipici dell’Africa. La sola capitale Dakar, famosa in tutto il mondo per la gara di rally, rappresenta un affresco del paese; le strade affollate, i mercati vivaci e la concitata vita notturna si contrappongono, nel loro ritmo incessante, alla calma meditativa dell’Isola di Goree, tristemente famosa come teatro della tratta degli schiavi. Fuori le città, il Senegal rimane l’Africa selvaggia dalla natura incontaminata, la costa affollata da un labirinto di mangrovie, piccole insenature e ampie lagune casa di centinaia specie di uccelli; il deserto con le sue lunghe dune di sabbia che si srotolano fino alle spiagge dell’oceano Atlantico e infine i villaggi abitati da diversi gruppi etnici ancora legati ad antiche tradizioni.

Programma

martedì 8 ottobre 2019: Belluno/Venezia/Parigi/Dakar
Partenza di prima mattina in pullman da Belluno verso l’aeroporto Marco Polo di Venezia, disbrigo delle formalità d’imbarco e doganali e partenza con volo di linea Air France per Parigi. Proseguimento col volo Air France, per Dakar.
Cena in ristorante o in hotel. Sistemazione nelle camere riservate.

mercoledì 9 ottobre 2019: Dakar/Isola di Goree/Dakar
Pensione completa. In mattinata, visita di Dakar, una volta capitale delle colonie francesi d’Africa Occidentale. Visita al moderno centro, che si sviluppa attorno alla Piazza dell’Indipendenza e al Palazzo Presidenziale, famoso per la sua Guardia Rossa. Sosta alla Cattedrale e alla Moschea. Visita alla Porta del Millennio e al Monumento della Rinascita Africana. Trasferimento in traghetto all’isola di Goree e pranzo. Pomeriggio dedicato alla visita dell’isola, dichiarata dall’Unesco Patrimonio Culturale dell’Umanità per la sua importanza storica al tempo della tratta degli schiavi. Visita alla casa museo degli schiavi. Al termine rientro a Dakar e cena in ristorante con animazione e musica tradizionale.

giovedì 10 ottobre 2019: Dakar/Lago Rosa/Saint Louis
Pensione completa. Al mattino partenza per il Lago Retba, famoso come Lago Rosa per via del particolare colore che assume, in particolari condizioni atmosferiche e periodi dell’anno.
A seguire, escursione in fuoristrada attraverso le dune di sabbia e sale. Visita al villaggio di pastori semi nomadi Peul e alle raccoglitrici di sale. Dopo il pranzo proseguimento per la città di Saint Louis con sosta per la visita ai villaggi Wolof. Arrivo a Saint Louis, sistemazione all’hotel nelle camere riservate e cena.

venerdì 11 ottobre 2019: Saint Louis/Langue de Barbarie/Saint Louis
Pensione completa. Intera mattinata dedicata alla visita della coloniale città di Saint Louis, antica capitale del Senegal e di tutte le colonie Francesi dell’Africa Occidentale. Giro in calesse in città e proseguimento in direzione della riserva Langue de Barbarie, parco ornitologico nazionale situato sullo scenografico delta del fiume Senegal. Escursione in barca sul fiume tra lagune e dune a ridosso del mare. Pranzo a base di pesce e tempo libero a disposizione per il relax in lodge a bordo laguna. Nel tardo pomeriggio, rientro in città e cena in hotel.

sabato 12 ottobre 2019: Saint Louis/Lompoul
Pensione completa. Partenza per il deserto di Lompoul e visita ai villaggi di etnia Wolof e Serer. Continuazione in fuoristrada 4×4 attraverso le dune di sabbia fino al lodge. Sistemazione nelle tende e pranzo. Di seguito, escursione a piedi sulle dune. Cena e pernottamento al campo tendato.

domenica 13 ottobre 2019: Lompoul/Touba/Kaolack/Toubacouta
Pensione completa. Trasferimento verso il sud del Sahel, attraversando la savana intervallata da palme, boschi di acacia e dai famosi baobab. Sosta a Touba, città santa dalla profonda tradizione religiosa della confraternita islamica Murid. Visita della grande Moschea con ricchi decori in oro, argento e cristallo (solo esterni). Proseguimento per la città portuale di Kaolack e pranzo. A seguire visita del mercato rurale e continuazione per Toubacouta, sul delta del fiume Saloum. Arrivo e sistemazione in hotel nelle camere riservate e cena.

lunedì 14 ottobre 2019: Toubacouta
Pensione completa. Prima colazione e partenza per escursione in piroga tra i bolongs, gli estuari salati del fiume, circondati da fitti ed intricati boschi di mangrovie. Pranzo barbecue a bordo del fiume e visita a un villaggio di etnia Wolof o Serer. Nel pomeriggio escursione facoltativa PASSEGGIATA CON I LEONI nella riserva di Fathala, con possibilità di varie osservazioni di fauna selvatica (circa 1 ora; € 60.= da prenotare in Sede).
Rientro in hotel e cena folcloristica.

martedì 15 ottobre 2019: Toubacouta/Joal Fadiouth/Saly
Pensione completa. Partenza per Joal Fadiouth, e visita alla caratteristica isola sulle conchiglie. Pranzo e proseguimento per Saly, sistemazione in hotel nelle camere riservate e cena in hotel.

mercoledì 16 ottobre 2019: Saly/Parigi
Prima colazione e pranzo. Check out all’ora di pranzo con alcune camere a disposizione, in formula day use, fino al trasferimento in aeroporto. Partenza con il volo Air France diretto a Parigi.

giovedì 17 ottobre 2019: Parigi/Venezia/Belluno
Arrivo a Parigi la mattina del giorno successivo, proseguimento con volo Air France per Venezia. Rientro in pullman a Belluno con arrivo nel primo pomeriggio

Programma dettagliato in sede




Navigazione sul Sile

29 settembre 2019

… di là dal fiume e tra gli alberi

Immersi nella natura, lontani dalle automobili, scoprirete una natura intatta, tra cormorani, aironi, cicogne, ontani e i celebri salici piangenti, un habitat irripetibile, lungo il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, oggi Parco Naturale, tra natura e ville venete.

Programma

Ore 7:00 partenza da Belluno, piazzale Resistenza, con pullman G.T., via Ponte nelle Alpi, autostrada con destinazione Quarto d’Altino.
Imbarco sulla motonave e navigazione lungo il fiume Sile
A bordo come benvenuto saranno offerti degli stuzzichini e durante il percorso verrà illustrata la storia del fiume dalla sua nascita, all’importanza commerciale e delle sue bellezze che lo circondano dalla flora e fauna; Il fiume è considerato una “piccola foresta amazzonica”.

Sosta nel paese rivierasco di Casale sul Sile: spiegazione guidata della parte storica (Torre Carrarese esternamente, Villa Frezza esternamente, che durante le 2 Guerre Mondiali diventò un ospedale da campo dove Hemingway trasportava i feriti e fu anche un deposito di ambulanze. Se possibile visita della Chiesa dove all’interno ci sono delle opere di Gian Domenico Tiepolo che rappresentano il Trionfo e la Fede).

Al termine rimbarco e navigazione lungo il tratto delle Ville Venete per ammirare la bellezza delle loro architetture.

PRANZO di pesce a bordo: risotto di pesce, frittura mista e contorni, dolci locali, vino, acqua e caffè con digestivo.

Ore 15:00 (circa) Arrivo al paese rivierasco di Casier e sbarco.
Qui termina la navigazione, ma continua il tour a bordo del nostro pullman, per una visita guidata alla città di Treviso.

Al termine, rientro quindi a Belluno, dove l’arrivo è previsto in serata.

Programma dettagliato in sede




Santa Susanna

26 maggio 2019

tra storia e religiosità popolare

Il nostro giro ci porta al santuario dedicato ai Santi Susanna e Triburzio posato su di un alto pulpito nei versanti meridionali del monte Avena. È un’area culturale tra le più conosciute e radicate nella tradizione popolare feltrina.

Programma

Ore 9:30: inizio della camminata da via Anconetta, arrivati ad un capitello si svolta a destra per salire una mulattiera, poi una strada cementata (case Aste), si prosegue verso sinistra dove troviamo un altro capitello. Dopo un tornante a sinistra, prima di un gruppetto di case, si prende a destra un ripido sentiero erboso nel bosco e dopo un’ultima rampa ripida, si sbuca sul pulpito dove sorge il bel Santuario nostra meta (m. 923).

Ore 8:15: Partenza da Belluno dal piazzale della Stazione con pulmino e mezzi propri via S. Giustina, Pedavena ed arrivo a Facen (m. 430) dove parcheggeremo i mezzi. Breve sosta caffè lungo il percorso.

Sosta pranzo a sacco.

Ore 13:30: salita la scalinata si percorre la dorsale del colle dove s’incrocia la strada, svoltare a sinistra e dopo un tratto pianeggiante si prende la stradina sterrata che scende con decisione. Lungo il percorso troviamo la borgata Le Fiere, poi Venezia Secca e in breve al punto di partenza.

Ore 16:30: partenza per il viaggio di ritorno a Belluno (dopo sosta pic-nic).

Tempo di percorrenza: circa 4h30’.
Dislivello: in salita m. 650 circa e altrettanti in discesa.
Difficoltà: Nessuna. È richiesto un allenamento commisurato alla lunghezza del percorso.
Riferimenti: Carta Tabacco n. 23 “Alpi Feltrine”
Equipaggiamento: scarponi, giacca a vento, mantella o ombrello, borraccia, ricambio di biancheria, consigliate le racchette telescopiche.
Iscrizioni: presso la sede del gruppo CTG Belluno, entro venerdì 24 maggio 2019 con contestuale versamento della quota.
Accompagnatori: Dal Farra Luigino (Cell. 348150 1023) – Sonego Guido (366 288 8074)

Programma dettagliato in sede




Passeggiata di primavera e Pasqua C.T.G.

7 aprile 2019

“Boscon e Prapavei”

Le case di queste due frazioni di Sedico sono diventate tele per gli artisti, i quali hanno dipinto una trentina di murales e affreschi che raccontano la vita (e non solo) di chi in quella casa ha abitato. Potremo ammirare gran parte di queste opere nel corso di un itinerario ad anello che andrà a lambire le acque del Gresal e sarà caratterizzato anche dall’illustrazione di diverse emergenze naturalistiche che punteggiano quest’area di campagna, in gran parte coltivata, ma ancora ricca di testimonianze di un ambiente diverso ben più selvaggio, come un residuo della foresta che un tempo ammantava tutta la vallata. Cominciando dall’area di sosta di Prapavei, si girerà tra le case contadine, le stalle e la chiesetta di San Rocco del rustico borgo, per poi addentrarci alla scoperta della zona umida dei “Paluch” e concludere il giro ad anello nella località di Boscon con la sua moderna chiesa dedicata alla Beata Vergine della Salute, dove verrà celebrata la Messa.

Ritrovo: ore 14:30 in Piazzale della Resistenza a Belluno o, successivamente, presso l’area di sosta di Prapavei dove si svolge la sagra del paese
Caratteristiche della passeggiata: itinerario ad anello di circa tre chilometri quasi tutto su terreno pianeggiante con minimi dislivelli nella zona di Boscon. Tratti di strada asfaltata e di sterrato, per cui si consiglia l’utilizzo di abbigliamento e calzature adeguate.
Durata della passeggiata: max tre ore (comprese le illustrazioni), al termine della camminata alle ore 18 possibilità di assistere alla S. Messa nella chiesetta di Boscon.

Al termine della celebrazione ci sarà la consumazione di un rinfresco augurale, a base di colomba, annaffiata da una adeguata bevanda con l’immancabile brindisi finale.

Programma dettagliato in sede




Cena degli sportivi 2019

8 marzo 2019

Venerdì 8 marzo 2019 – ore 20

Agriturismo “Al Bachero”
Via Meassa, 96/A – Levego – BELLUNO

 

Siete invitati alla cena dei Trekkisti, Montanari, Ciclisti, “Ciaspolisti” e simpatizzanti.

Menu composto da: antipasti misti, due primi, due secondi, contorni vari, dolce, acqua, vino, caffè. Possibilità di opzione per i vegetariani.

Quota della serata: € 28,00 a persona
Durante la serata verranno proiettate delle diapositive relative alle attività effettuate nello scorso anno.

Iscrizioni in sede, a Belluno in via Carrera n. 1 – tel. 0437 950075, entro venerdì 1 marzo 2019




Georgia e Azerbaijan 2a partenza

16-25 settembre 2019

civiltà millenarie

Si scrive Azerbaigian, si legge petrolio. Baku, dove la terra brucia, è famosa da sempre per i fuochi eterni nei pressi della città, dovuti alla presenza di numerose sorgenti di petrolio e gas, che bruciano naturalmente. Grazie alle rendite energetiche e alla stabilità politica, garantita dalla dinastia Aliyev, l’Azebaigian ha saputo elevarsi a potenza regionale e a protagonista della scena internazionale. Pur essendo l’Azerbaigian il più lontano tra i paesi partner dall’Unione Europea, gli interessi economici complementari e gli investimenti strategici in infrastrutture energetiche, disegnano i contorni di una collaborazione solida e destinata ad approfondirsi, Mosca permettendo.
In Georgia invece Mosca ha già dato, facendo dell’Ossezia del Sud, regione della Georgia centrosettentrionale, e dell’Abcasia, all’estremo lembo di nord-ovest, due stati fantocci, de facto indipendenti. Lo stesso modello riproposto più recentemente nel Donbass. La Georgia moderna è il frutto dell’unione delle regioni storiche della Colchide, area affacciata sul Mar Nero e cristianizzata da Andrea, fratello di Pietro, e dell’lberia, più o meno corrispondente a quelli che furono i regni di Cartalia e Cachezia, sul versante sud del Gran Caucaso, dove il Vangelo fu diffuso da Santa Nina l’Illuminatrice nel IV secolo.

Programma

1° giorno, lunedì 16 settembre 2019: Bologna > (Istanbul) > Baku
Di buon mattino partenza da Belluno in pullman GT per l’aeroporto di Bologna, disbrigo delle formalità d’imbarco e doganali e partenza con volo di linea Turkish Airlines per Istanbul. All’arrivo, coincidenza con il volo Turkish Airlines per Baku. Arrivo, trasferimento in hotel e sistemazione nelle camere riservate.

2° giorno, martedì 17 settembre 2019: Baku > Ateshgah > Yanar Dağ > Baku
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita della città vecchia di Baku con la Torre della Vergine e il Palazzo degli Shirvanshah. Nel pomeriggio partenza per la vicina penisola di Abşeron, dove si visiteranno i siti di Ateshgah e Yanar Dağ. Rientro a Baku e cena in ristorante.

Baku. La capitale si trova sulla costa meridionale della penisola di Abşeron. Con ogni probabilità il nome Baku deriva dall’antico nome della città, Badu-kube, dove soffia il vento.
La città cominciò a essere importante dopo il terremoto nel XII secolo che distrusse Shemakha. Nel 1540, la città venne conquistata dai safavidi e nel 1604 dallo scià persiano Abbas I. Il 26 giugno 1723, dopo un lungo assedio la città si arrese alle truppe dello zar Pietro il Grande. Nel marzo del 1922 l’Armata Rossa invase Baku così l’Azerbaigian, con Armenia e Georgia, divenne parte della RSSF Transcaucasica, uno Stato federato de jure nell’URSS, de facto nuovamente occupati dalla Russia.
Abşeron. Dall’antico persiano, acque salate. Penisola della costa occidentale del Mar Caspio, lunga 65 Km e larga al massimo 30 Km, costituisce l’estrema appendice orientale del Caucaso, la costa meridionale forma un’ampia insenatura alla quale si affaccia la città di Baku. La penisola di Abşeron è ricchissima di giacimenti petroliferi.
Ateshgah. In antico persiano trono di fuoco, essendo la struttura situata presso un ormai esausto giacimento di gas naturale. La struttura religiosa pentagonale con un altare nel mezzo fu costruita nel XVII secolo da fedeli zoroastriani o indù.
Yanar Dağ. Montagna che brucia in azero. Grande falò spontaneo che arde incessantemente su una collina sulla penisola di Abşeron. Le fiamme si sprigionano per 3 m bruciando il gas che filtra da un sottile strato di arenaria porosa.
Il fuoco brucia in fiamme colorate in modo più impressionante al crepuscolo, quando i turisti e locali si radunano per osservarlo dalle numerose sale da tè nelle vicinanze.

3° giorno, mercoledì 18 settembre 2019: Baku > Şemakha > Kiş > Şeki
Pensione completa. In mattinata partenza per Şemakha e visita del Mausoleo delle Sette Cupole e della moschea Juma. Proseguimento per Şeki, visita della chiesa di Kiş e del Palazzo dei Khan. Al termine discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Şemakha. La Kamachia greco-romana, oggi Şamaxı, ha un ricco patrimonio e ha fatto da sfondo a importanti eventi politici in gran parte i suoi due millenni di esistenza. Dal VIII al XV secolo la città fu capitale dello stato di Shirvanshah e poi del Khanato indipendente di Shirvan o di Shemakha, annesso alla Russia nel 1805, e del successivo governatorato imperiale fino al devastante terremoto del 1859, quando la capitale fu trasferita a Baku. Nella sua storia undici grandi terremoti hanno scosso la città, l’unico edificio a essere sopravvissuto, è la moschea Juma, costruita nel X secolo, la prima di tutto il Caucaso. Nei dintorni della città si trova il mausoleo delle Sette Cupole, dove sono sepolti i membri delle famiglie reali di Shirvanshah.
Şeki. Fino al 1968 Nukha, in azero Nuxa, Şeki, città dell’Azerbaigian del nord, circondata dalle cime innevate del Caucaso Maggiore, fu una delle più grandi città dell’Albania Caucasica del I secolo. Originariamente situata sulla riva sinistra del fiume Kish, la città fu trasferita dove attualmente si trova dopo una devastante alluvione nel 1772, vicino al villaggio di Nukha, con cui s’identificò fino al 1968, quando tornò al nome originario. Per molti secoli, la città fu famosa per essere il centro dell’allevamento del baco da seta.
Kiş. Nel I secolo, Sant’Eliseo d’Albània arrivò a Gis, sulla riva sinistra del fiume Kura, e costruì una chiesa che divenne presto un centro di evangelizzazione per i popoli del Caucaso. Nel X secolo la chiesa di Kiş fu convertita al rito georgiano ortodosso e funzionò come vescovado fino al XVII secolo.

4° giorno, giovedì 19 settembre 2019: Şeki > Lagodekhi > Kvareli > Gremi > Alaverdi > Ikalto > Telavi
Pensione completa. Partenza per la frontiera Matsimi-Mazimçay, disbrigo delle formalità doganali, cambio del pullman e della guida e proseguimento per la visita di Lagodekhi. Arrivo a Kvareli e visita di una cantina. Visita del complesso architettonico di Gremi, della cattedrale di Alaverdi e dell’accademia di Ikalto. Arrivo a Telavi discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Lagodekhi. Villaggio cachezio situato ai piedi del Grande Caucaso, nel cuore del distretto vinicolo georgiano presso il confine azero. A Lagodekhi si trova una Riserva Naturale istituita nel 1911.
Kvareli. Villaggio cachezio nella valle di Alazani, ai piedi del Grande Caucaso, al centro della regione vinicola, celebre per il vino Kindzmarauli, un rosso semidolce.
Gremi. La fortezza reale e la chiesa degli Аrcangeli, sono tutto ciò che è rimasto di Gremi, un tempo florida città della Cachezia. La città fu capitale del Cachezia nei secoli XVI e XVII, finché l’esercito dello Shah Abbas I non la rase al suolo nel 1615. Da allora la città non ritrovò più l’antico splendore e poco dopo la capitale fu trasferita a Telavi.
Alaverdi. Il monastero di Alaverdi è un monastero ortodosso situato a 25 km da Akhmeta, fondato dal monaco siriano Yoseb, uno dei tredici Padri siriani della chiesa georgiana. Prima di allora ad Alaverdi si trovava un centro di culto pagano dedicato alla Luna. All’inizio dell’XI secolo il re di Cachezia, Kvirike il Grande, costruì una grande cattedrale, al posto della piccola chiesa dedicata a San Giorgio.
Ikalto. Villaggio situato poca a occidente della città di Telavi in Cachezia, conosciuto soprattutto per il suo complesso monastico e per l’omonima Accademia. Il monastero di Ikalto, fondato da San Zenone, uno dei 13 Padri siriani della chiesa georgiana, alla fine del VI secolo, divenne noto come uno dei centri culturali e di istruzione più importanti della Georgia.

5° giorno, venerdì 20 settembre 2019: Telavi > David Gareja > Tbilisi
Pensione completa e pranzo con cestino. Proseguimento in Cachezia e visita del sito rupestre di David Gareja con la Lavra e le grotte dipinte di Udabno (trekking di 2h). Al termine delle visite proseguimento per Tbilisi, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Telavi. Centro principale e capoluogo della Cachezia, la città è circondata su ogni lato da scenari pittoreschi. Nota già nel II secolo, dal X al XII secolo Telavi fu capitale del Regno di Cachezia. Nel XVIII secolo fu la seconda capitale del Regno Georgiano unitario di Cartalia e Cachezia.
Cachezia. Provincia storica della Georgia orientale, la Cachezia fu principato feudale indipendente dalla fine del VIII secolo fino all’inizio del XII secolo quando il re georgiano Davide il Fondatore incorporò la regione nel suo regno. Dopo la disintegrazione del regno georgiano, la Cachezia divenne nuovamente indipendente nel 1460. Nel 1762 il regno cachezio venne unificato con quello confinante di Cartalia e nel 1801 il regno di Cartalia e Cachezia fu annesso all’impero russo zarista. La Cachezia fece poi parte successivamente della Repubblica Democratica indipendente di Georgia, della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica e fino al 1991 della Repubblica Socialista Sovietica Georgiana.
David Gareja. Complesso monastico ortodosso georgiano in parte scavato nella roccia e in parte edificato, situato nella Cachezia, sulle pendici semidesertiche del monte Gareja, circa 70 Km a sud est di Tbilisi. Il complesso comprende centinaia di celle, chiese, cappelle e locali di abitazione scavati nella roccia. Parte del complesso si trova anche nel distretto di Ağstafa in Azerbaigian, per questo il monastero è diventato oggetto di una disputa di confine tra le autorità della Georgia e dell’Azerbaigian.

6° giorno, sabato 21 settembre 2019: Tbilisi > Mtskheta > Ananuri > Gudauri
Pensione completa. Partenza per le visite della Cattedrale di Svetitskhoveli e del monastero di Jvari a Mtskheta (26 km, 45’). Proseguimento per Ananuri e visita del complesso architettonico. Al termine della visita partenza per Gudauri, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Mtskheta. Una delle più antiche città della Georgia, nella storica provincia di Kartli. La città fu la capitale del regno di Iberia fra il III secolo a.C. e il V secolo. Nel 317 a Mtskheta i georgiani si convertirono al cristianesimo e tuttora qui ha sede la Chiesa autocefala ortodossa e apostolica georgiana. Re Dachi spostò la capitale da Mtskheta alla più difendibile Tbilisi, ma Mtskheta continuò ad essere usata come luogo di incoronazione e sepoltura dei re georgiani fino alla fine del regno nel XIX secolo.
Ananuri. Complesso architettonico sulle rive del fiume Aragvi, a circa 70 chilometri dalla capitale Tbilisi, antica sede dei duchi di Aragvi, una dinastia feudale che governò l’area dal XIII secolo. Nel 1739 Ananuri fu attaccata da Shanshe di Ksani, che l’incendiò e sterminò la famiglia degli eristavi. Tuttavia, quattro anni più tardi i contadini locali si rivoltarono contro il dominio di Shanshe, uccidendo gli usurpatori e invitando il re Teimuraz II di Georgia a governare direttamente il ducato.
Gudauri. Stazione sciistica sul versante meridionale del Gran Caucaso presso il passo della Croce a 2.200 m slm.

7° giorno, domenica 22 settembre 2019: Gudauri > Stepantsminda > Ghergheti > Gudauri
Pensione completa. Al mattino partenza per Stepantsminda, da dove, con una passeggiata di 2h si giunge alla Chiesa della Santissima Trinità di Ghergheti. Pranzo presso una famiglia locale e rientro a Gudauri.

Ghergheti. La chiesa della Trinità, o Tsminda Sameba, si trova nei pressi del villaggio di Ghergheti, sulla riva destra del fiume Chkheri, a un’altitudine di 2.170 metri, sotto il Monte Kazbek. La chiesa della Trinità fu costruita nel XIV secolo. Lo storico del XVIII secolo Vakhushti Bagration scrisse che, nei momenti di pericolo, le preziose reliquie custodite a Mtskheta venivano portate nella chiesa di Ghergheti, al fine di essere messe al sicuro. Nel 1795, in seguito all’ennesima invasione persiana, anche la più importante delle reliquie georgiane, la Croce di Santa Nina, fu portata qui.

8° giorno, lunedì 23 settembre 2019: Gudauri > Gori > Uplis-tsikhe > Tbilisi
Pensione completa. Partenza per la Cartalia e visita al Museo di Stalin a Gori. Dopo il pranzo proseguimento per la visita di Uplis-tsikhe. Al termine proseguimento per Tbilisi, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Gori. Capoluogo della regione di Shida Kartli, confinante con la Federazione russa e comprendente anche la gran parte del territorio conteso dell’Ossezia del Sud, Gori si trova a poca distanza dalla zona interessata dal confine fra Georgia e Ossezia del sud. Nel centro di Gori, si trova il Museo Josif Stalin, nel cortile interno si trova ricollocata la statua del dittatore sovietico rimossa dalla piazza del municipio della città nel giugno 2010, sopravvissuta al programma di destalinizzazione voluto da Chrušcёv. Il museo è importante sia come testimonianza storica della vita di Stalin, sia come resoconto di un lungo periodo di storia sovietica.
Uplis-tsikhe. Letteralmente fortezza del signore, è una antica città scavata nella roccia. Costruita sulla riva sinistra rocciosa del fiume Mtkvari, l’antica città contiene diverse strutture databili tra la prima età del ferro e il tardo medioevo, combinazione unica di varie culture e di coesistenza di architettura pagana e cristiana. Uplis-tsikhe è stato identificato dagli archeologi come uno dei più antichi insediamenti urbani in Georgia. Strategicamente situato nel cuore dell’antico regno di Cartalia, l’Iberia degli autori classici, fu un importante centro politico e religioso del paese.

9° giorno, martedì 24 settembre 2019: Tbilisi
Pensione completa. Intera giornata dedicata alla visita della capitale georgiana con la chiesa di Metekhi, il quartiere dei Bagni, La Cattedrale della Santissima Trinità, la basilica di Ančiskhati, il Museo di Storia.

Tbilisi. Dal georgiano Tpili, caldo, a causa delle numerose sorgenti di acqua calda sulfurea della zona. L’attuale capitale della Georgia, fu fondata nel V secolo dal re Vakhtang I Gorgasali di Iberia. Il suo successore re Dachi vi trasferì la capitale del regno e la fortificò. Nei secoli passò ai Persiani, ai Bizantini e agli Arabi, che la tennero fino al XI secolo, fino a che fu conquistata dal re di Georgia David il Costruttore, che vi trasferì la sua residenza da Kutaisi e la rese capitale di uno Stato georgiano unificato e inaugurò un vero e proprio rinascimento. Durante quest’epoca a Tbilisi il poeta Shota Rustaveli visse e scrisse il leggendario poema epico ‘Il cavaliere con la pelle di pantera’. Dal 1236 la Georgia passò sotto la dominazione mongola, e successivamente sotto il dominio di invasori stranieri, che, e in più occasioni, la razziarono. Prima Tamerlano nel 1386, poi Shah Jahan, lo Scià di Tabriz nel 1444, Ak Koyunlu nel 1477, i persiani nel 1522, Shah Agha-Mohammad Khan nel 1795.
Nel 1801 il regno georgiano di Cartalia e Cachezia fu annesso all’Impero russo, e sotto il dominio russo la città fu sede dei viceré degli Zar e capitale di tutto il Caucaso imperiale e amata da Puškin, Tolstoj e Lermontov.
Dopo la rivoluzione russa del 1917, la città fu sede del governo indipendente della breve Federazione della Transcaucasia, poi fu capitale della Repubblica Democratica della Georgia fino al 25 febbraio 1921, quando fu occupata dall’Armata Rossa.
Dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica, Tbilisi ha vissuto periodi di instabilità e turbolenze e una breve guerra civile di due settimane tra il dicembre 1991 e il gennaio 1992. Nel novembre 2003, dopo elezioni parlamentari falsificate, più di 100.000 persone sono scese in piazza per la vittoriosa Rivoluzione delle Rose.
Durante la guerra dell’Ossezia del Sud del 2008 l’area di Tbilisi è stata colpita da molteplici attacchi aerei russi.

10° giorno, mercoledì 25 settembre 2019: Baku > (Istanbul) > Bologna
Prima colazione e trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo Turkish Airlines per Istanbul. All’arrivo, coincidenza con volo Turkish Airlines per Bologna, e arrivo nel tardo pomeriggio quindi proseguimento in pullman per Belluno con arrivo previsto in tarda serata.

Programma dettagliato in sede




Soggiorno marino a Grottammare

8-22 giugno 2019

Hotel Caraibi (direttamente sul mare)
Nella verde Riviera delle Palme, l’ospitalità, la cortesia ed il relax trovano la loro sede ideale nell’Hotel Caraibi, situato in prima fila sul mare basta attraversare il lungomare e ci si troverà in spiaggia; l’hotel dista 1 km da San Benedetto del Tronto (con isola pedonale e negozi), e si trova in una posizione straordinaria dalla quale si gode anche la vista delle colline retrostanti.

Le camere dotate dei più moderni comfort: TV LCD con ricezione satellitare, aria condizionata, telefono diretto, cassaforte, bagni con box doccia e balcone con vista panoramica sul mare e sui monti. Hotel direttamente sul mare con il proprio stabilimento balneare convenzionato, include 1 ombrellone, 1 sedia-sdraio e 1 lettino per ciascuna camera. Per ogni tipo di svago, oltre alle numerose discoteche della zona, è possibile utilizzare le 15 biciclette che l’hotel mette gratuitamente a disposizione sui 15 km di pista ciclabile (di cui 7 km senza attraversamenti automobilistici).
È possibile, inoltre, organizzare e prenotare escursioni e gite in barca. Ed infine il collegamento ad Internet con servizio WI-FI gratuito.
Cucina: La famiglia Bollettini, con mamma Gina ai fornelli, assicura una cucina casalinga, genuina ed invitante basata sulle specialità della tradizione marinara locale e dell’entroterra piceno in grado di soddisfare anche le diverse richieste degli ospiti.

Programma

sabato 8 giugno: al mattino partenza in pullman GT da Belluno (P.le Stazione) via Ponte Alpi, per Grottammare con soste di ristoro e pranzo libero in autostrada.

Arrivo (primo pomeriggio) in hotel e sistemazione nelle camere prenotate. Cena e pernottamento.

dal 9 al 21 giugno (compreso): soggiorno con possibilità di escursioni facoltative da concordare in loco.

sabato 22 giugno: dopo il pranzo in hotel, partenza un pullman per Belluno, con soste di ristoro lungo il percorso, e dove l’arrivo è previsto in serata.

N.B. – durante il soggiorno ci sarà la possibilità di assistere alla Messa.

Programma dettagliato in sede




Georgia e Azerbaijan

7-16 settembre 2019

civiltà millenarie

Si scrive Azerbaigian, si legge petrolio. Baku, dove la terra brucia, è famosa da sempre per i fuochi eterni nei pressi della città, dovuti alla presenza di numerose sorgenti di petrolio e gas, che bruciano naturalmente. Grazie alle rendite energetiche e alla stabilità politica, garantita dalla dinastia Aliyev, l’Azebaigian ha saputo elevarsi a potenza regionale e a protagonista della scena internazionale. Pur essendo l’Azerbaigian il più lontano tra i paesi partner dall’Unione Europea, gli interessi economici complementari e gli investimenti strategici in infrastrutture energetiche, disegnano i contorni di una collaborazione solida e destinata ad approfondirsi, Mosca permettendo.
In Georgia invece Mosca ha già dato, facendo dell’Ossezia del Sud, regione della Georgia centrosettentrionale, e dell’Abcasia, all’estremo lembo di nord-ovest, due stati fantocci, de facto indipendenti. Lo stesso modello riproposto più recentemente nel Donbass. La Georgia moderna è il frutto dell’unione delle regioni storiche della Colchide, area affacciata sul Mar Nero e cristianizzata da Andrea, fratello di Pietro, e dell’lberia, più o meno corrispondente a quelli che furono i regni di Cartalia e Cachezia, sul versante sud del Gran Caucaso, dove il Vangelo fu diffuso da Santa Nina l’Illuminatrice nel IV secolo.

Programma

1° giorno, sabato 7 settembre 2019: Bologna > (Istanbul) > Baku
Di buon mattino partenza da Belluno in pullman GT per l’aeroporto di Bologna, disbrigo delle formalità d’imbarco e doganali e partenza con volo di linea Turkish Airlines per Istanbul. All’arrivo, coincidenza con il volo Turkish Airlines per Baku. Arrivo, trasferimento in hotel e sistemazione nelle camere riservate.

2° giorno, domenica 8 settembre 2019: Baku > Ateshgah > Yanar Dağ > Baku
Pensione completa. Mattinata dedicata alla visita della città vecchia di Baku con la Torre della Vergine e il Palazzo degli Shirvanshah. Nel pomeriggio partenza per la vicina penisola di Abşeron, dove si visiteranno i siti di Ateshgah e Yanar Dağ. Rientro a Baku e cena in ristorante.

Baku. La capitale si trova sulla costa meridionale della penisola di Abşeron. Con ogni probabilità il nome Baku deriva dall’antico nome della città, Badu-kube, dove soffia il vento.
La città cominciò a essere importante dopo il terremoto nel XII secolo che distrusse Shemakha. Nel 1540, la città venne conquistata dai safavidi e nel 1604 dallo scià persiano Abbas I. Il 26 giugno 1723, dopo un lungo assedio la città si arrese alle truppe dello zar Pietro il Grande. Nel marzo del 1922 l’Armata Rossa invase Baku così l’Azerbaigian, con Armenia e Georgia, divenne parte della RSSF Transcaucasica, uno Stato federato de jure nell’URSS, de facto nuovamente occupati dalla Russia.
Abşeron. Dall’antico persiano, acque salate. Penisola della costa occidentale del Mar Caspio, lunga 65 Km e larga al massimo 30 Km, costituisce l’estrema appendice orientale del Caucaso, la costa meridionale forma un’ampia insenatura alla quale si affaccia la città di Baku. La penisola di Abşeron è ricchissima di giacimenti petroliferi.
Ateshgah. In antico persiano trono di fuoco, essendo la struttura situata presso un ormai esausto giacimento di gas naturale. La struttura religiosa pentagonale con un altare nel mezzo fu costruita nel XVII secolo da fedeli zoroastriani o indù.
Yanar Dağ. Montagna che brucia in azero. Grande falò spontaneo che arde incessantemente su una collina sulla penisola di Abşeron. Le fiamme si sprigionano per 3 m bruciando il gas che filtra da un sottile strato di arenaria porosa.
Il fuoco brucia in fiamme colorate in modo più impressionante al crepuscolo, quando i turisti e locali si radunano per osservarlo dalle numerose sale da tè nelle vicinanze.

3° giorno, lunedì 9 settembre 2019: Baku > Şemakha > Kiş > Şeki
Pensione completa. In mattinata partenza per Şemakha e visita del Mausoleo delle Sette Cupole e della moschea Juma. Proseguimento per Şeki, visita della chiesa di Kiş e del Palazzo dei Khan. Al termine discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Şemakha. La Kamachia greco-romana, oggi Şamaxı, ha un ricco patrimonio e ha fatto da sfondo a importanti eventi politici in gran parte i suoi due millenni di esistenza. Dal VIII al XV secolo la città fu capitale dello stato di Shirvanshah e poi del Khanato indipendente di Shirvan o di Shemakha, annesso alla Russia nel 1805, e del successivo governatorato imperiale fino al devastante terremoto del 1859, quando la capitale fu trasferita a Baku. Nella sua storia undici grandi terremoti hanno scosso la città, l’unico edificio a essere sopravvissuto, è la moschea Juma, costruita nel X secolo, la prima di tutto il Caucaso. Nei dintorni della città si trova il mausoleo delle Sette Cupole, dove sono sepolti i membri delle famiglie reali di Shirvanshah.
Şeki. Fino al 1968 Nukha, in azero Nuxa, Şeki, città dell’Azerbaigian del nord, circondata dalle cime innevate del Caucaso Maggiore, fu una delle più grandi città dell’Albania Caucasica del I secolo. Originariamente situata sulla riva sinistra del fiume Kish, la città fu trasferita dove attualmente si trova dopo una devastante alluvione nel 1772, vicino al villaggio di Nukha, con cui s’identificò fino al 1968, quando tornò al nome originario. Per molti secoli, la città fu famosa per essere il centro dell’allevamento del baco da seta.
Kiş. Nel I secolo, Sant’Eliseo d’Albània arrivò a Gis, sulla riva sinistra del fiume Kura, e costruì una chiesa che divenne presto un centro di evangelizzazione per i popoli del Caucaso. Nel X secolo la chiesa di Kiş fu convertita al rito georgiano ortodosso e funzionò come vescovado fino al XVII secolo.

4° giorno, martedì 10 settembre 2019: Şeki > Lagodekhi > Kvareli > Gremi > Alaverdi > Ikalto > Telavi
Pensione completa. Partenza per la frontiera Matsimi-Mazimçay, disbrigo delle formalità doganali, cambio del pullman e della guida e proseguimento per la visita di Lagodekhi. Arrivo a Kvareli e visita di una cantina. Visita del complesso architettonico di Gremi, della cattedrale di Alaverdi e dell’accademia di Ikalto. Arrivo a Telavi discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Lagodekhi. Villaggio cachezio situato ai piedi del Grande Caucaso, nel cuore del distretto vinicolo georgiano presso il confine azero. A Lagodekhi si trova una Riserva Naturale istituita nel 1911.
Kvareli. Villaggio cachezio nella valle di Alazani, ai piedi del Grande Caucaso, al centro della regione vinicola, celebre per il vino Kindzmarauli, un rosso semidolce.
Gremi. La fortezza reale e la chiesa degli Аrcangeli, sono tutto ciò che è rimasto di Gremi, un tempo florida città della Cachezia. La città fu capitale del Cachezia nei secoli XVI e XVII, finché l’esercito dello Shah Abbas I non la rase al suolo nel 1615. Da allora la città non ritrovò più l’antico splendore e poco dopo la capitale fu trasferita a Telavi.
Alaverdi. Il monastero di Alaverdi è un monastero ortodosso situato a 25 km da Akhmeta, fondato dal monaco siriano Yoseb, uno dei tredici Padri siriani della chiesa georgiana. Prima di allora ad Alaverdi si trovava un centro di culto pagano dedicato alla Luna. All’inizio dell’XI secolo il re di Cachezia, Kvirike il Grande, costruì una grande cattedrale, al posto della piccola chiesa dedicata a San Giorgio.
Ikalto. Villaggio situato poca a occidente della città di Telavi in Cachezia, conosciuto soprattutto per il suo complesso monastico e per l’omonima Accademia. Il monastero di Ikalto, fondato da San Zenone, uno dei 13 Padri siriani della chiesa georgiana, alla fine del VI secolo, divenne noto come uno dei centri culturali e di istruzione più importanti della Georgia.

5° giorno, mercoledì 11 settembre 2019: Telavi > David Gareja > Tbilisi
Pensione completa e pranzo con cestino. Proseguimento in Cachezia e visita del sito rupestre di David Gareja con la Lavra e le grotte dipinte di Udabno (trekking di 2h). Al termine delle visite proseguimento per Tbilisi, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Telavi. Centro principale e capoluogo della Cachezia, la città è circondata su ogni lato da scenari pittoreschi. Nota già nel II secolo, dal X al XII secolo Telavi fu capitale del Regno di Cachezia. Nel XVIII secolo fu la seconda capitale del Regno Georgiano unitario di Cartalia e Cachezia.
Cachezia. Provincia storica della Georgia orientale, la Cachezia fu principato feudale indipendente dalla fine del VIII secolo fino all’inizio del XII secolo quando il re georgiano Davide il Fondatore incorporò la regione nel suo regno. Dopo la disintegrazione del regno georgiano, la Cachezia divenne nuovamente indipendente nel 1460. Nel 1762 il regno cachezio venne unificato con quello confinante di Cartalia e nel 1801 il regno di Cartalia e Cachezia fu annesso all’impero russo zarista. La Cachezia fece poi parte successivamente della Repubblica Democratica indipendente di Georgia, della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica e fino al 1991 della Repubblica Socialista Sovietica Georgiana.
David Gareja. Complesso monastico ortodosso georgiano in parte scavato nella roccia e in parte edificato, situato nella Cachezia, sulle pendici semidesertiche del monte Gareja, circa 70 Km a sud est di Tbilisi. Il complesso comprende centinaia di celle, chiese, cappelle e locali di abitazione scavati nella roccia. Parte del complesso si trova anche nel distretto di Ağstafa in Azerbaigian, per questo il monastero è diventato oggetto di una disputa di confine tra le autorità della Georgia e dell’Azerbaigian.

6° giorno, giovedì 12 settembre 2019: Tbilisi > Mtskheta > Ananuri > Gudauri
Pensione completa. Partenza per le visite della Cattedrale di Svetitskhoveli e del monastero di Jvari a Mtskheta (26 km, 45’). Proseguimento per Ananuri e visita del complesso architettonico. Al termine della visita partenza per Gudauri, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Mtskheta. Una delle più antiche città della Georgia, nella storica provincia di Kartli. La città fu la capitale del regno di Iberia fra il III secolo a.C. e il V secolo. Nel 317 a Mtskheta i georgiani si convertirono al cristianesimo e tuttora qui ha sede la Chiesa autocefala ortodossa e apostolica georgiana. Re Dachi spostò la capitale da Mtskheta alla più difendibile Tbilisi, ma Mtskheta continuò ad essere usata come luogo di incoronazione e sepoltura dei re georgiani fino alla fine del regno nel XIX secolo.
Ananuri. Complesso architettonico sulle rive del fiume Aragvi, a circa 70 chilometri dalla capitale Tbilisi, antica sede dei duchi di Aragvi, una dinastia feudale che governò l’area dal XIII secolo. Nel 1739 Ananuri fu attaccata da Shanshe di Ksani, che l’incendiò e sterminò la famiglia degli eristavi. Tuttavia, quattro anni più tardi i contadini locali si rivoltarono contro il dominio di Shanshe, uccidendo gli usurpatori e invitando il re Teimuraz II di Georgia a governare direttamente il ducato.
Gudauri. Stazione sciistica sul versante meridionale del Gran Caucaso presso il passo della Croce a 2.200 m slm.

7° giorno, venerdì 13 settembre 2019: Gudauri > Stepantsminda > Ghergheti > Gudauri
Pensione completa. Al mattino partenza per Stepantsminda, da dove, con una passeggiata di 2h si giunge alla Chiesa della Santissima Trinità di Ghergheti. Pranzo presso una famiglia locale e rientro a Gudauri.

Ghergheti. La chiesa della Trinità, o Tsminda Sameba, si trova nei pressi del villaggio di Ghergheti, sulla riva destra del fiume Chkheri, a un’altitudine di 2.170 metri, sotto il Monte Kazbek. La chiesa della Trinità fu costruita nel XIV secolo. Lo storico del XVIII secolo Vakhushti Bagration scrisse che, nei momenti di pericolo, le preziose reliquie custodite a Mtskheta venivano portate nella chiesa di Ghergheti, al fine di essere messe al sicuro. Nel 1795, in seguito all’ennesima invasione persiana, anche la più importante delle reliquie georgiane, la Croce di Santa Nina, fu portata qui.

8° giorno, sabato 14 settembre 2019: Gudauri > Gori > Uplis-tsikhe > Tbilisi
Pensione completa. Partenza per la Cartalia e visita al Museo di Stalin a Gori. Dopo il pranzo proseguimento per la visita di Uplis-tsikhe. Al termine proseguimento per Tbilisi, discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Gori. Capoluogo della regione di Shida Kartli, confinante con la Federazione russa e comprendente anche la gran parte del territorio conteso dell’Ossezia del Sud, Gori si trova a poca distanza dalla zona interessata dal confine fra Georgia e Ossezia del sud. Nel centro di Gori, si trova il Museo Josif Stalin, nel cortile interno si trova ricollocata la statua del dittatore sovietico rimossa dalla piazza del municipio della città nel giugno 2010, sopravvissuta al programma di destalinizzazione voluto da Chrušcёv. Il museo è importante sia come testimonianza storica della vita di Stalin, sia come resoconto di un lungo periodo di storia sovietica.
Uplis-tsikhe. Letteralmente fortezza del signore, è una antica città scavata nella roccia. Costruita sulla riva sinistra rocciosa del fiume Mtkvari, l’antica città contiene diverse strutture databili tra la prima età del ferro e il tardo medioevo, combinazione unica di varie culture e di coesistenza di architettura pagana e cristiana. Uplis-tsikhe è stato identificato dagli archeologi come uno dei più antichi insediamenti urbani in Georgia. Strategicamente situato nel cuore dell’antico regno di Cartalia, l’Iberia degli autori classici, fu un importante centro politico e religioso del paese.

9° giorno, domenica 15 settembre 2019: Tbilisi
Pensione completa. Intera giornata dedicata alla visita della capitale georgiana con la chiesa di Metekhi, il quartiere dei Bagni, La Cattedrale della Santissima Trinità, la basilica di Ančiskhati, il Museo di Storia.

Tbilisi. Dal georgiano Tpili, caldo, a causa delle numerose sorgenti di acqua calda sulfurea della zona. L’attuale capitale della Georgia, fu fondata nel V secolo dal re Vakhtang I Gorgasali di Iberia. Il suo successore re Dachi vi trasferì la capitale del regno e la fortificò. Nei secoli passò ai Persiani, ai Bizantini e agli Arabi, che la tennero fino al XI secolo, fino a che fu conquistata dal re di Georgia David il Costruttore, che vi trasferì la sua residenza da Kutaisi e la rese capitale di uno Stato georgiano unificato e inaugurò un vero e proprio rinascimento. Durante quest’epoca a Tbilisi il poeta Shota Rustaveli visse e scrisse il leggendario poema epico ‘Il cavaliere con la pelle di pantera’. Dal 1236 la Georgia passò sotto la dominazione mongola, e successivamente sotto il dominio di invasori stranieri, che, e in più occasioni, la razziarono. Prima Tamerlano nel 1386, poi Shah Jahan, lo Scià di Tabriz nel 1444, Ak Koyunlu nel 1477, i persiani nel 1522, Shah Agha-Mohammad Khan nel 1795.
Nel 1801 il regno georgiano di Cartalia e Cachezia fu annesso all’Impero russo, e sotto il dominio russo la città fu sede dei viceré degli Zar e capitale di tutto il Caucaso imperiale e amata da Puškin, Tolstoj e Lermontov.
Dopo la rivoluzione russa del 1917, la città fu sede del governo indipendente della breve Federazione della Transcaucasia, poi fu capitale della Repubblica Democratica della Georgia fino al 25 febbraio 1921, quando fu occupata dall’Armata Rossa.
Dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica, Tbilisi ha vissuto periodi di instabilità e turbolenze e una breve guerra civile di due settimane tra il dicembre 1991 e il gennaio 1992. Nel novembre 2003, dopo elezioni parlamentari falsificate, più di 100.000 persone sono scese in piazza per la vittoriosa Rivoluzione delle Rose.
Durante la guerra dell’Ossezia del Sud del 2008 l’area di Tbilisi è stata colpita da molteplici attacchi aerei russi.

10° giorno, lunedì 16 settembre 2019: Baku > (Istanbul) > Bologna
Prima colazione e trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo Turkish Airlines per Istanbul. All’arrivo, coincidenza con volo Turkish Airlines per Bologna, e arrivo nel tardo pomeriggio quindi proseguimento in pullman per Belluno con arrivo previsto in tarda serata.

Programma dettagliato in sede




Madeira

Un puntino invisibile in mezzo all’Atlantico sconosciuta ai più poiché non appare neppure sulle carte planisferiche del pianeta, questa è Madeira. Ma per gli appassionati di calcio famosissima e conosciutissima per aver dato i natali a Cristiano Ronaldo, anche questa è Madeira.



Un mondo incantato con mille sfaccettature dai colori vivacissimi sorto dall’Oceano con rocce vertiginose rivestitesi nel tempo di vegetazione lussureggiante e variegata e antropizzata in parte da operosi colonizzatori che ne hanno reso una meta turistica di prim’ordine, anche questa è Madeira.
Si rimane incantati dalle opere dell’uomo nella fascia bassa dell’isola: strade comodissime, ponti arditi, un’infinità di gallerie e costruzioni abitative per una popolazione numerosa quanto la provincia di Belluno. Poco più in alto le “levadas”, canali che percorrono i fianchi dell’isola per parecchi chilometri per portare la preziosa acqua in ogni dove, opere risalenti a qualche secolo fa e ancora perfettamente efficienti .
Poi nella fascia intermedia trovano posto la lussureggiante “laurisilva” integrata in tempi successivi da pini ed abeti e dall’invadente eucalipto che ne ricoprono i fianchi scoscesi.

Cascata do Risco

Più in su distese di erica arborea e ginestra su degli strani altipiani sconfinati a quota superiore ai 1500 metri sul mare e sopra questi cime aguzze e pareti vertiginose di roccia lavica variegata fin sopra i 1800 metri.
La guida e l’autista molto preziosi ci hanno fatto assaporare il meglio dell’isola nelle escursioni programmate e il gruppo compatto le ha apprezzate con entusiasmo anche se Giordano e Leonildo in una estrema manifestazione di entusiasmo hanno voluto baciare la madre terra riportandone un ricordo indelebile. Tutti i sentieri comodi e praticabili in sicurezza sia lungo le interminabili “levadas” come sull’indimenticabile scalata al Picco Ruivo (1861 metri sul mare) in un saliscendi di più di 3000 scalini su percorso lastricato e protetto o la più comoda passeggiata sulla costa bassa della penisola di San Lorenzo dove i colori e le forme della scogliera erano vere opere d’arte.
Abbiamo apprezzato i colori e le varietà dei fiori tropicali, dei mercati di frutta, ma non di meno la variegata cucina dei ristoranti “A Bica” e “O Regional” in Funchal.
Tutto sommato una bella esperienza, avremmo voluto assaporarla qualche giorno in più e carpire qualche altro segreto nascosto, ma faremo tesoro di quanto acquisito.
Opa, opa, opa.

Giordano




Mongolia

27 febbraio 2019

storia, tradizioni, paesaggi e cultura

Sala Bianchi – Belluno – ore 17:30

Il CTG di Belluno ha invitato Alfredo Savino a parlare, in sala Bianchi in viale Fantuzzi, della Mongolia sotto vari aspetti, a cominciare dalla storia che ha visto nascere con Gengis Khan uno degli imperi più vasti di tutti i tempi al mondo, per continuare con la cultura, le tradizioni e i paesaggi.
La Mongolia è uno dei paesi più alti del mondo ed ha una grande varietà di ecosistemi. È erede di un favoloso patrimonio storico ed architettonico e le tradizioni hanno un ruolo di grande importanza.
Alfredo Savino, laureato in Storia medievale, vive in Mongolia, dove è stato anche Console Onorario italiano, si è dedicato alla diffusione in Italia della cultura e storia mongola, con mostre etnografiche e conferenze.

L’incontro, che servirà anche come introduzione al viaggio, programmato dal CTG in luglio, è aperto alla partecipazione libera della cittadinanza.

 




Navigazione sul Danubio

8-12 agosto 2019

Il “fiume dei fiumi” è la principale via per il commercio europeo e il corso d’acqua più affascinante per il turismo.
Scoprire l’Austria da una prospettiva speciale: dal Danubio, il suo fiume leggendario. Dalla medievale Passau, in Germania, imbarco per una crociera lungo il Danubio con prima tappa a Linz, capoluogo dell’Alta Austria ed importante porto fluviale. Proseguimento, attraverso i dolci paesaggi della Wachau, per il monastero benedettino di Melk, la pittoresca Krems ed il borgo di Dürnstein. Infine visita di Vienna.

Programma

Giovedì 8 agosto – Belluno/Passau (km 580)
Di buon mattino partenza in pullman G.T. dal P.le Stazione di Belluno (via Ponte nelle Alpi, autostrada) verso Salisburo e Passau. Soste di ristoro e per il pranzo libero lungo il percorso. Nel pomeriggio arrivo a Passau, una città unica al mondo perché si trova alla confluenza di 3 fiumi provenienti da tre diversi punti cardinali (l’Inn da sud, il Danubio da ovest e l’Ilz da nord) e che, dopo essersi incontrati, proseguono insieme in una nuova direzione; il cuore della città è il monumentale Duomo di St. Stephan, che colpisce per il vasto interno in stile barocco e i due campanili gemelli. Incontro con la guida locale per la visita del centro storico d’impronta medievale, arricchito da splendide architetture barocche. Al termine della visita, sistemazione nelle camere in hotel. Cena e pernottamento.

Venerdì 9 agosto – Navigazione da Passau a Linz
Prima colazione in hotel. Trasferimento al porto ed imbarco sulla motonave per la prima tratta della mini crociera sul Danubio. La navigazione, della durata di circa 5 ore con pranzo libero a bordo, prevede il passaggio lungo caratteristiche località di Obernzell, Engelhartszell e l’ansa del Danubio a Schlögen. Nel pomeriggio arrivo a Linz, capoluogo dell’Alta Austria, terza città del Paese ed importante porto fluviale. Il nucleo antico è raccolto attorno alla piazza principale ed è do¬minato dal castello. Visita guidata della città. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

Sabato 10 agosto – Linz – Abazia di Melk – Valle del Danubio – Vienna
Prima colazione in hotel. Al mattino partenza in pullman per l’Abbazia benedettina di Melk, splendido esempio di architettura barocca in posizione incantevole sul Danubio, patrimonio storico-culturale di indicibile bellezza, annoverata dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità. Visita guidata. Pranzo libero. Nel pomeriggio navigazione lungo la Wachau, la Valle del Danubio, in un paesaggio di vigneti terrazzati lungo ripidi pendii, piccoli villaggi, chiese fortificate e castelli. Visita delle pittoresche cittadine di Dürnstein e Krems. Nel tardo pomeriggio pro-seguimento in pullman per Vienna con arrivo in serata. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Domenica 11 agosto – Vienna
Prima colazione in hotel. Mattinata dedicata al cuore del centro storico, con visita guidata alla Chiesa degli Agostiniani (all’interno raffinato complesso scultoreo del Canova), all’imponente Palazzo della Hofburg, per secoli dimora invernale degli Asburgo (esterno) e alla Piazza degli Eroi, da dove, con piacevole passeggiata nel centralissimo Viale del Graben (famosi i suoi negozi e pasticcerie, ad iniziare dalla Demel, la preferita di Sissi) si arriverà al Duomo gotico di Santo Stefano (interno). Pranzo libero. Pomeriggio dedicato al tour panoramico della città. Percorrendo l’elegante viale del Ring, che abbraccia il centro storico della capitale e ne delinea la struttura, si potranno ammirare luoghi ed edifici in cui l’Impero asburgico ha voluto rappresentare la sua magnificenza (Opera, Parlamento, Municipio, Chiesa Votiva) e scoprire il volto della Vienna moderna, con il fantasioso quartiere popolare dell’architetto-artista Hundertwasser e l’avveniristico distretto dell’Onu (UNO-City), per ritrovare infine le classiche at¬mosfere viennesi tra i bei giardini del settecentesco Palazzo del Belvedere, oggi museo con capolavori d’arte dal Medioevo ai grandi del Novecento viennese (visita all’esterno). Rientro in hotel. Cena in ristorante caratteristico. Pernottamento.
N.B. – sarà considerata la possibilità di assistere alla Messa

Lunedì 12 agosto – Vienna/Graz/Belluno (200+418)
Prima colazione in hotel e partenza per viaggio di rientro in Italia con sosta a Graz, capoluogo della Stiria, per il pranzo in ristorante e passeggiata libera nel centro città. Nel cuore della città si trova l’Hauptplatz, la piazza principale della vecchia città medievale; negozi e ristoranti sorgono lungo tutte le viuzze circostanti, che fondono l’architettura rinascimentale con quella barocca. Dal 1999 la città vecchia di Graz figura nella lista UNESCO dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità e nel 2003 fu eletta come città della Cultura europea.
Proseguimento per Belluno, con soste lungo il percorso, e arrivo in tarda serata.

Programma dettagliato in sede




Anello attorno al Monte Cimone

12 maggio 2019

Panorami dalle Prealpi

Programma

Ore 8:15: partenza dal Piazzale della Stazione di Belluno con pulmino e mezzi propri, per Limana, Trichiana, S.Antonio di Tortàl, Campedèi.
Parcheggeremo le macchine in località Pianezze posta a quota 855m; da qui ci incammineremo per una strada in parte cementata che si inerpica fino a punta Calderól (1082m), località dove il sentiero piega verso sud. Seguendo i segnavia del sentiero numero 3, si entra nel bosco e procedendo dritti lungo il crinale si giunge al bivacco Col dei Gai; il bivacco è un’antica casera ristrutturata nel 1993 dove faremo una sosta.

Terminata la pausa, si risale lungo il bosco e in una mezz’ora di cammino si perviene alla cima del monte Cimone a quota 1294m, il luogo più elevato del territorio comunale di Trichiana. In cima sono ancora ben visibili i resti, risalenti agli anni ’60, di una postazione americana utilizzata come ponte radio per le telecomunicazioni ma, soprattutto, ora il cammino si fa sempre più panoramico con ampie viste sul crinale prealpino. Scenderemo poi fino a trovare una strada sterrata (q. 990m) che conduce alla sella di località Mandre-La Posa (1100m): in questa località, ampia e panoramica, dove consumeremo il nostro pranzo al sacco, si incrociano diversi percorsi che collegano Trichiana con Revine Lago: uno di questi percorsi, seguendo il crinale prealpino, porta al Pian de le Fémene, mentre un secondo prosegue fino alla cima del monte Boràl, che si stacca verso nord. Invece il percorso dell’anello del monte Cimone, da località Mandre-La Posa prende una strada più comoda verso Busa Tedesca. Lungo la discesa, nell’ultimo tratto, attraverseremo prati e incontreremo alcune casere, finché giungeremo al punto d’arrivo.

Dislivelli in salita e discesa: circa 450 metri.
Ore di effettivo cammino: circa 4.30 ore.
Difficoltà: nessuna difficoltà tecnica; è richiesto un congruo allenamento considerata la lunghezza del percorso.
Riferimenti cartografici: Cartina Tabacco 1:25.000 n. 024 “ Prealpi e Dolomiti Bellunesi”.
Equipaggiamento: scarponi o pedule, giacca a vento, mantella od ombrello, borraccia, viveri, ricambio di biancheria. Consigliate le racchette telescopiche.
Posti disponibili: n. 26 (più i 2 capigruppo).
Iscrizioni: presso la sede del Gruppo “Belluno” in Via Carrera entro venerdì 10 maggio, con versamento della quota d’iscrizione.
Accompagnatori: Gemma Munaro (cell. 3493006461) e Guido Sonego (cell. 3662888074).

Programma dettagliato in sede




I laghi di Plitvice

31 maggio-2 giugno 2019

Il regno delle acque

Il complesso dei laghi di Plitvice, proclamato Parco Nazionale nel 1949, è fra le più belle creazioni della natura nel mondo. Nella valle, situata fra le alte montagne boscose, si susseguono 16 bellissimi laghi e laghetti di un cristallini verde-azzurro. Numerosi ruscelli e fiumiciattoli forniscono l’acqua ai laghi che sono uniti da spumeggianti cascatelle e da rumorose cascate. Per loro singolare evoluzione e bellezza i laghi di Plitvice sono iscritti nel 1979 nel registro mondiale del Patrimonio Naturale dell’UNESCO.

Programma

venerdì 31 maggio 2019 – Belluno/Zagabria
Di buon mattino partenza in pullman G.T. dal P.le Stazione di Belluno (via Ponte nelle Alpi, autostrada) verso la Croazia. Soste di ristoro lungo il percorso. Arrivo a Zagabria per il pranzo in ristorante. Nel pomeriggio incontro con la guida e visita della città: la più grande della Croazia, sede del Governo e divisa in parte bassa e parte alta. Dotata del fascino da vecchia Europa è al tempo stesso una città giovane e moderna, con una incredibile varietà di musei e gallerie d’arte contemporanea ed eventi culturali. Ancora ignorata dal turismo di massa, Zagabria è una città tutta da esplorare, con un’atmosfera rilassata ma vivace, che saprà emozionarvi ad ogni passo. Terminate le visite sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

sabato 1 giugno 2019 – Laghi di Plitvice
Prima colazione in hotel e partenza per i Laghi di Plitvice. All’arrivo incontro con la guida, inizio della visita del Parco che si estende su 19.426 ettari di superficie. L’attrazione principale sono i 16 laghi collegati tra loro da 92 cascate. Ci sono 28 km di passerelle di legno sospese sui laghi e 62 km di sentieri. I laghi sono inoltre collegati tra loro da trenini e barche. La flora del parco è ricchissima, molto protetta e studiata: il faggio, l’abete, il ginepro, il pino selvatico e l’acero bianco ed il carpine sono tra i più diffusi. Tantissimi i fiori, tra i quali un’orchidea di Plitvice. Numerosissima anche la fauna: orsi, lupi, volpi, caprioli, cinghiali e lontre. L’unicità e la bellezza del posto ha fatto si che fosse proclamato “Parco Nazionale” già nel 1949, e nel 1979 il Parco è stato messo sotto la tutela dell’Unesco. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio tempo libero, quindi partenza per Crikvenica lungo la costa. All’arrivo, sistemazione nelle camere prenotate; cena e pernottamento.

domenica 2 Giugno 2019 – Abbazia/Belluno
Prima colazione in hotel e partenza per Abbazia, una delle località più rinomate della Croazia. Incontro con la guida e visita. La città è famosa per il suo clima, uno dei suoi punti di forza, infatti vanta una temperatura oltre i 10 gradi anche d’inverno, inoltre le montagne la proteggono dai forti venti che arrivano nel golfo del Quarnaro. Importante località termale è rinomata per i suoi parchi pieni di fiori del mediterraneo e piante esotiche. Al termine delle visite, pranzo di pesce in ristorante.
Quindi proseguimento per Belluno, con soste lungo il percorso, e arrivo in tarda serata.

N.B. – sarà considerata la possibilità di assistere alla Messa

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Monselice

19 maggio 2019

La Rocca in Fiore

La città murata rende omaggio alla primavera con la “Rocca in Fiore” l’attesa manifestazione floreale che ogni anno attira centinaia di visitatori. Resterete incantati dagli addobbi floreali e dai giardini allestiti lungo le vie del centro e non mancheranno mercatini, esposizioni, mostre e stand gastronomici.
Non perdete il più ambito appuntamento di Primavera, una sintesi fra arte, bellezza, cultura e creatività, inimitabile perché possibile soltanto in un contesto storico come quello della Rocca e delle vie e strade che fanno di Monselice un luogo da assaporare, godere e visitare.

Programma

Ore 6:45 – partenza da Belluno (p.le Stazione) via Ponte nelle Alpi (autostrada). Chi volesse usufruire della fermata allo Stadio è pregato di comunicarlo in Sede.

Arrivo ad Arquà Petrarca, incontro con la guida e visita al borgo di Arquà sui Colli Euganei, inserito nel club de “I borghi più belli d’Italia” e che nel 2017 si è aggiudicato il 2° posto nella speciale concorso “Borgo dei borghi” della trasmissione Kilimangiaro.
A questo borgo è associata la figura del sommo poeta Francesco Petrarca che qui ha vissuto negli ultimi anni della sua vita e che qui è morto il 19 luglio 1374.

Pranzo LIBERO.

Nel pomeriggio partenza per Monselice; città fortificata nata lungo l’antico corso dell’Adige, Monselice conserva ancora l’atmosfera del borgo medievale inserito nel suggestivo panorama dei Colli Euganei. Visitando il centro cittadino s’incontra l’antica Torre civica e il Castello, fortezza risalente all’alto Medioevo, ristrutturato da Ezzelino da Romano e ampliato dai Carraresi.
Qui nel mese di maggio i protagonisti sono i fiori, che colorano e profumano i quartieri della città durante la manifestazione “la Rocca in fiore”. A fine visite ci sarà il tempo di ammirare e perdersi nel tripudio di colori e profumi della primavera con i giardini e balconi fioriti e il mercato di piante e fiori.

Al termine partenza per Belluno, dove l’arrivo è previsto in serata.

Programma dettagliato in sede




Le tre Capitali del Nord

8-14 luglio 2019

Oslo, Copenaghen e Stoccolma

Un viaggio alla scoperta delle tre capitali scandinave, città dinamiche, informali ma, allo stesso tempo, ricche di cultura e storia, circondate da paesaggi fiabeschi ed incontaminati: la verde Oslo, la fiorita Copenaghen e la regale Stoccolma.

Programma

lunedì 8 luglio – Venezia/Francoforte/Oslo
Partenza da Belluno, di buon mattino, per l’aeroporto Marco polo di Venezia, disbrigo delle formalità doganali ed imbarco con volo Austrian (via Vienna) per Oslo. Arrivo nella capitale e più grande città della Norvegia, situata in fondo all’Oslofjord, un fiordo all’interno del bacino dello Skagerr, tra mare e verdi colline; trasferimento con pullman privato e assistente in italiano in hotel e sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento.

martedì 9 luglio – Oslo/Copenaghen (navigazione)
Prima colazione in hotel. In mattinata visita guidata di Oslo con il Parco Frogner che ospita le circa 200 sculture in bronzo, granito e ferro battuto dello scultore Gustav Vigeland. Proseguendo per la Karl Johans Gate, la principale via pedonale ricca di negozi, si ammirerà il Palazzo Reale, residenza dei sovrani norvegesi e, a seguire, il Palazzo del Municipio e la fortezza medioevale di Akershus. Pranzo libero.
Nel primo pomeriggio trasferimento al porto ed imbarco sul traghetto per Copenaghen, capitale della Danimarca. Durante la crociera si potrà godere del meraviglioso spettacolo del fiordo di Oslo, lungo circa 100 chilometri. Sistemazione nelle cabine riservate. Cena e pernottamento.

mercoledì 10 luglio – Copenaghen
Prima colazione a bordo. All’arrivo a Copenaghen visita guidata della città: avrete la possibilità di ammirare la Fontana di Gefion, la Residenza Reale nel Palazzo di Amalienborg, residenza invernale della Regina e di fare una breve passeggiata sul lungomare per ammirare la Sirenetta, simbolo della città. Si proseguirà verso il Nyhavn, un tempo ricco di taverne rumorose piene di marinai, che oggi ospita caffé e ristoranti alla moda. Visita esterna del castello di Rosenborg che custodisce i gioielli della Corona. Pranzo libero.
Pomeriggio continuazione della visita guidata. Al termine sistemazione in hotel. Cena e pernottamento

giovedì 11 luglio – Copenaghen/Helsingor/Jonkoping
Prima colazione in hotel. Mattinata a disposizione per visite individuali. Partenza per Helsingør percorrendo la Strandvejen, la strada costiera un tempo caratterizzata da villaggi di pescatori e pittoreschi borghi rurali, trasformati in meta di vacanza prima e abitativa poi dagli abitanti di Copenhagen dell’ultimo secolo e che, oggi, costituiscono i comuni più ricchi e attrattivi della Danimarca. Pranzo libero.
Ad Helsingør si trova il famoso Castello di Kronborg (esterno), meglio conosciuto come il Castello di Amleto, in quanto Shakespeare vi ambientò il suo capolavoro. Passaggio in traghetto verso Helsingborg e proseguimento fino a Jönköping, sulla riva meridionale del Lago Vattern. All’arrivo sistemazione nelle camere riservate in hotel. Cena e pernottamento.

venerdì 12 luglio – Jonkoping/Stoccolma
Prima colazione in hotel. Proseguimento verso nord fino ad arrivare a Stoccolma, capitale della Svezia. La città sorge su 14 isole che affiorano dove il Lago Mälaren incontra il Mar Baltico, collegate attorno ad uno dei centri medievali più grandi e meglio conservati in Europa. Pranzo libero.
Pomeriggio a disposizione con l’accompagnatore. Sistemazione nelle camere riservate in hotel. Cena e pernottamento.

sabato 13 luglio – Stoccolma
Prima colazione in hotel. In mattinata visita guidata della città con il Fjallgaatan, costeggiato da un lato dalle tipiche case di legno ed offrendo, dall’altro, una magnifica panoramica sulla città. Si ammirerà la città vecchia con i suoi affascinanti vicoletti lastricati di ciottoli, il Palazzo Reale, la Cattedrale ed il Palazzo del Municipio dove annualmente ha luogo la cerimonia della consegna dei Premi Nobel. Pranzo libero. Pomeriggio a disposizione per visite individuali. Cena e pernottamento in hotel.

domenica 14 luglio – Stoccolma/Venezia
Prima colazione in hotel. Tempo libero a disposizione fino al trasferimento con pullman privato in aeroporto in tempo utile per il volo Lufthansa di rientro in Italia (via Francoforte). Proseguimento in pullman per Belluno, dove l’arrivo è previsto in serata.

N.B. sarà considerata la possibilità di assistere alla Messa

Programma dettagliato in sede




Ceneda – Monte Altare

1 maggio 2019

Gita di primavera sulle colline Vittoriesi

Programma

Ore 8:00: partenza dal piazzale della stazione di Belluno con pulmino e mezzi propri per Vittorio Veneto dove parcheggeremo nel piazzale antistante il Duomo di Ceneda.
Si sale in 10 minuti al castello S. Martino (sede vescovile, visitabile dall’esterno), quindi ritornando sui propri passi si sale per la Via Crucis per buona massicciata fino all’eremo di San Paolo (m.324) con buona vista sulla cittadina e pianura antistante. Si prende ora un sentiero che scende ripido per poi salire nel bosco e con alcuni balzi a gradoni si giunge alla grande croce che sovrasta Vittorio Veneto per proseguire in cresta fino alla sommità del Monte Altare (m. 450). Il toponimo deriva dal fatto che un tempo tale località era adibita a culto: sulla cima sono stati rinvenuti blocchi sovrapposti paleo veneti, monete e resti di anfore romane; peccato che oggi a causa della fitta vegetazione circostante il panorama sia un po’ limitato. Si scende sul lato opposto fino a case Foda dove una buona strada ci porta al Borgo Vignola e all’antica chiesa di San Lorenzo. Si sale per strada provinciale fino a località Castello (ove una volta esisteva un castello di guardia) e si devia per borgata Castagnè. Aggirando il monte Bala (m. 453) e il monte Piai si scende per buon sentiero alla località Le Perdonanze (il cui nome deriva dal fatto che il popolo vi si reca per chiedere perdono) con una chiesetta dedicata alla Madonna di Loreto, si passa per le case Botteon a fianco di un capitello di S. Antonio e si percorre la lunga valle Silan che passa sotto i piloni dell’autostrada e sbuca a borgo S. Fris , da dove con breve camminata si raggiunge il centro di Ceneda e la piazza del Duomo.

Rientro a Belluno previsto per le ore 17:00

Tempo di percorrenza: circa 5 ore.
Dislivello: m.450 fra salite e discese.
Difficoltà: nessuna difficoltà tecnica, è richiesto un buon allenamento data la lunghezza del percorso.
Riferimenti cartografici: Cartina Tabacco 1:25.000 n. 068 “Prealpi Trevigiane e Bellunasi”.
Equipaggiamento: adatto per escursioni in montagna (scarponi o pedule, pile, impermeabile o ombrello, viveri, borraccia, consigliate le racchette telescopiche).
Accompagnatori: Giordano Rossa (cell. 347 9001295) e Leonildo Tavi (cell. 349 1460025).
Posti disponibili: n. 25
Iscrizioni: presso la sede del gruppo Belluno, entro lunedì 29 aprile 2019.

Programma dettagliato in sede




Venezia

1 maggio 2018

fra musicisti e pittori

Pittura e Musica sono le arti regine della Venezia del Settecento e noi le incontreremo nel magnifico Gran Teatro de La Fenice e nella Chiesa della Pietà legata alla musica di Antonio Vivaldi.

Programma

Ore 6:00 – partenza da Belluno (p.le Stazione) via Ponte nelle Alpi. Chi volesse usufruire della fermata allo Stadio è pregato comunicarlo in Sede.

Ore 8:15 – imbarco sulla motonave a Fusina e navigazione verso Venezia.
Sbarco alla Riva delle Zattere e passeggiata fino a raggiungere il Gran Teatro La Fenice (ingresso compreso) per la visita guidata del teatro più prestigioso di Venezia.

Al termine passeggiata attraverso Piazza San Marco e breve sosta per la visita della Chiesa della Pietà (ingresso compreso). L’edificio progettato da Giorgio Massari nel Settecento conserva opere di Giambattista Tiepolo e di Giuseppe Angeli e risuona ancora della musica del Maestro Antonio Vivaldi, qui Maestro di Coro e di Violino.

Ore 13:00 – Pranzo a Bordo. Aperitivo Bellini alla frutta; antipasto: alici marinate, gamberetti al vapore e sarde in saor alla veneziana; primo: pasta alla marinara; secondo: frittura mista di pesce; contorno: verdure miste di stagione; bevande: vino e acqua a volontà; frutta; caffè e grappa.

Pomeriggio – visita dell’Isola di San Servolo (ingresso compreso), antico centro religioso, trasformato poi in manicomio ed oggi sede di prestigiosi master universitari internazionali. L’isola, che oggi appartiene alla Provincia di Venezia, conserva una bellissima spezieria ed il Museo della Follia.

Ore 17:30 ca – arrivo a Fusina e sbarco. Qui prenderemo il pullman per Belluno con arrivo in serata.

Programma dettagliato in sede