Heviz

18 agosto – 1 settembre 2019

…a due passi dal Balaton (Cure naturali in Ungheria)

Riproponiamo il soggiorno per Cure Naturali in Ungheria, in considerazione della generale soddisfazione sempre riscontrata, soprattutto in relazione alla qualità delle cure e all’ottimo rapporto qualità/prezzo, anche grazie al favorevole cambio valutario.
Lo stabilimento per cure naturali, balneari e termali si trova ad Heviz, presso il Lago di Balaton, dove c’è il più grande bacino lacustre termale d’Europa.La stazione termale è nota dal tempo dei romani e si è sviluppata fino a diventare una delle più importanti e rinomate dell’Ungheria. Vi si praticano varie terapie, sia tradizionali che moderne, secondo criteri naturali analoghi a quelli suggeriti dalla Medicina Naturale, con applicazioni particolarmente indicate per malattie reumatiche e delle ossa in generale. Abbiamo riscontrato, in diversi anni di frequentazione, con gruppi numerosi, diversi casi di miglioramenti clamorosi.
L’ambiente circostante presenta considerevoli attrattive turistiche, con la possibilità di effettuare delle brevi ed anche qualche lunga escursione, organizzate con il nostro pullman che rimarrà al seguito, contribuendo a rendere il soggiorno interessante e piacevole, per il corpo e per lo spirito.

Programma

Domenica 18 agosto: partenza da Belluno con pullman GT. Pranzo libero e alcune soste di ristoro lungo il percorso. Arrivo ad Heviz verso metà pomeriggio.

Da lunedì 19 a sabato 31 agosto: soggiorno ad Heviz con possibilità di effettuare varie cure naturali ed escursioni locali con il nostro pullman, tra cui un’escursione turistica e culturale guidata di un’intera giornata a Vezprem e Szekesfehervar. Possibilità di partecipazione ai veri eventi musicali e culturali organizzati in occasione della festa nazionale e del Festival del Vino, nonché ai vari mercati tipici locali. Possibilità di varie passeggiate a piedi od escursioni in bici (a noleggio)

Domenica 1 settembre: rientro in Italia con pranzo libero e soste ristoro lungo il percorso.
Arrivo a Belluno in serata.

Durante il soggiorno sarà possibile assolvere al precetto festivo presso la locale Chiesa Cattolica.

Sistemazione
Hotel HEVIZ 4 stelle superiore – è aperto dal 1976 e rinnovato nel 2000. Fa parte della rinomata catena internazionale Danubius Hotels.
È collocato centralmente in ottima e tranquilla posizione poco distante dal lago termale.
Dispone di camere con bagno, aria condizionata, TV color, balcone panoramico.
Ristorante con cucina internazionale, tipica e dietetica, con servizio a buffet.
Ciklamen Cafè con intrattenimento musicale con possibilità di ballare.
Danubius Service con programmi di animazione all’interno ed all’esterno.
Fitness e wellness:
Piscina all’aperto (200 mq) con musica sotto l’acqua.
Piscina termale coperta (33° e 37°), piscina (non termale) coperta, piscina termale all’aperto, idromassaggio jacuzzi, bagno turco, bagno d’aria calda, bagno aromatico.
Sauna nel giardino, sedute di yoga e di training autogeno, Qi Gong, ginnastica mattutina ed aqua-gym, seduta di fitness.

Servizi medici:
Balneoterapia e idroterapia: bagno termale, carboterapia, bagno a getti alternati, stiratura subacquea, fangatura, massaggio subacqueo.
Meccanoterapia: massaggio terapeutico, ginnastica all’aperto, ultrasuoni.
Elettroterapia: bagno completo elettronico, corrente, selettivo, stimolante, ionoforesi, diadinamica,
Fototerapia: raggi infrarossi, solarium, evolite
Terapia al campo magnetico ed inalazione
Impacchi speciali: zolfo, ritex ecc.
Trattamenti compresi nel pacchetto: massaggi, fanghi, impacchi (allo zolfo, ecc) elettroterapia, balneoterapia, ossigenoterapia e idroterapia. Per alcuni di questi, come i fanghi e massaggi ci sono dei limiti massimi.
Lingua italiana: c’è la disponibilità di più dipendenti dell’hotel, che parlano correntemente la nostra lingua e che potranno quindi coadiuvarci facilmente.

Programma dettagliato in sede




Sri Lanka

tra natura, templi e cortesia

Piovve, spesso piovve, fortissimamente piovve. È stato così per i primi giorni. Poi, un po’ alla volta il monsone si calmò. Comparvero sprazzi di cielo sempre più ampi e il sole ci permise di vedere i paesaggi e i monumenti dello Sri Lanka nei loro colori e nella loro bellezza. Su tutto la figura di quel Budda che in questo paese è venerato sì, ma non adorato come in altri del Sudest asiatico.

Almeno questa è stata la mia impressione. Però le testimonianze dei monasteri, delle fortezze e dei templi antichi ci dicono che quel popolo ha avuto da sempre una propria fierezza e soprattutto una grande riverenza per il dio che hanno raffigurato nelle varie posizioni dense di significato e per i suoi fedeli monaci. Quel popolo che sa esprimere cortesia e accoglienza.

2-12 novembre 2018 Sri Lanka
Abbiamo imparato molto da questo viaggio nell’isola conosciuta anche come “La lacrima dell’India”. Prima di tutto che i suoi abitanti sono gli srilankesi che si distinguono in cingalesi (o singalesi) e in tamil: i primi i “buoni” e gli altri i “cattivi” secondo la nostra guida Suranga. Poi abbiamo conosciuto l’esistenza di giardini e piantagioni lussureggianti, siamo quasi inorriditi nel vedere come tenevano gli elefanti in quella specie di orfanotrofio lager, abbiamo provato qualche brivido nell’assistere al rito dell’incantatore di cobra e ci siamo divertiti nel cogliere le scimmiette nei loro atteggiamenti a volte domestici e altre sfrontati. Siamo saliti lungo scalinate interminabili e abbiamo sguazzato a piedi nudi tra le rovine dei siti archeologici.
L’avventura sul treno è stata unica: quattro ore di gelo puro in una carrozza riservata noi passeggeri di prima classe, mentre il resto della varia umanità locale era assiepato in tante “scatole” torride. La mia scelta fu per la versione popolare. E alla fine del viaggio alla velocità di pochi chilometri all’ora, tra le rigogliose piantagioni di tè (tutte marchiate dalle multinazionali) che ricordavano le nostre colline del prosecco, ecco aprirsi la vallata d’alta quota che faceva pensare a Misurina con il suo lago, ma non con le sue montagne. Roba da ricchi. Mentre le donne raccoglitrici con il volto e il fisico segnati dagli stenti ti venivano incontro con la mano tesa per avere qualche rupia.
Abbiamo sperimentato, seppur senza troppo successo, l’ebbrezza di un breve safari sui fuoristrada. Speravamo di incontrare elefanti, orsi e leopardi. Invece abbiamo dovuto accontentarci di vedere qualche varano, dei bellissimi pavoni e, solo in lontananza, dei coccodrilli e dei bufali. Sì, qualcuno ha intravvisto un leopardo e la sagoma di un elefante. Ma è stato bello lo stesso.

2-12 novembre 2018 Sri Lanka
Infine, diretti verso la capitale Colombo (che nulla ha a che vedere con Cristoforo), abbiamo costeggiato l’oceano e c’è chi vi ha immerso i piedi. Ma lì abbiamo anche percorso le zone che erano state devastate dal grande tsunami di 14 anni fa: 50 mila morti solo nello Sri Lanka.

Maria Zampieri




Portogallo

Pensieri sparsi

  • Vittorio Hugo e Angelo, due diciassettenni. Pantomima dall’orlo del ponte sul fiume Douro a Porto, poi tuffo di 30 metri davanti a una folla di turisti incuriositi. Un’immagine di popolo che rinverdisce l’intrepida e spettacolare temerarietà degli storici navigatori portoghesi, della cui memoria l’attuale Portogallo è tuttora permeato: monumenti, storia, religione, turismo, sport… e di cui Ronaldo CR7 è l’indiscusso protagonista.

  • Coimbra canta, Braga prega, Lisbona si mette in mostra, Porto lavora. Una terra con le sue differenze, da nord a sud, da ovest a est, ma confluenti in uno sforzo comune, organizzato, che cura le case private come il patrimonio pubblico, che nei confronti degli ospiti stranieri ha fatto una scelta linguistica selettiva ma diffusamente praticata: portoghese e inglese stop. E l’Italia?

 

  • Por bem. Un re che scrive sul soffitto la rivendicazione del primato delle buone intenzioni sul pregiudizio. Mi sovviene, in altro contesto ma con significato analogo, l’omnia munda mundis del Fra Cristoforo dei Promessi Sposi.

 

  • Saudade. Nostalgia dolce e vibrante. Mancanza. Attesa. Sfida. Anche superstizione. Parola magica, sintesi dell’atmosfera portoghese.

 

  • Almedina a Coimbra. Nel negozio dei gadget che parlano, attirati da una voce struggente che cantava il Fado e inondava la via. Un commerciante dalla cultura profonda, anche nell’arte della comunicazione. Mezz’ora trascorsa dentro un buco di negozio, alla Porta di Almedina, senza essere importunato. Alla fine ho chiesto al titolare di pagare un biglietto..! Non ha voluto, dicendosi ripagato dalla nostra emozione.

 

  • Messa a Santa Cruz. In portoghese. E penso alle Messe prima del Concilio.

 

  •  Onore al merito al Ctg Belluno, che ha concepito e organizzato così bene un viaggio dai molti stimoli. Grazie di aver rinfrancato l’orgoglio mio e di Donatella di far parte di questa associazione. Un caro saluto a tutti i compagni di viaggio.

 

Giuseppe Marangoni

 

17-24 ottobre 2018 - Paesaggi Portoghesi




Impressioni d’Etiopia

Quanta gente in cammino dal mattino fino all’imbrunire!!

bambini ed adulti carichi di merci ( taniche per l’acqua, fascine di canne da zucchero, sorgo, mais, legna etc…) camminano con disinvoltura tra carretti trainati da asini e mandrie ( di zebù, pecore, capre ed asini) che occupano disordinatamente la strada; taxi collettivi, corriere, Bajaj e camion completano il traffico.
Bambini e ragazzi sorridenti imbracciando libri e quaderni si dirigono verso le rispettive scuole.
Chissà, tutte queste persone, da dove vengono, quanta strada devono percorrere quotidianamente per comperare o vendere?!

I nostri autisti sono sempre puntuali, cordiali e disponibili. Io viaggio sulla jeep n°4, l’autista si chiama Muluken ( per gli amici Mule) ed è bravissimo ad evitare le numerose buche sul percorso ed a fare lo slalom nel convulso traffico della capitale. Inoltre è sempre pronto a segnalarci qualcosa di significativo, specialmente i vari tipi di uccelli illustrandoceli con l’ausilio di un bel libro a tema.

Le mani: quelle di chi ti invita a danzare che siano al villaggio etnia Dorze od alla cena etnica ad Addis Abeba. Le mani, a volte invadenti, dei bambini con il caratteristico richiamo “yu yu” chiedendo birr, pen o…altro ma anche imparano a contare fino a 10 dall’amarico all’italiano alla festa del Meskel mentre aspettiamo l’accensione del falò. La mano salda e gentile di Baru di etnia Borana che mi aiuta nella discesa e risalita al cratere di El Sod e canta una filastrocca per aiutare Maria Teresa a superare un momento di crisi durante la risalita.

Penso a quanto strani possiamo sembrare noi quando visitiamo i villaggi delle varie etnie.
Qui siamo noi gli stranieri. Guardiamo e fotografiamo, curiosi, i Karo i Konso gli Hammer.
Ma forse non ci rendiamo bene conto che anche noi abbiamo i nostri “riti” e modi per affermare la nostra appartenenza ad un “clan” ( piercing, tatuaggi, ma anche abiti tradizionali, divise, inni e processioni…).

Tiziana




Foto

vai alle foto di Roma 5 – 7 ottobre 2018

5-7 ottobre 2018 - Roma - tra arte e fede5-7 ottobre 2018 - Roma - tra arte e fede  

 

 

 

 

 

 

vai alle foto di Bergamo 14 ottobre 2018

14 ottobre 2018 - Bergamo e Lorenzo Lotto  14 ottobre 2018 - Bergamo e Lorenzo Lotto




Viaggio in Etiopia

La valle dell’Omo

Breve riflessione

Oggi riguardavo le foto e mi sono detta : “Sto rivedendo il nostro album di famiglia” perché noi veniamo da lì, da quelle terre dove è stata ritrovata Lucy ed altri ominidi, tutti nostri parenti evolutivi.
Ed è dalla Rift Valley che è iniziata la migrazione che continua e continuerà perché l’uomo è “migrante” per sua natura.

Ma quante differenze!!!!!!

“Noi siamo più evoluti” questa è l’affermazione ricorrente.

Ma più evoluti in che cosa?

  • nel voler possedere sempre di più
  • nell’usare in maniera indiscriminata i beni che la natura ci elargisce
  • nel rifiuto del diverso
  • nell’essere sempre in “affanno”

Abbiamo visitato vari villaggi, etnie diverse, ma una cosa li accomunava: la serenità, la tranquillità, ma soprattutto il loro vivere in comunità, la condivisione.
Da noi a volte non si conosce nemmeno chi abita nello stesso condominio.

Quindi due considerazioni conclusive:

  • abbiamo le stesse radici
  • nonostante ci riteniamo più evoluti, dobbiamo riconoscere che gli altri possono darci molto.

Luisa Fasolo




Sabatambientali

autunno 2018

Il ciclo autunnale dei Sabatambientali, organizzato dal CTG, si è svolto regolarmente a cavallo di settembre e ottobre, sfruttando giornate quasi estive.
Con la prima uscita sabato 29 settembre ci siamo recati a Feltre a visitare il nuovo Museo Diocesano sito in Via Paradiso. Ad accoglierci la dott.ssa Tiziana Conte, curatrice del Museo, che ci ha accompagnato di sala in sala, illustrandoci con competenza e passione i vari pezzi esposti e i locali finemente affrescati, riservandoci qualche curioso aneddoto sul lavoro di recupero e restauro di alcune opere d’arte. L’ala nuova, recentemente restaurata, ha affascinato tutti i presenti e suggestivo è stato il colpo d’occhio verso Feltre affacciandosi dalle finestre.

Sabatambientali autunno 2018

Sabato 6 ottobre il tempo ci ha quasi tradito ma ci siamo ritrovati lo stesso in quasi una ventina a Mel a percorrere le stradine di Follo, dove Michele ci ha illustrato la Chiesa di S. Gottardo e la storia di alcune famiglie che hanno vissuto nel passato nella località zumellese. La sempre affascinante Carrera ci ha condotto alla piazza di Mel, ora uno dei “Borghi d’Italia” nonché fregiata dalla bandiera arancione riconoscimento conferito dal Touring Club Italiano, non prima di essere entrati nell’androne di un antico palazzo, grazie all’ospitalità della proprietaria.

Sabatambientali autunno 2018

Il ciclo si è concluso sabato 13 ottobre a Caralte dove siamo stati ospiti dei Gruppi Vallesane del Cadore e Zafferano Dolomiti. In più di trenta persone abbiamo assistito alla spiegazione e prova di intaglio dei collari in legno che, in occasione della suggestiva transumanza, addobbano le capre vallesane, mansuete capre dal vello molto folto e lungo e dalla particolare colorazione metà nera e metà bianca, che abbiamo poi raggiunto al pascolo. La visita è proseguita attraverso un boschetto per scendere al ponte sul Piave dove, una volta, sorgeva il Cidolo, una specie di chiusa artificiale, costruita interamente in legno, che fungeva da sbarramento per i tronchi che fluitavano lungo il fiume provenienti dal Cadore. Giunti a Sacco, piccola borgata in comune di Perarolo, abbiamo potuto vedere come si coltiva lo zafferano, con alcuni fiori dall’acceso color lilla già pronti per essere raccolti entro qualche ora. A concludere la visita un assaggio di alcuni formaggi di capra e gustosi dolcetti allo zafferano, oltre alla spiegazione da parte di una esperta cuoca di alcune semplici ricette da fare con il cosidetto oro rosso.
Anche stavolta abbiamo quindi scoperto alcune delle ricchezze della nostra provincia, territorio che non smette mai di sorprenderci per la varietà e l’interesse dei suoi luoghi.

Sabatambientali autunno 2018




Etiopia 2018

La nostra grande avventura nella Valle dell’Omo

LORO
“Popoli della Valle dell’Omo, dove tutto è iniziato” recitava il titolo del viaggio in Etiopia. Io dico: dove tutto è rimasto lì nella notte dei tempi. Dal canto mio credo di aver scoperto il “buco nero” dell’Africa. In tutti i sensi. Un buco dal quale quelle popolazioni faticano ad uscire perché legate a tradizioni ancestrali condite con un intruglio di magia, religiosità e tradizioni varie; un buco dove si frustano le donne forse per puro predominio maschile e dove queste vittime si beano di ferite sanguinanti e di piaghe virulente che esibiscono con chissà quale orgoglio anche quando diventano orribili cicatrici sulla schiena; un buco dove il giovane maschio è sottoposto a iniziazione col rischio di essere espulso a vita dalla società se non riesce a saltare su un palcoscenico fatto di schiene di tori, anzi di zebù, frastornati da chiassosi balli e schiamazzi tribali; un buco dove le donne per essere più belle si massacrano il labbro per inserirvi un piattello sempre più grande e sempre più pesante.

Avevo già visitato l’Etiopia nella regione del Tigray e dello Scioa e ne ero rimasta impressionata profondamente sia per il livello di povertà di quel popolo che cammina e sia per la bellezza delle chiese rupestri e per la maestosità dei picchi montuosi. Ma stavolta a colpirmi è stata l’arretratezza in termine assoluto. Si dirà: siamo sicuri che il progresso sia la forma migliore del vivere? Forse non lo siamo. Ma constatare che al mercato vendono persino la pietra levigata e il sasso per frantumare i semi per farne farina, beh… la cosa la dice lunga. Credo che non ci voglia molto per costruire un seppur rudimentale macinino. D’altronde se per arare trascinano ancora un bastone di legno per fendere le zolle, significa che siamo ben lontani dal mettere in moto una qualsivoglia inventiva per migliorare lo stato del vivere.
Deludenti, secondo me, sono state le guide locali Michelangelo e Andrea, scoordinate e confusionarie nelle rare spiegazioni al gruppo riunito, ma talvolta date a gruppetti estemporanei: chi c’era c’era e gli altri dovevano accontentarsi del passa parola. Soprattutto la prima guida si limitava a dare sfoggio di cultura generale sull’origine delle etnie, ma con gravi lacune nel riferire – o con volontà di mascherare – realtà evidenti che ancora isolano il Paese in un mondo che corre.

NOI
Ma tralasciamo i miei ragionamenti personalissimi sulla qualità della vita nel sud dell’Etiopia e veniamo a noi 26 del Ctg partiti belli e pimpanti e ritornati impolverati e stremati. Ma felici, almeno per quanto mi riguarda. Sulla schiena ormai a pezzi avevamo chilometri e chilometri, ben 2500, sui fuoristrada in continuo sussulto e “schivanelle” per evitare non solo le voragini lungo il percorso (asfalto con solo tre anni di vita!), ma per non fare stragi di esseri viventi quali greggi, mandrie, uomini e bambini danzanti in mezzo alla strada.
Come detto, abbiamo visto davvero cose dell’altro mondo nella nostra grande avventura nella Rift Valley guidati da Anacleto. Una volta giunti in Africa – a parte l’inconveniente del museo di Addis Abeba senza energia elettrica – i più sono partiti subito alla grande con la calata nella bocca di un antico vulcano che forma il lago nero El Sod da cui si estrae il sale. Tutto bene in discesa, ma problemi in salita: se Maria Teresa era emersa dal cratere paonazza, Loredana era simil-cadavere. In una ipotetica gara al femminile la vittoria è stata conquistata da Loretta, tallonata da Bruna. Mentre la scalatrice Clara non si è potuta esprimere: a lei il compito di “scopa”. Tra i maschi non c’è stata storia: i soliti Leonildo, Elio, Lorenzo… dai muscoli di ferro.

A parte la parentesi “poverella” al Borana Lodge di Yabelo dove per rifare i letti – meglio dire giacigli – è bastato che tirassero su le coperte, siamo stati alloggiati abbastanza bene. Indimenticabile è stata la sfarzosa e affascinante Festa del Meskel a Jinka. La cerimonia per noi è stata ancor più coinvolgente dal momento che il nostro super operatore Efrem è stato invitato dalle troupe televisive locali a collaborare con loro e a salire sul palco principale per fare le riprese.
Intanto il viaggio nella Valle dell’Omo proseguiva tra popolazioni primitive e abbastanza ostili, che si ammorbidivano e si mettevano in mostra in cambio di una manciata di birr (pochi centesimi di euro). E così si susseguivano molte altre situazioni da zoo che francamente facevano stringere il cuore, o quanto meno riflettere. Eppure tutti noi, con i nostri rimorsi, lì ostinati a scattare le foto e magari a brontolare se qualcuno si metteva entro il nostro mirino.
Col passare dei giorni nei 7 fuoristrada della nostra carovana i singoli equipaggi rinsaldavano amicizie e ne creavano di nuove per poi ritrovarsi tutti insieme la sera nei lodge. Ma qui il bello – si fa per dire – era che ognuno stava per proprio conto a smanettare con gli smartphone che però il più delle volte non si connettevano con casa. Non solo i più giovani, a dire il vero di young c’era solo Verena, ma anche i più attempati non tiravano su lo sguardo dal display fino a quando immancabilmente non mancava la corrente.
Il bello di questi viaggi impegnativi è che i partecipanti sono un po’ Moschettieri: “tutti per uno e uno per tutti”. Se qualcuno non si sente bene ecco che scendono in campo gli “esperti”. E noi avevamo addirittura tre medici: Enrichetta, Laura ed Emanuele; e due super infermiere: Tiziana e Loredana. Non mancavano i consigli di Edda, il dinamismo di Ines, il sempre presente buon senso di Ivette, le battute pronte di Loris o il sorriso accomodante di Elena. Poi c’erano le professioniste del clic Bianca e Laura. A completare il gruppo numeroso, ma tutto sommato compatto, c’erano i meno “casinisti” Paola, Patrizia, Luisa e Alberto. Insomma nella Rift Valley etiope eravamo davvero una bella comitiva.

Maria Zampieri




Normandia e Bretagna

tra luoghi pittoreschi, scogliere e maree

Mamma mia che viaggio!!! Se dovessi ripensare a tutto quello che ho visto e ascoltato dalle guide che ci hanno accompagnato lungo questo itinerario, rischierei sicuramente di fare una confusione madornale! Allora chiudo gli occhi e rivedo ciò che mi ha maggiormente colpito e che è rimasto impresso nella mia mente. Subito inizia a scorrere una serie di immagini che si susseguono rapide come i fotogrammi di una pellicola.


La prima cosa che mi appare è la campagna francese, oltre il Monte Bianco, con le sue distese sconfinate di frumento ormai maturo e di granoturco, frammiste ai campi gialli dei girasoli. Acqua, acqua ovunque, fiumi grandissimi sovrastati da ponti avveniristici, ai quali noi non siamo abituati.
Un flash su Versailles e poi Rouen dove la cattedrale troneggia sulla piazza ostentando le sue trine in gotico fiammeggiante, mentre l’orologio astronomico con gli agnelli ricorda il commercio della lana e un’altissima croce nel vecchio mercato il martirio di Giovanna D’Arco.
I colori vivaci e i giochi di luce della notte nel porto di le Havre danno risalto a un’architettura davvero moderna e a dir poco audace.
Ecco davanti ai miei occhi Étretat, adagiata tra prati verdi e mare blu nel quale si tuffano le bianchissime e verticali falesie della Costa di Alabastro dalle forme più strane, mentre i gabbiani, padroni indiscussi del vento, aleggiano sopra di noi.
Honfleur, in contrapposizione a Étretat, presenta le sue case a carattere nordico in ardesia nera che si riflettono nelle acque del piccolo porto tra i colori sgargianti delle barche attraccate. Nel centro storico la chiesa di Sainte Catherine è davvero particolarissima con il suo campanile isolato e il soffitto simile ad un immenso “drakkar” rovesciato.
Le abbazie medievali di Caen e il suo possente castello fortificato non lasciano minimamente pensare al “martirio” subito durante la Seconda Guerra Mondiale. Solo la vecchia chiesa di Saint Etienne lo testimonia con i suoi ruderi. Qui il sole tramonta molto tardi ed è proprio in questi attimi che la città con le sue maestose architetture in pietra di Caen dai toni quasi aranciati, assume un fascino tutto particolare.
L’arazzo di Bayeux scorre come una sorta di cartone animato medievale, raccontando la conquista Normanna dell’Inghilterra. Sul tessuto di lino, i fili di lana dai colori naturali intessono scene di vita quotidiana, di navigazione, di guerra con personaggi riccamente vestiti dalle espressioni chiare e significative. Una cosa non dimenticherò sicuramente: i cavalli austeri, eleganti e leggiadri.
Con l’immagine di Arromanches si apre il sipario sullo sbarco in Normandia. I resti del porto artificiale si stagliano all’orizzonte, in mezzo al mare. Le batterie di artiglieria tedesche a Longues sur Mer mi impressionano per le loro possenti strutture. Ma sono i cimiteri sparsi in questo territorio che impongono un rispettoso silenzio. Le migliaia di croci bianche di quello americano a Colleville sur Mer sopra alla spiaggia di Omaha Beach, mi fanno venire ancora un tale nodo in gola che a fatica riesco a ricordare le spiegazioni di Gilles.
L’abbazia di Mont Saint Michel al tramonto è piuttosto inquietante, ma durante il giorno l’isola si manifesta in tutta la sua bellezza granitica e maestosa, in mezzo ai sedimenti sabbiosi lasciati dalle acque dei fiumi Sée, Sélune e Couesnon.
Con Saint Malo, città corsara, si entra in Bretagna dove l’uomo vive in simbiosi con il mare. I bastioni in ardesia, a difesa del porto, contrastano con il giallo dei licheni e il verde-azzurro delle alghe e dell’acqua. Granchi giganti, ostriche, astici e “galette” ecco i piatti tipici di questa frizzante città. E che dire delle caramelle mou e dei dolci salati? Una delizia!!!
Il cielo plumbeo nulla toglie alla scogliera di granito rosa dove lungo il Sentiero dei Doganieri convivono le palme con gli eucalipti e i pini.
Les Enclos Paroissiaux, i complessi parrocchiali recintati, sono una peculiarità dell’arte cristiana in Bretagna e sono rimasti saldamente impressi nella mia mente. L’arco trionfale, la chiesa, il calvario e la cappella funeraria realizzati in “kersantite”, lo scuro granito bretone con i proventi della vendita del lino, testimoniano la grande devozione di queste genti, nonché il bisogno di sentirsi protetti dai demoni. I calvari, in particolare, hanno una funzione didattica davvero speciale che mi consente di “leggere” la Passione di Cristo attraverso una sorta di “racconto” arricchito da elementi figurativi scolpiti alla base della croce posta all’esterno della chiesa.
Con Brest siamo di fronte all’Oceano Atlantico. Un porto che subito a prima vista con la sua massiccia fortezza, i suoi ponti, le darsene con le navi e gli elicotteri ti lascia intuire la sua funzione di base navale militare.
Attraverso una brughiera mista di ginepri, macchie di eriche e ginestre ecco che appare la punta estrema della Francia: Pointe du Raz. I fari in mezzo al mare, insieme alla statua della Madonna dei naufraghi rammentano la pericolosità di queste altissime scogliere schiaffeggiate dalle onde color smeraldo.
Non è possibile scordare Douarnenez con i suoi porti e i cimiteri navali e men che mai Locronan, la meravigliosa cittadina ridondante di ortensie. Ortensie in tutte le gradazioni dal rosa al viola, dal celeste al blu intenso che danno un tocco di colore alle sue case cinquecentesche in granito che circondano la splendida chiesa gotica dedicata Saint Ronan.
Alta e slanciata la cattedrale di Saint Corentin a Quimper accoglie un vezzoso matrimonio.
Acqua, ponti infiorati e mulini, questo regala ai miei occhi il pittoresco villaggio di Pont d’Aven e capisco perché abbia incantato anche molti famosi pittori tra i quali il post-impressionista Paul Gauguin.
Magistralmente allineati e saldamente inchiodati al terreno i megaliti di Carnac si manifestano in tutta la loro misteriosa imponenza.
Vannes appare come una città di straordinaria eleganza. Il piccolo porto, il lavatoio medievale, il castello con i suoi massicci bastioni addolciti da rigogliosi giardini fioriti, riempiono i miei occhi. Tra le coloratissime case a graticcio della città vecchia svetta grandiosa la sobria cattedrale gotica di Saint Pierre e cosa vi trovo all’interno? La tomba con le spoglie di S. Vincenzo Ferrer, santo molto amato in agordino per i suoi miracoli sui bambini e al quale è stata dedicata anche una piccola chiesetta proprio in una frazione di Agordo.
Nantes tra le acque della sua Loira ci accoglie verso sera sfoggiando il prestigioso Castello dei Duchi, la sontuosa cattedrale di Saint Pierre e Paul e il fastoso Hotel de Ville tutto in affascinante stile gotico.
Nonostante l’avessi già vista in un precedente viaggio, la maestosa cattedrale di Saint Etienne a Bourges mi incanta con i suoi possenti archi rampanti, i portali riccamente decorati e le vetrate dalle dimensioni eccezionali che regalano all’occhio del visitatore un suggestivo gioco di luci e colori. E il vecchio furgoncino degli artigiani pasticceri e cioccolatieri di Bourges? Fantastico!!!
Una notte a Lione e poi ecco di nuovo il Monte Bianco, attraverso il quale si rientra in Valle D’Aosta che con i suoi storici castelli è proprio la ciliegina sulla torta.
E ora, nel riaprire gli occhi, avverto una forte sensazione di sazietà, di piena soddisfazione, proprio perchè anche questo viaggio, come altri che ho fatto, mi ha arricchito interiormente con la varietà delle sue proposte che ho potuto condividere con un fantastico gruppo di amici.

Barbara




Sabatambientali autunno 2018

Escursioni nella natura, arte, storia e tradizioni della Val Belluna e dintorni


Sabato 29 settembre 2018

FELTRE: il Nuovo Museo diocesano di arte sacra
A vent’anni esatti dal primo progetto, e con solo tre mesi di chiusura totale al pubblico, il Palazzo Vescovile di via del Paradiso a Feltre riapre ai visitatori. Nei suoi locali nasce il Nuovo Museo Diocesano di Feltre e Belluno che in 27 sale raccoglie un impressionante numero di opere d’arte di elevatissimo spessore. Accompagnati da una guida ci verranno svelati i suoi tesori e i segreti di un restauro condotto seguendo la più complessa delle filosofie, quella che conserva il racconto del tempo aprendo contemporaneamente lo spazio al nuovo.

Appuntamento: Appuntamento: a Belluno – Piazzale Resistenza ore 14:30 o a Feltre parcheggio in Pra del Moro ore 15:00
Durata: circa 2h
Dislivello: nessuno
Interesse: culturale
La visita prevede il costo di un biglietto di ingresso di € 5,00 più la spesa della guida € 40,00 che verrà divisa tra i partecipanti.
Accompagnatore: Margherita Marzemin (cell. 339/4495929)


Sabato 6 ottobre 2018

MEL: da Fol alla piazza di uno dei “Borghi più belli d’Italia”
L’itinerario ci permetterà di conoscere l’abitato di Follo e la sua chiesetta quattrocentesca ricca di affreschi e altre opere d’arte, ma contraddistinta anche dalla presenza di segni della devozione popolare nei riguardi di San Gottardo. Da qui saliremo verso Mel lungo l’antica strada denominata “Karera” e, durante il tragitto, avremo l’opportunità di osservare tracce della presenza di importanti famiglie del luogo e di conoscere alcune storie dal sapore quasi di leggenda.

Appuntamento: L’itinerario ci permetterà di conoscere l’abitato di Follo e la sua chiesetta quattrocentesca ricca di affreschi e altre opere d’arte, ma contraddistinta anche dalla presenza di segni della devozione popolare nei riguardi di San Gottardo. Da qui saliremo verso Mel lungo l’antica strada denominata “Karera” e, durante il tragitto, avremo l’opportunità di osservare tracce della presenza di importanti famiglie del luogo e di conoscere alcune storie dal sapore quasi di leggenda.
Appuntamento: a Belluno – Piazzale Resistenza ore 14:30 o a Mel parcheggio del Kanguro ore 14:45
Durata: circa 2h30′
Dislivello: circa 100 metri
Interesse: antropico, artistico
Calzature e abbigliamento: comodo
Accompagnatore: Michele Buoso (cell. 333/9572357)


Sabato 13 ottobre 2018

CARALTE: lo Zafferano ovvero l’oro rosso della Dolomiti
Arrivati a Caralte – località Cima Molino – parcheggeremo le auto nello spazio Marmi Cadore.
Ospiti del Gruppo Zafferano Dolomiti ci verrà data dimostrazione dell’intaglio artigianale dei collari in legno che vengono fatti indossare alle caprette Vallesane durante la transumanza. Ci verrà descritta la loro razza e visiteremo il loro pascolo. Breve trasferimento a Sacco, piccolo borgo sul greto del Piave e visita alla coltivazione dello Zafferano Dolomiti, con descrizione della qualità della spezia coltivata nel Bellunese.
Seguirà un momento conviviale con degustazione di prodotti derivati dal latte di capra, Plum cake e Mignon di pasta frolla allo zafferano e il Cremoso allo Zafferano Dolomiti.

Appuntamento: a Belluno – Piazzale Resistenza ore 14:30
Dislivello: minimo
Durata: circa 2h30′
Interesse: naturale e antropico
Calzature e abbigliamento: comodo adatto a camminare sui sentieri e sui prati.
La visita prevede il contributo di € 5,00
Accompagnatore: Margherita Marzemin (cell. 339/4495929)


NOTE GENERALI

Mezzi di trasporto: privati con spesa di euro 0,25 al km per auto, da distribuire tra gli occupanti di ogni
mezzo.
Rientro: verso le ore 18:00 – 18:30
Animazioni: le uscite saranno guidate da animatori del CTG con possibili collaborazioni esterne, per le
quali può essere eventualmente richiesto un contributo.
Partecipazione: aperta a tutti (soci e non soci) 
Informazioni: presso la sede del Gruppo “Belluno” – Via Carrera n. 1, nelle ore di apertura (tel. 0437/950075)
o da Margherita (0437/752494 339/4495929)




Poffabro

11 dicembre 2018

Presepe tra i Presepi

Sono i numerosi presepi che trasformano ogni anno in un imperdibile museo all’aperto Poffabro, uno dei borghi più belli d’Italia, un vero gioiello dell’architettura friulana di montagna. Passeggiando tra i vicoli e le viuzze, curiosando dentro i cortili ed osservando i caratteristici davanzali delle finestre, si potranno ammirare innumerevoli presepi realizzati da mani giovani e da mani più esperte o semplicemente da chi vuole mettere alla prova la propria creatività.
Il tutto si snoda in una suggestiva ambientazione, quasi fiabesca, con decorazioni di frutta, fiori e legno, musiche natalizie e luci soffuse, capaci di incantare ogni anno oltre ventimila visitatori e trasformare il paesino, adagiato dolcemente sulle falde del monte, in un presepe anch’esso.

Programma

Ore 8:30 – Partenza da Belluno (p.le Stazione) – via Ponte Alpi e autostrada.
Chi volesse usufruire della fermata allo Stadio è pregato comunicarlo in Sede.

Ore 10:00 – arrivo a Poffabro. Facendo un tour per il borgo sbucano inaspettati, incastonati tra ballatoi in legno, case in pietra e fioriere, sui davanzali delle finestre e nelle arcate o in qualsiasi angolo nascosto e suggestivo, si possono scorgere incantevoli presepi realizzati da mani giovani e esperte di artisti, semplici hobbisti o appassionati che vogliono mettere alla prova la loro creatività.

Pranzo LIBERO a Sacile.

Pomeriggio – visita guidata di Sacile. Nel “Giardino della Serenissima”, così viene definita per le sue atmosfere veneziane, le architetture convivono armoniosamente: gli eleganti palazzi, spesso in stile lagunare, si specchiano nelle azzurre acque del fiume Livenza.
Proprio sull’acqua si alza austero e signorile il Palazzo Ragazzoni Flangini Biglia (visita guidata), nella cui corte interna sarà possibile ammirare il tradizionale mercatino e Piazza del Popolo, su cui si affacciano bellissimi edifici porticati.

Al termine partenza per Belluno, dove l’arrivo è previsto in serata.

Programma dettagliato in sede




Pellegrinaggio Regionale 2018

16 settembre 2018

ad Asolo

L’anno scorso siamo saliti al Santuario dei SS. Vittore e Corona ad Anzù di Feltre, quest’anno il CTG Comitato Provinciale di Treviso ci propone una meta di grande impatto attrattivo: ASOLO.
È noto infatti che Asolo è uno dei luoghi simbolo del paesaggio veneto.
La fama e l’aura poetica di Asolo sono indissolubilmente legate alla regina di Cipro Caterina Cornaro (1454/1510) che, ricevuta la signoria del paese in cambio della cessione della sua isola alla Repubblica di Venezia, fece innalzare qui un’elegante corte, dedita alla vita culturale.

Programma

Ore 7:30 – partenza da Belluno (Stadio e poi Stazione) via Feltre, Cornuda.

Ore 9:00 – ritrovo ad Asolo (Parcheggio ex Ospedale). Accoglienza e segreteria. Possibilità di utilizzare i bagni.

Ore 9:30 – inizio del pellegrinaggio con la prima riflessione; le altre 6 riflessioni saranno tenute nelle fermate intermedie e all’arrivo in Cattedrale.

Tema del Pellegrinaggio: La preghiera del Padre Nostro.

Ore 11:15 – S. Messa, celebrata dal Consulente Ecclesiastico regionale del CTG Veneto Don Mario Gonzo.

Ore 12:15 – trasferimento in bus navetta a Forcella S.Maurizio.

Ore 13:00 – Aperitivo e pranzo comunitario presso la Baita degli Alpini.

Ore 15:30 – Pomeriggio ad Asolo. È prevista la visita guidata al Museo Civico e al Centro Storico; in alternativa: libero a spasso per il centro.

Prenotazioni: in Sede negli orari di apertura.
Chiusura iscrizioni: entro venerdì 31 agosto.

Programma dettagliato in sede




La lunga ciclovia delle Dolomiti

9 settembre 2018

da Cortina a Belluno
in collaborazione con la FIAB – Amici della Bicicletta – di Belluno

Programma

ore 7:30 – Ritrovo a Belluno in Piazzale Resistenza, carico biciclette sul pullman.

ore 8:00 – partenza.

ore 10:00 circa – arrivo a Cortina, scarico biciclette e cappuccino.

Ore 10:30 – partenza con le bici da Cortina. A San Vito breve sosta alla vecchia stazione per visitare l’orto didattico con le “coltivazioni di un tempo”, che mostra quali fossero le piante che una volta venivano seminate nella zona. Proseguiamo fino a Valle dove faremo tappa al bar-ristoro “La Tappa”, ritrovo di ciclisti di tutte le età e nazionalità. A Tai di Cadore lasciamo la ciclabile e ci immettiamo sull’Alemagna. Percorreremo la storica “Cavallera”, attenzione! È una entusiasmante discesa, ma occorre prudenza.

Ore 13:00 circa – sosta pranzo (al sacco) a Perarolo, un tempo importante centro per la fluitazione e il commercio del legname. È prevista la visita guidata (€ 2,00) al piccolo, ma molto interessante Museo del Cìdolo e del legname, fondato nel 2005 per valorizzare l’importante storia economica di Perarolo. Centrale nell’organizzazione del museo è, appunto, il vecchio cìdolo in località Sacco (smantellato dall’ENEL e purtroppo non più ricostruito): questa struttura, presente solo nel Cadore, faceva da barriera ai tronchi che scendevano per via fluviale, senza impedire però il passaggio regolare delle acque e permettendo di rifornire le numerose segherie vicine con regolarità. Molto interessante è anche il giardino del palazzo Lazzaris – Costantini, che, nel 1881-1882, fu dimora di soggiorno della Regina Margherita di Savoia e del principe reale Vittorio Emanuele. Inoltre non mancheremo di visitare il “Covo dei Zatèr”…per una birra o un caffè.

Ore 15:00 circa – di nuovo in sella ci aspettano ancora una quarantina di km per arrivare a Belluno: accompagneremo il Piave nella sua stretta forra spettacolare fino a Longarone, dove il fiume si allarga. Passando per Provagna e Dogna ci porteremo a Soverzene e percorreremo la bella ciclabile appena inaugurata, a sbalzo sul Piave, arrivando a Soccher. Infine, passando per Polpet, raggiungeremo Belluno dove dovremmo arrivare verso le 18.

Lunghezza e difficoltà: ca 70 km. Oltrepassata Cortina, la ciclabile è sterrata fino a “Dogana Vecchia”, poi completamente asfaltata in leggera, costante discesa. C’è una interruzione in località Venàs di Cadore e dovremo fare un breve tratto su marciapiede con bicilette a mano. Da Pieve di Cadore a Castellavazzo percorreremo la vecchia “Alemagna” strada a bassissimo traffico, infine, da Castellavazzo a Belluno, il percorso è parte su ciclabili in sede propria, parte su strada promiscua a basso traffico.
Bici richiesta: qualsiasi, esclusa la “bici da corsa” perché il tratto sterrato iniziale non è adatto a questo tipo di biciclette. Controllare la bici, in modo particolare cambio e freni. Obbligatoria camera d’aria di ricambio, consigliabile il casco.
Attenzione: NON è una gara! È obbligatorio NON superare il/la Capogita. Il gruppo sarà chiuso da una “scopa” che è in contatto con il capogita in modo da non perdere nessuno per strada. La pedalata non presenta salite significative, ma è lunga – 70 km – quindi richiede un minimo di allenamento.
Posti disponibili – n.40 (20 posti riservati ai soci CTG)
Iscrizioni: al CTG – via Carrera 1 – entro venerdì 24 agosto, con versamento della quota
Accompagnatrice CTG: Antonia Dal Pont – Info cell. 338 179 9957
Accompagnatore FIAB Belluno: Pierluigi Trevisan – Info cell. 344 233 6637

Programma dettagliato in sede




Valbelluna estate 2018

Visite guidate tra storia, arte e natura

 


Sabato 28 luglio

“Incroci lungo la via Claudia Augusta”

  • Bivai di Santa Giustina Bellunese: villa degli Azzoni Avogadro e chiesa di Sant’Antonio abate
  • Salmenega: chiesa della Madonna della Neve

Ritrovo ore 16:00 in Piazzale della Resistenza a Belluno


Sabato 4 agosto

“PerCorrendo il colle di Cor”

  • Cor: strutture fortificate altomedievali, villa Miari Zampieri e chiesa di San Benedetto

Ritrovo ore 16:00 in Piazzale della Resistenza a Belluno


Venerdì 10 agosto

“Una camminata nella Favola”

  • Belluno: itinerario guidato a partire dall’ex convento dei Gesuiti (vecchio distretto militare) atteaverso vie e piazze della zona detta della “Favola”

Ritrovo ore 17:00 in Piazza dei Martiri davanti alla chiesa di San Rocco (visita guidata a numero chiuso, per prenotazioni rivolgersi alla Fondazione Teatri)


Sabato 11 agosto

“Sguardi e vicende di uomini generosi e capaci”

  • Belluno: pinacoteca dell’ospedale

Ritrovo ore 10:30 presso la portineria del nosocomio di viale Europa (visita guidata a numero chiuso, per prenotazioni rivolgersi alla Fondazione Teatri)


Lunedì 20 agosto

“Sguardi e vicende di uomini generosi e capaci”

  • Belluno: pinacoteca dell’ospedale

Ritrovo ore 16:00 presso la portineria del nosocomio di viale Europa (visita guidata a numero chiuso, per prenotazioni rivolgersi alla Fondazione Teatri)


Gli appuntamenti del 10, 11 e 20 agosto rientrano nell’ambito della rassegna “Ferragosto e Dintorni” organizzata dal Comune di Belluno


AVVERTENZE

La partecipazione alle visite è aperta a tutti e gratuita.
Il programma è suscettibile di variazioni (non dipendenti dalla volontà degli organizzatori) 
nelle mete, ma non nelle date.
L'accesso agli interni di palazzi e ville può non essere consentito e, comunque, 
resta soggetto a limiti stabiliti dai proprietari.



La cantina e il pranzo di pesce

28 ottobre 2018

ore 8:15 – Partenza da Belluno (p.le Stazione) – via Ponte Alpi e autostrada.
Chi volesse usufruire della fermata allo Stadio è pregato comunicarlo in Sede.

ore 9:30 (circa) – arrivo a Chiarano per la visita di una tipica Azienda Agricola a conduzione completamente familiare; questo dà la possibilità di seguire in modo ottimale la cura dei vigneti e le procedure di vinificazione in cantina.
A completare la visita una degustazione di vini ed effettuarne l’acquisto.

In pullman si raggiungerà quindi il ristorante per consumare il PRANZO di PESCE:
tris di antipasti: insalatina di mare con verdurine, dentice mantecato su crostino dorato, mazzancolla a vapore; bis di primi piatti: risotto alla marinara, gnocchetti al granchio; secondo piatto: grigliata mista dell’Adriatico; insalata di stagione e patatine fritte o al forno; sgroppino; dessert della casa; vino, acqua e caffè con correzioni. (€ 35)
Il pranzo NON è compreso nella quota e si paga al ristorante. Per coloro che non mangiano pesce sono disponibili piatti a base di carne.

Pomeriggio: rientro a Belluno, dove l’arrivo è previsto in serata.

Programma dettagliato in sede




Cima Mulaz

23 settembre 2018

Pale di San Martino

Programma

Ore 7:30 – partenza con pulmino e mezzi propri, dal Piazzale della Stazione di Belluno, alla volta del parcheggio in Val Venegia (1730 mt), via Agordo, Falcade e Passo Valles.

Ore 9:00 – partenza di tutti i gitanti con due itinerari.
Il gruppo A – segue la strada sterrata fino alla malga Venegiota e oltre fino ad un bivio; si lascia la stradina e si prende ora il sentiero n° 710 che sale al Passo del Mulaz (2619 mt), con tratti anche ripidi. Un’ultima salita consente il raggiungimento della panoramica cima del Monte Mulaz (2890 mt). Dopo il pranzo al sacco e le foto di rito, rientro con percorso circolare. Tornati al Passo, si scende al Rif. Volpi di Misurata al Mulaz e da li, per il sentiero n° 751 dell’Alta Via n° 2, si giunge al Passo del Fochet del Focobon (2291 mt) e subito dopo al Passo di Venegiota (2303 mt). Un’ultima discesa, per il sentiero n° 749, permette di chiudere l’anello e tornare al parcheggio di partenza.
Il gruppo B – si inoltra, come il gruppo A, per la stradina che sale alla Malga Venegiota, ma la abbandona quasi subito imboccando un comodo sentiero, verso destra, che sale alla Malga di Iuribello (1868 mt). Proseguendo, si incrocia e si segue la stradina che, dal Passo Rolle, sale al Rif. Capanna Cervino. Un ultimo sforzo consente, infine, il raggiungimento della Baita Segantini (2170 mt), con i suoi laghetti e la vista incantevole sulle Pale di San Martino. Sosta per il pranzo al sacco o in baita. Ora, per comoda carrareccia si scende alla Malga Venegiota e al punto di partenza.

Ore 16:30 – partenza per rientro, con arrivo previsto a Belluno per le ore 18:00 circa.

Dislivello escursione:
gruppo A: 1180 m
gruppo B: 500 m
Difficoltà: nessuna difficoltà tecnica, si richiede un discreto allenamento fisico.
Equipaggiamento: scarponi o pedule, giacca a vento, mantella od ombrello, viveri, ricambio di biancheria. Consigliate le racchette telescopiche.
Posti disponibili: n° 25; la precedenza nell’assegnazione dei posti sul pulmino verrà definita in base all’ordine dell’iscrizione, completa del versamento della quota.
Riferimenti cartografici: cartina Tabacco n° 022 – Pale di San Martino -1:25000.
Iscrizioni: presso la sede del Gruppo Belluno negli orari di apertura entro venerdì 7 settembre 2018.
Accompagnatore: Vanni Case (cell. 3408248222) e Paolo Da Canal.

Programma dettagliato in sede




Bergamo e Lorenzo Lotto

14 ottobre 2018

incontro con l’arte

C’è la città Bassa, più moderna, e quella Alta, delle mura medievali e delle case antiche. Entrambi i volti di Bergamo hanno fascino e storia, si valorizzano dal loro contrapporsi. Provate per credere ad avventurarvi tra le mille scalette per raggiungere la cima o prendete la funicolare che passa tra le vecchie mura: da vicino la città Alta vi conquisterà con scorci suggestivi; il panorama sulla città Bassa, invece, è bello da togliere il fiato.

Programma

Ore 5:30 – Partenza da Belluno (p.le Stazione) – via Ponte Alpi e autostrada. Chi volesse usufruire della fermata allo Stadio è pregato comunicarlo.

Sosta di ristoro lungo il percorso.

Arrivo a Trescore Balneario per visitare con guida la Chiesa (Oratorio) dedicata alle Sante Barbara e Brigida che racchiude un celebre ciclo di pregevoli affreschi opera di Lorenzo Lotto (1524). I dipinti, le tematiche e i simbolismi, sono un’efficace sintesi della predicazione contemporanea contro i rischi della riforma protestante, di cui erano diffusori gli eserciti tedeschi che periodicamente invadevano il territorio. Lo stile è spedito e corsivo, con pennellate rapide ma altamente efficaci. Il gusto per la narrazione popolaresca, tipica in Lotto, rimanda ancora alla tradizione nordica. Molti personaggi derivano dalle classi umili, come i contadini, spesso studiati dal vero e fino ad allora inediti nel repertorio figurativo italiano.

Pranzo libero

Pomeriggio – partenza per la città di Bergamo, incontro con la guida e, con la funicolare, si salirà alla città Alta, per la visita della parte antica interamente cita da mura cinquecentesche venete, proclamate Patrimonio Mondiale dell’Unesco, essa rappresenta il cuore storico di Bergamo. Ricca di piazze, porte, torri e vicoli medievali, ma anche di verdi giardini della Rocca, da cui lo sguardo spazia sui colli e sulla pianura.
Le Corbusier dichiarò che Piazza Vecchia era tra le più belle che avesse visto e che “non si può più toccare neppure una pietra, sarebbe un delitto”.

Al termine rientro a Belluno, dove l’arrivo è previsto in serata.

Programma dettagliato in sede




Foto Sardegna

Inserite foto tour Sardegna (17 – 24 maggio 2018)

ngg_shortcode_0_placeholder” template=”default” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]




Anello del San Sebastiano

29 luglio 2018

Tra mughi e rocce con vista della val di Zoldo e dell’Agordino

Programma

Ore: 7:00: partenza da Belluno dal p.le Stazione con pullmino e mezzi privati.

Ore: 8:00: arrivo al Passo Duran via Agordo (sosta caffè)

Ore: 8:15: inizio della camminata, attraversando il prato di fronte il Rif. S. Sebastiano (m. 1601), ci si addentra nel bosco incontrando il sentiero Cai n. 536 che seguiremo; lungo il percorso incroceremo prima la deviazione per il Viaz dei Cengioni e successivamente il sent. n. 539 per Colcerver. Il nostro sentiero prosegue in quota e nel bosco fino al Vant del Gravinal quindi alla Forcelletta delle Caure e infine alla Baita Angelini (m. 1680) in circa ore 2,30. Si lascia il sentiero n. 536 e si prosegue per sentiero Cai n. 524 attraversando Pian de le Mandre e il Van de le Forzele fino a Forcella della Porta (m. 2326) dove è prevista la sosta pranzo verso le ore 12:30.

Ore: 13:00: riprendiamo il sentiero che ripidamente scende Lungo il Van de Caleda, proseguendo dopo l’attraversamento del Torrente Caleda in costa sotto il Sass de Caleda ove attraverseremo una cengia esposta attrezzata con cordino. Il sentiero prosegue tra mughi e abeti fino a raggiungere il Passo Duran dove chiuderemo l’anello intorno alle ore 16:00 ed effettueremo una sosta ristoratrice.

Tempo previsto: circa ore 6h30’.
Dislivelli parziali: in salita m. 720 e altrettanti in discesa.

Ore 16:30: partenza per il viaggio di ritorno a Belluno

Difficoltà: È richiesto un allenamento commisurato alla lunghezza del percorso, piede fermo e assenza di vertigini.
Riferimenti: Carta Tabacco n. 025
Equipaggiamento: scarponi, giacca a vento, mantella o ombrello, borraccia, ricambio di biancheria, consigliate le racchette telescopiche.
Il presente programma è da ritenersi indicativo, potrà subire delle variazioni che saranno comunicate dopo la ricognizione.
Posti disponibili: n. 25
Accompagnatori: Romanel Albino (cell. 335 7061332 ) e Dal Farra Luigino (Cell. 348 1501023).
Iscrizioni: presso la sede del gruppo Belluno, entro venerdi 27 luglio 2018 con contestuale versamento della quota.

Programma dettagliato in sede




Paesaggi Portoghesi

17-24 ottobre 2018

da Lisbona a Porto

“In Portogallo non mancano i paesi che sembrano rimasti ai margini del tempo ad assistere al trascorrere degli anni senza spostare una pietra da qua a là, e tuttavia li sentiamo vivificati da una vita interiore, caldi, vi si sente battere il cuore.”
da Viaggio in Portogallo di José Saramago

Programma

Mercoledì 17 ottobre: Venezia/Lisbona
Partenza al mattino da Belluno per l’aeroporto di Venezia, disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza con volo diretto TAP su Lisbona delle ore 11.35. Arrivo alle ore 13:45, pick up in aeroporto con pullman privato e assistente in italiano, trasferimento in centro città. Tour panoramico alla scoperta di Lisbona. Al termine, trasferimento in hotel. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Giovedì 18 ottobre: Lisbona
Trattamento di mezza pensione.
Prima colazione in hotel. Intera giornata dedicata alla visita di Lisbona: cattedrale, Rione di Alfama, Parco delle Nazioni, quartiere Chiado, rione di Belem. Pranzo libero. Nel pomeriggio visita del Monastero Dos Jeronimos. Tempo libero.
Cena in ristorante con spettacolo di Fado. Pernottamento.

Venerdì 19 ottobre: Lisbona/Cabo da Roca/Sintra/Evora – km 215
Trattamento di mezza pensione.
Prima colazione in hotel e partenza per Cabo da Roca, punto più occidentale del continente europeo, continuazione verso Sintra, sulle montagne a ovest di Lisbona, visita del Palazzo Reale. Pranzo libero e proseguimento per Evora, città di importanza storica. Visita del centro storico con la cattedrale, circondata di case bianche. Al termine, sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

Sabato 20 ottobre: Evora/Marvao/Castelo Vide/Tomar/Coimbra – km 340
Trattamento di mezza pensione.
Prima colazione in hotel e partenza per Marvao, visita del paese situato su una collina, con le sue case tutte dipinte di bianco raccolte entro una cinta muraria. Continuazione per Castello Vide (km 11), visita del castello circondato da case candide e del centro storico del paese. Pranzo libero e proseguimento per Tomar, cittadina anticamente sede dell’Ordine dei Templari. Visita del centro storico. Continuazione per Coimbra. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

Domenica 21 ottobre: Coimbra/Braga/Guimaraes – km 200
Trattamento di mezza pensione.
Prima colazione in hotel, visita dell’Università, una delle più antiche al mondo (visita della Biblioteca o Sala delle Tesi secondo disponibilità). Pranzo libero e partenza per Braga; visita del Santuario del Bom Jesus do Monte; continuazione per Guimaraes. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

Lunedì 22 ottobre: Guimaraes/Porto – km 55
Trattamento di mezza pensione.
Prima colazione in hotel e visita di Guimaraes, città culla della civiltà portoghese, in tarda mattina trasferimento a Porto, famosa per i suoi vini e visita del centro storico. Pranzo libero in percorso di visita. Al termine della visita, sistemazione in hotel. Cena al ristorante. Pernottamento.

Martedì 23 ottobre: Porto/Fatima/Batalha/Alcobaca/Nazarè – km 260
Trattamento di mezza pensione.
Prima colazione in hotel e partenza per Fatima, breve visita del Santuario e partenza per Batalha. Pranzo libero. Visita del Monastero di Santa Maria. Continuazione per Alcobaca, visita del Monastero. Trasferimento a Nazarè. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

Mercoledì 24 ottobre: Nazarè/Obidos/Lisbona – km 130
Prima colazione in hotel e partenza per Obidos splendida cittadina fortificata, circondata da mura del XII sec. Breve visita e partenza per Lisbona, in tempo utile per il trasferimento in aeroporto per volo di rientro in Italia. Arrivo a Venezia alle ore 19.35 e proseguimento in pullman per Belluno.

Programma dettagliato in sede