Storie dell’Impressionismo 🗓

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17 gennaio 2017

Mostra a Treviso

Centoventi opere per raccontare le “Storie dell’impressionismo”: i grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin. Le opere, quasi tutti dipinti, ma anche fotografie e incisioni a colori su legno, sono provenienti da musei e collezioni del mondo.

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Scopo della mostra è mettere in luce il percorso dell’Impressionismo sullo sfondo dell’Ottocento fino al primo Novecento, con i suoi temi e accostamenti culturali, come l’influsso dell’arte giapponese.  “L’esposizione -spiega un comunicato degli organizzatori- è un percorso tra capolavori che hanno segnato una delle maggiori rivoluzioni nella storia dell’arte”.
La mostra di Treviso sarà un percorso, che ci accompagnerà alla scoperta della nascita, dello sviluppo e della trasformazione dell’impressionismo.
Sarà suddivisa in nove sezioni e inizierà con i grandi capolavori della pittura accademica di Ingres e Bouguerau, per poi concentrarsi sull’affermazione dei pittori impressionisti, fino alla fase conclusiva di questa stagione ma che in realtà già vede l’alba di un nuovo inizio e trova in Cézanne un anticipatore del cubismo di Picasso e delle avanguardie del Novecento.
Presenti anche 3 capolavori provenienti dalla Scottish National Gallery a Edimburgo di Tiziano, Rubens, Rembrandt.

Programma

ore  8:00 – partenza da Belluno (p.le Stazione) via Ponte nelle Alpi (autostrada).
Chi volesse usufruire della fermata allo Stadio è pregato di comunicarlo in Sede.

♦ Arrivo a Treviso, incontro con la guida ed inizio visita alla Mostra.

♦ Pranzo LIBERO.

pomeriggio

visita guidata a Villa Emo. Edificata da Andrea Palladio per Leonardo Emo tra il 1550 e il 1560 la villa è una delle migliori realizzazioni del grande architetto vicentino: qui il connubio tra funzionalità legate alle attività produttive ed esigenze di rappresentanza e diletto del proprietario è perfetto e risolto in maniera geniale, con un elegante impianto lineare. Dal corpo centrale, valorizzato dallo scalone monumentale e dalla loggia, partono le due lunghe braccia delle barchesse, chiuse da torri-colombaie.
L’interno è quasi interamente affrescato da Giovan Battista Zelotti, allievo del Veronese, che intorno al 1565 realizzò cicli a soggetto mitologico e allegorico.

♦ Rientro quindi a Belluno, dove l’arrivo è previsto in serata

Programma dettagliato in sede

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