Sebastiano Ricci e i grandi del ‘700

Sebastiano Ricci nasce a Belluno nel 1659 ed inizia la sua formazione artistica a Venezia, dove morì il 15 maggio 1734.

Considerato una delle figure principali della rinascita della Pittura Veneta del 1700, ha imparato a dipingere studiando i lavori di Paolo Veronese e di altri pittori italiani del 1500 che erano i suoi veri maestri, influenzando a sua volta i pittori della nuova generazione, come Giambattista Tiepolo.
Attivo nei principali centri artistici italiani ed europei, in particolare a Venezia, inaugurò un tipo di pittura chiara e luminosa, dall’impianto compositivo scenografico.
Nel 1680 si trasferì in Emilia, prima a Bologna e poi a Parma dove rimase al servizio di Ranuccio Farnese. La formazione sulla grande pittura emiliana del Seicento costituisce una componente fondamentale delle sue opere di questo periodo. Inviato a Roma, ebbe modo di studiare anche i grandi maestri romani arricchendo così la sua cultura figurativa.
Nel 1702 è a Vienna, dove affresca il Palazzo di Schönbrunn, e poi tra 1706-1707 è a Firenze per decorare Palazzo Marucelli. Questa dimensione europea e la sua vasta cultura figurativa ne fanno uno dei cardini del rinnovamento della pittura a Venezia agli inizi del XVIII secolo, quando realizza capolavori come le tele di San Marziale e la pala per San Giorgio Maggiore.
Tra il 1712 e il 1716 è in Inghilterra e negli anni seguenti, ormai all’apice della fama, realizza numerose opere per il Palazzo Reale e il Castello di Rivoli a Torino.
Il famoso ciclo di dipinti del Camerino d’Ercole al Museo Fulcis, capolavoro tra i più alti di Sebastiano Ricci, viene messo a confronto con i grandi del Settecento che di Ricci furono veri e propri rivali, o che dalla sua opera furono influenzati.

Il CTG propone ai soci visite guidate per ammirare ed apprezzare il pittore
Informazioni e prenotazioni in Sede

Mercoledì 15 maggio – ore 15:30
Sabato 18 maggio – ore 10:00
Mercoledì 22 maggio – ore 15:30
Sabato 25 maggio – ore 10:00




Lucca e dintorni

Lucca, città atipica contornata da una lussureggiante vegetazione ma praticamente senza alberi e giardini all’interno della città; la denominazione di origine celtica “Luc” significa luogo paludoso, ma la città non è attraversata neppure da un rigagnolo; contornata da poderose mura mai intaccate da un colpo di cannone nemico, alla pari dei suoi cannoni che non hanno dovuto sparare mai un colpo; una città che non si è mai lasciata coinvolgere in guerre e che si è tenuta lontana dalle lotte tra fiorentini e pisani; una città situata nel punto di confluenza di percorsi commerciali e religiosi importanti e predestinata da epoche remote ad accogliere popoli in un processo di condensazione urbana.

Fu ligure ed etrusca per poi passare dal III sec. a. C. sotto il dominio romano; ne è testimonianza l’anfiteatro che in epoche successive fu completamente incorporato nelle abitazioni che mantennero il serrato modello originale; dopo la caduta dell’impero romano fu occupata dai goti e dai bizantini che la elevarono a capitale della Tuscia.

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Ma il momento più straordinario della storia lucchese fu tra il XIII e XVI sec. quando raggiunse l’apice della sua potenza politica ed economica; l’industria serica e mercantile permisero di raggiungere un elevato grado di ricchezza per cui fu possibile aprire innumerevoli cantieri; furono ridisegnate piazze e nuove vie, costruiti palazzi, innalzate torri, ampliate chiese in stile romano-lucchese fra cui il Duomo di San Martino e soprattutto la Chiesa di San Michele in Foro (perché là c’era il foro romano) situata nell’ombelico della città, opera rimasta incompiuta per mancanza di soldi per cui allo slancio verticale della facciata piena di bifore non corrisponde un altrettanto bella parte posteriore; a Lucca non poteva mancare anche un palazzo ducale dove risiedevano i signori di Lucca e nel periodo napoleonico la principessa Elisa Bonaparte sposata al capitano Baciocchi, sorella di Napoleone che governò dal 1804 al 1814.
Lucca fu anche città di Santi come Zita e Frediano e città di illustri musicisti come Puccini.

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Oggi Lucca mi è apparsa come una città borghese, riservata, leggibile tra le sue mura, restia all’ostentazione, senza lode per i suoi figli, tanto che il teatro non porta il nome di Puccini, ma quello del Giglio; una città racchiusa nelle sue mura come avvolta da un drappo di seta costruita dai suoi cittadini.
Dopo quattro ore di camminata per le vie di Lucca, ora deserte, ora affollate, finalmente ci avviamo nel tardo pomeriggio verso l’hotel San Bernardino; “sempre diritto, appena fuori dalla porta”, ci dice Annalisa, ma per lei, come per Einstein tutto è relativo.
Al mattino dopo il Borgo delle Camelie ci accoglie con una bellissima giornata di sole, tra le sue case di pietra e le sue camelie di tutti i colori; un paesaggio verde, variopinto e fantasioso che cattura i tuoi occhi e non ti fa pesare lo zaino e il percorso a saliscendi.
A mezzogiorno il pranzo è servito in un bel ristorante con portate gustose e particolari.
Nel pomeriggio in fondo al lungo viale dei cipressi ci accoglie Villa Torrigiani col suo parco erboso dove il piede finalmente gode e si riposa.
La Villa passò di mano diverse volte, dalla famiglia Buonvisi passò al marchese Nicolao Santini, ambasciatore in Francia, il quale volle ristrutturarla rifacendosi a Versailles; poi passò a Pietro Torrigiani che aveva sposato Vittoria, l’ultima discendente del Santini; infine appartenne a Carlo Colonna che sposò Simonetta, ultima discendente dei Torrigiani.

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Malgrado tutti questi passaggi la villa ha mantenuto intatto tutto il suo arredamento originale, dai letti col baldacchino ai quadri, ai pavimenti in cotto.
Non succede spesso, tante volte si assiste a dei rifacimenti che sono delle vere brutture!

Guglielmo




Passeggiata di primavera e Pasqua C.T.G.

7 aprile 2019

“Boscon e Prapavei”

Le case di queste due frazioni di Sedico sono diventate tele per gli artisti, i quali hanno dipinto una trentina di murales e affreschi che raccontano la vita (e non solo) di chi in quella casa ha abitato. Potremo ammirare gran parte di queste opere nel corso di un itinerario ad anello che andrà a lambire le acque del Gresal e sarà caratterizzato anche dall’illustrazione di diverse emergenze naturalistiche che punteggiano quest’area di campagna, in gran parte coltivata, ma ancora ricca di testimonianze di un ambiente diverso ben più selvaggio, come un residuo della foresta che un tempo ammantava tutta la vallata. Cominciando dall’area di sosta di Prapavei, si girerà tra le case contadine, le stalle e la chiesetta di San Rocco del rustico borgo, per poi addentrarci alla scoperta della zona umida dei “Paluch” e concludere il giro ad anello nella località di Boscon con la sua moderna chiesa dedicata alla Beata Vergine della Salute, dove verrà celebrata la Messa.

Ritrovo: ore 14:30 in Piazzale della Resistenza a Belluno o, successivamente, presso l’area di sosta di Prapavei dove si svolge la sagra del paese
Caratteristiche della passeggiata: itinerario ad anello di circa tre chilometri quasi tutto su terreno pianeggiante con minimi dislivelli nella zona di Boscon. Tratti di strada asfaltata e di sterrato, per cui si consiglia l’utilizzo di abbigliamento e calzature adeguate.
Durata della passeggiata: max tre ore (comprese le illustrazioni), al termine della camminata alle ore 18 possibilità di assistere alla S. Messa nella chiesetta di Boscon.

Al termine della celebrazione ci sarà la consumazione di un rinfresco augurale, a base di colomba, annaffiata da una adeguata bevanda con l’immancabile brindisi finale.

Programma dettagliato in sede




Cena degli sportivi 2019

8 marzo 2019

Venerdì 8 marzo 2019 – ore 20

Agriturismo “Al Bachero”
Via Meassa, 96/A – Levego – BELLUNO

 

Siete invitati alla cena dei Trekkisti, Montanari, Ciclisti, “Ciaspolisti” e simpatizzanti.

Menu composto da: antipasti misti, due primi, due secondi, contorni vari, dolce, acqua, vino, caffè. Possibilità di opzione per i vegetariani.

Quota della serata: € 28,00 a persona
Durante la serata verranno proiettate delle diapositive relative alle attività effettuate nello scorso anno.

Iscrizioni in sede, a Belluno in via Carrera n. 1 – tel. 0437 950075, entro venerdì 1 marzo 2019




Madeira

Un puntino invisibile in mezzo all’Atlantico sconosciuta ai più poiché non appare neppure sulle carte planisferiche del pianeta, questa è Madeira. Ma per gli appassionati di calcio famosissima e conosciutissima per aver dato i natali a Cristiano Ronaldo, anche questa è Madeira.



Un mondo incantato con mille sfaccettature dai colori vivacissimi sorto dall’Oceano con rocce vertiginose rivestitesi nel tempo di vegetazione lussureggiante e variegata e antropizzata in parte da operosi colonizzatori che ne hanno reso una meta turistica di prim’ordine, anche questa è Madeira.
Si rimane incantati dalle opere dell’uomo nella fascia bassa dell’isola: strade comodissime, ponti arditi, un’infinità di gallerie e costruzioni abitative per una popolazione numerosa quanto la provincia di Belluno. Poco più in alto le “levadas”, canali che percorrono i fianchi dell’isola per parecchi chilometri per portare la preziosa acqua in ogni dove, opere risalenti a qualche secolo fa e ancora perfettamente efficienti .
Poi nella fascia intermedia trovano posto la lussureggiante “laurisilva” integrata in tempi successivi da pini ed abeti e dall’invadente eucalipto che ne ricoprono i fianchi scoscesi.

Cascata do Risco

Più in su distese di erica arborea e ginestra su degli strani altipiani sconfinati a quota superiore ai 1500 metri sul mare e sopra questi cime aguzze e pareti vertiginose di roccia lavica variegata fin sopra i 1800 metri.
La guida e l’autista molto preziosi ci hanno fatto assaporare il meglio dell’isola nelle escursioni programmate e il gruppo compatto le ha apprezzate con entusiasmo anche se Giordano e Leonildo in una estrema manifestazione di entusiasmo hanno voluto baciare la madre terra riportandone un ricordo indelebile. Tutti i sentieri comodi e praticabili in sicurezza sia lungo le interminabili “levadas” come sull’indimenticabile scalata al Picco Ruivo (1861 metri sul mare) in un saliscendi di più di 3000 scalini su percorso lastricato e protetto o la più comoda passeggiata sulla costa bassa della penisola di San Lorenzo dove i colori e le forme della scogliera erano vere opere d’arte.
Abbiamo apprezzato i colori e le varietà dei fiori tropicali, dei mercati di frutta, ma non di meno la variegata cucina dei ristoranti “A Bica” e “O Regional” in Funchal.
Tutto sommato una bella esperienza, avremmo voluto assaporarla qualche giorno in più e carpire qualche altro segreto nascosto, ma faremo tesoro di quanto acquisito.
Opa, opa, opa.

Giordano




Mongolia

27 febbraio 2019

storia, tradizioni, paesaggi e cultura

Sala Bianchi – Belluno – ore 17:30

Il CTG di Belluno ha invitato Alfredo Savino a parlare, in sala Bianchi in viale Fantuzzi, della Mongolia sotto vari aspetti, a cominciare dalla storia che ha visto nascere con Gengis Khan uno degli imperi più vasti di tutti i tempi al mondo, per continuare con la cultura, le tradizioni e i paesaggi.
La Mongolia è uno dei paesi più alti del mondo ed ha una grande varietà di ecosistemi. È erede di un favoloso patrimonio storico ed architettonico e le tradizioni hanno un ruolo di grande importanza.
Alfredo Savino, laureato in Storia medievale, vive in Mongolia, dove è stato anche Console Onorario italiano, si è dedicato alla diffusione in Italia della cultura e storia mongola, con mostre etnografiche e conferenze.

L’incontro, che servirà anche come introduzione al viaggio, programmato dal CTG in luglio, è aperto alla partecipazione libera della cittadinanza.

 




Corso di storia e cultura locali

Settecento e dintorni
Le sorprese di biblioteche e archivi bellunesi

Gli argomenti delle conversazioni del nuovo ciclo di incontri sulla storia e la cultura locali costituiscono un approfondimento di problematiche legate ai protagonisti e agli eventi, che hanno caratterizzato il territorio bellunese nel corso del Seicento e del Settecento, dal dominio della Serenissima, al suo tramonto, alla diffusione delle idee illuministe, alla fondazione di Accademie, all’avvento dei Francesi e degli Austriaci.

Una ricognizione fatta dagli studiosi col supporto di fonti storiche e letterarie, indagate con particolare attenzione al dato inedito e alle connessioni tra la nostra “piccola” storia e la “grande” storia nazionale.
È il caso di Michele Cappellari (1630-1717), appartenente alla nobile famiglia che, nel 1831, vide salire al soglio pontificio, col nome di Gregorio XVI, Bartolomeo Alberto.
Decano della Cattedrale, esperto latinista e autore di molte opere, soggiornò a Roma dove godette della protezione della regina Cristina di Svezia, mecenate e animatrice dell’Accademia dell’Arcadia, che lo incaricò di scrivere un poema encomiastico in suo onore.
Dalla contestualizzazione del poema “Cristina lustrata”, Francesco Piero Franchi ricava una serie di informazioni che hanno una notevole ricaduta sulla storia della nostra cultura locale, così come dall’opera di Andrea Chiavenna, dedicata alle molte guerre combattute fino all’anno 1648, desume l’ammirazione, dell’autore per i domini “da mar” della Serenissima, per l’eroe della guerra di Candia, Francesco Morosini e per il vescovo locale Lollino.
Dalle settecentesche Memorie di don Flaminio Sergnano, Miriam Curti attinge le più svariate notizie riferentesi alle vicende delle famiglie nobili, ai fatti di cronaca, alle pratiche religiose e alla vita culturale, con particolare riferimento alla Accademia degli Anistamici, luogo di incontro di intellettuali, aperti a contatti con esponenti di ceti più bassi, in nome di una cultura “enciclopedica” e condivisa da tutti, come voleva l’Illuminismo.
E proprio all’Accademia, quando era presidente il conte Giuseppe Urbano Pagani Cesa si ricollega l’esperienza vissuta dal poeta contadino Valerio Da Pos, (1740-1822), prima accolto fra gli Anistamici, poi allontanato, la cui biografia e vastissima produzione, in parte inedita, vengono illustrate da Rosetta Girotto Cannarella, con riferimenti utili anche a comprendere le dinamiche politico-sociali di un’epoca complessa, che vide il succedersi di molte dominazioni.
Rita Da Pont presenta la figura di Luigi Rudio, spirito ribelle ed inquieto come il suo contemporaneo Da Pos, membro nel 1797 di un Governo Centrale di 23 elementi, scelti dai Francesi per rappresentare i tre territori della provincia: Belluno, Feltre, Cadore.
La studiosa, esperta del ‘700 bellunese, ricostruisce la personalità di questa figura di anticonformista, polemico con le autorità ecclesiastiche locali e simpatizzante della rivoluzione francese, partendo dalla scoperta di un testamento redatto dal padre, ricco di informazioni e dati interessanti per la contestualizzazione storica.
Mara Losso conclude il ciclo, riproponendo un personaggio femminile che sta assumendo contorni sempre più precisi e affascinanti: la giovane Marianna Corte, pittrice a cui si deve un ritratto del conte Giuseppe Urbano Pagani Cesa, custodito nel locale Museo Fulcis.
Dopo la “scoperta”, della sua esistenza, le ultime ricerche d’archivio hanno permesso di allargare il campo di indagine, fornendo utili spunti anche per analizzare i rapporti interpersonali e l’evoluzione della condizione delle donne all’interno delle nobili famiglie bellunesi del tempo.

Rosetta Girotto Cannarella

Programma




Pranzo sociale 2019

13 gennaio 2019




Natale 2018

30 dicembre 2018

Scambiarsi gli auguri di Natale e di un felice anno nuovo dovrebbe costituire sempre una circostanza per andare oltre il semplice fatto formale e vivere con pienezza, invece, il vero senso della festa.

Lo sappiamo bene noi del C.T.G. che da anni organizziamo in prossimità del Natale un’occasione di riflessione scandita dalla Messa, a cui accompagniamo una breve visita guidata del luogo di culto che ci ospita e, per finire, un piccolo momento conviviale a base di panettone e bevande varie. Sarà così anche quest’anno con l’appuntamento fissato domenica 30 dicembre alle ore 17 presso la nuova chiesa parrocchiale di Mas di Sedico dedicata alla Madonna Odighitria (termine di origine greca che significa “colei che mostra il cammino”). Prima della celebrazione della Messa si procederà ad una illustrazione storico-artistica dell’edificio eretto fra il 2004 e il 2006 seguendo linee progettuali moderne e dinamiche, la cui definizione, però, è fortemente connotata da una sensibilità tesa a tradurre in segni grafici e strutture architettoniche l’immagine della Madonna come “arca dell’alleanza”. La chiesa contiene anche interessanti opere di Franco Fiabane, Anna Boranga, Brunetta Cornaviera e Luciano Franzin. Seguirà poi la Messa che sarà allietata dal coro parrocchiale di Mas Peron, la cui presenza è garantita anche per qualche canto dopo la funzione, quando ci aspetterà il giusto momento di festa per il palato. Vi aspettiamo dunque numerosi domenica 30 dicembre!




Sri Lanka

tra natura, templi e cortesia

Piovve, spesso piovve, fortissimamente piovve. È stato così per i primi giorni. Poi, un po’ alla volta il monsone si calmò. Comparvero sprazzi di cielo sempre più ampi e il sole ci permise di vedere i paesaggi e i monumenti dello Sri Lanka nei loro colori e nella loro bellezza. Su tutto la figura di quel Budda che in questo paese è venerato sì, ma non adorato come in altri del Sudest asiatico.

Almeno questa è stata la mia impressione. Però le testimonianze dei monasteri, delle fortezze e dei templi antichi ci dicono che quel popolo ha avuto da sempre una propria fierezza e soprattutto una grande riverenza per il dio che hanno raffigurato nelle varie posizioni dense di significato e per i suoi fedeli monaci. Quel popolo che sa esprimere cortesia e accoglienza.

2-12 novembre 2018 Sri Lanka
Abbiamo imparato molto da questo viaggio nell’isola conosciuta anche come “La lacrima dell’India”. Prima di tutto che i suoi abitanti sono gli srilankesi che si distinguono in cingalesi (o singalesi) e in tamil: i primi i “buoni” e gli altri i “cattivi” secondo la nostra guida Suranga. Poi abbiamo conosciuto l’esistenza di giardini e piantagioni lussureggianti, siamo quasi inorriditi nel vedere come tenevano gli elefanti in quella specie di orfanotrofio lager, abbiamo provato qualche brivido nell’assistere al rito dell’incantatore di cobra e ci siamo divertiti nel cogliere le scimmiette nei loro atteggiamenti a volte domestici e altre sfrontati. Siamo saliti lungo scalinate interminabili e abbiamo sguazzato a piedi nudi tra le rovine dei siti archeologici.
L’avventura sul treno è stata unica: quattro ore di gelo puro in una carrozza riservata noi passeggeri di prima classe, mentre il resto della varia umanità locale era assiepato in tante “scatole” torride. La mia scelta fu per la versione popolare. E alla fine del viaggio alla velocità di pochi chilometri all’ora, tra le rigogliose piantagioni di tè (tutte marchiate dalle multinazionali) che ricordavano le nostre colline del prosecco, ecco aprirsi la vallata d’alta quota che faceva pensare a Misurina con il suo lago, ma non con le sue montagne. Roba da ricchi. Mentre le donne raccoglitrici con il volto e il fisico segnati dagli stenti ti venivano incontro con la mano tesa per avere qualche rupia.
Abbiamo sperimentato, seppur senza troppo successo, l’ebbrezza di un breve safari sui fuoristrada. Speravamo di incontrare elefanti, orsi e leopardi. Invece abbiamo dovuto accontentarci di vedere qualche varano, dei bellissimi pavoni e, solo in lontananza, dei coccodrilli e dei bufali. Sì, qualcuno ha intravvisto un leopardo e la sagoma di un elefante. Ma è stato bello lo stesso.

2-12 novembre 2018 Sri Lanka
Infine, diretti verso la capitale Colombo (che nulla ha a che vedere con Cristoforo), abbiamo costeggiato l’oceano e c’è chi vi ha immerso i piedi. Ma lì abbiamo anche percorso le zone che erano state devastate dal grande tsunami di 14 anni fa: 50 mila morti solo nello Sri Lanka.

Maria Zampieri




Portogallo

Pensieri sparsi

  • Vittorio Hugo e Angelo, due diciassettenni. Pantomima dall’orlo del ponte sul fiume Douro a Porto, poi tuffo di 30 metri davanti a una folla di turisti incuriositi. Un’immagine di popolo che rinverdisce l’intrepida e spettacolare temerarietà degli storici navigatori portoghesi, della cui memoria l’attuale Portogallo è tuttora permeato: monumenti, storia, religione, turismo, sport… e di cui Ronaldo CR7 è l’indiscusso protagonista.

  • Coimbra canta, Braga prega, Lisbona si mette in mostra, Porto lavora. Una terra con le sue differenze, da nord a sud, da ovest a est, ma confluenti in uno sforzo comune, organizzato, che cura le case private come il patrimonio pubblico, che nei confronti degli ospiti stranieri ha fatto una scelta linguistica selettiva ma diffusamente praticata: portoghese e inglese stop. E l’Italia?

 

  • Por bem. Un re che scrive sul soffitto la rivendicazione del primato delle buone intenzioni sul pregiudizio. Mi sovviene, in altro contesto ma con significato analogo, l’omnia munda mundis del Fra Cristoforo dei Promessi Sposi.

 

  • Saudade. Nostalgia dolce e vibrante. Mancanza. Attesa. Sfida. Anche superstizione. Parola magica, sintesi dell’atmosfera portoghese.

 

  • Almedina a Coimbra. Nel negozio dei gadget che parlano, attirati da una voce struggente che cantava il Fado e inondava la via. Un commerciante dalla cultura profonda, anche nell’arte della comunicazione. Mezz’ora trascorsa dentro un buco di negozio, alla Porta di Almedina, senza essere importunato. Alla fine ho chiesto al titolare di pagare un biglietto..! Non ha voluto, dicendosi ripagato dalla nostra emozione.

 

  • Messa a Santa Cruz. In portoghese. E penso alle Messe prima del Concilio.

 

  •  Onore al merito al Ctg Belluno, che ha concepito e organizzato così bene un viaggio dai molti stimoli. Grazie di aver rinfrancato l’orgoglio mio e di Donatella di far parte di questa associazione. Un caro saluto a tutti i compagni di viaggio.

 

Giuseppe Marangoni

 

17-24 ottobre 2018 - Paesaggi Portoghesi




Corso di storia 2019

XX edizione anno 2019

Corso di storia e cultura locali

Settecento e dintorni
Le sorprese di biblioteche e archivi bellunesi

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Giovedì 14 febbraio
Michele Cappellari, esametri dattilici per una grande regina: Cristina di Svezia
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 21 febbraio
Cronachisti bellunesi, le testimonianze di Don Flaminio Sergnano
Relatrice: Miriam Curti


Giovedì 28 febbraio
Un inquieto personaggio tra ‘700 e ‘800: Luigi Rudio
Relatrice: Rita Dal Pont


Giovedì 7 marzo
Andrea Chiavenna: le imprese brandoline e Creta ristorata
Relatore: Francesco Piero Franchi


Giovedì 14 marzo
Valerio Da Pos: poeta contadino
Relatrice: Rosetta Girotto Cannarella


Giovedì 21 marzo
Marianna Corte: la riscoperta di una pittrice
Relatrice: Mara Losso


Gli incontri si terranno a Belluno presso la Sala Bianchi in Viale Fantuzzi, 11 con inizio alle ore 17:30.
Coordinatrice: Rosetta Girotto Cannarella
Il calendario degli incontri, per motivi contingenti, potrebbe subire delle modifiche. 
Le iscrizioni si ricevono con il versamento della quota di € 30 presso la Sede del CTG Belluno 
– Via Carrera, 1 – tel. 0437 950075 negli orari di apertura.

Informazioni in sede




Impressioni d’Etiopia

Quanta gente in cammino dal mattino fino all’imbrunire!!

bambini ed adulti carichi di merci ( taniche per l’acqua, fascine di canne da zucchero, sorgo, mais, legna etc…) camminano con disinvoltura tra carretti trainati da asini e mandrie ( di zebù, pecore, capre ed asini) che occupano disordinatamente la strada; taxi collettivi, corriere, Bajaj e camion completano il traffico.
Bambini e ragazzi sorridenti imbracciando libri e quaderni si dirigono verso le rispettive scuole.
Chissà, tutte queste persone, da dove vengono, quanta strada devono percorrere quotidianamente per comperare o vendere?!

I nostri autisti sono sempre puntuali, cordiali e disponibili. Io viaggio sulla jeep n°4, l’autista si chiama Muluken ( per gli amici Mule) ed è bravissimo ad evitare le numerose buche sul percorso ed a fare lo slalom nel convulso traffico della capitale. Inoltre è sempre pronto a segnalarci qualcosa di significativo, specialmente i vari tipi di uccelli illustrandoceli con l’ausilio di un bel libro a tema.

Le mani: quelle di chi ti invita a danzare che siano al villaggio etnia Dorze od alla cena etnica ad Addis Abeba. Le mani, a volte invadenti, dei bambini con il caratteristico richiamo “yu yu” chiedendo birr, pen o…altro ma anche imparano a contare fino a 10 dall’amarico all’italiano alla festa del Meskel mentre aspettiamo l’accensione del falò. La mano salda e gentile di Baru di etnia Borana che mi aiuta nella discesa e risalita al cratere di El Sod e canta una filastrocca per aiutare Maria Teresa a superare un momento di crisi durante la risalita.

Penso a quanto strani possiamo sembrare noi quando visitiamo i villaggi delle varie etnie.
Qui siamo noi gli stranieri. Guardiamo e fotografiamo, curiosi, i Karo i Konso gli Hammer.
Ma forse non ci rendiamo bene conto che anche noi abbiamo i nostri “riti” e modi per affermare la nostra appartenenza ad un “clan” ( piercing, tatuaggi, ma anche abiti tradizionali, divise, inni e processioni…).

Tiziana




Proposte viaggi 2019

Non è vero.
Ricordiamoci che la natura
vergine come l’ha fatta Dio,
sta diventando un’autentica ricchezza.
Di tale ricchezza
le Dolomiti sono una miniera prodigiosa
che il mondo sempre più ci invidierà.
Ma la si sfrutta ciecamente
per smania di pompare soldi
un bel giorno non ne resterà una briciola.
Ci saranno ancora le montagne
ma deturpate, involgarite, istupidite,
ridotte a mucchi di pietra senza senso.

(Dino Buzzati)

  • LE CAMELIE DELLA LUCCHESIA: tra borghi e giardini
    Nei borghi di Pieve e Sant’Andrea in Compito, nelle vicinanze di Lucca, si svolge la Mostra “Antiche Camelie della Lucchesia” evento unico dove paesaggio, storia e piante secolari si mescolano creando curiosità e suggestione. LUCCA città, romantica, appartata, avvolta nella consapevolezza di un passato illustre; cinta dalle mura rosse, che conserva gelosamente l’intatto tessuto antico con notevoli monumenti e opere d’arte.
    Si potranno ammirare 750 specie di camelie provenienti da tutto il mondo, visitare dimore storiche con i loro giardini secolari, partecipare a una vera cerimonia del tè giapponese e assaggiare piatti e prodotti tipici del territorio.
    periodo: 30/31 marzo 2019
    pensione completa
    trasporto: pullman

 

  • LAZIO da scoprire e CASERTA: i gioielli del Sud
    Nel Lazio non c’è solo la capitale. Nel suo lembo più a sud scopriremo leggende medievali e città perdute, giardini rigogliosi e castelli che dominano il territorio, borghi arroccati dalla storia millenaria e moderne urbanizzazioni in stile razionalista, templi e monasteri … fino ad approdare alla mitica riviera di Ulisse, selvaggia e magnifica. Tra i luoghi che visiteremo: Subiaco, per scoprire le radici del monachesimo, Sermoneta e i Giardini di Ninfa “la Pompei del Medioevo”, Gaeta e Sperlonga, vere perle della Riviera, Terracina dominata dal tempio di Giove Anxur, Sabaudia nel cuore del Parco Nazionale del Circeo, una delle più antiche aree protette d’Italia. Una giornata sarà interamente dedicata a Caserta: la Reggia Borbonica – la più grande del mondo per volume- tornata a risplendere sotto la direzione illuminata di Mauro Felicori, il Parco Reale ed il suggestivo borgo medievale di Casertavecchia.
    periodo: 18/23 aprile 2019 (Pasqua)
    pensione completa
    trasporto: pullman

 

  • SICILIA (orientale): arte, fascino e sapori
    Quanto fascino nella Sicilia Orientale, dove la storia si intreccia con la leggenda!
    Tutta da scoprire, conoscere e vivere attraverso un ventaglio di natura, storia e tradizione.
    E proprio la natura sembra aver destinato a questa terra le sue maggiori meraviglie: monti, colline, e soprattutto il mare, che con i suoi incredibili colori, la trasparenza delle acque e la bellezza dei suoi fondali. In questa terra, il Mediterraneo offre scenari, profumi e sapori così unici e intensi che solo una natura incontaminata può regalare. Un fascino arricchito anche dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le antiche origini della Trinakrìe (antico nome della Sicilia), e dai tanti monumenti, testimonianza di un’arte che ha saputo forgiarsi nel corso dei secoli.
    periodo: 4/11 maggio 2019
    pensione completa
    trasporto: aereo + pullman

 

  • SOGGIORNO marino: meta da definire

 

  • PLITVICE: il regno delle acque
    Roboanti cascate si tuffano in laghi verde smeraldo, circondati da foreste lussureggianti e suggestive rocce carsiche: benvenuti al Parco di Plitvice! Il Parco Nazionale di Plitvice è semplicemente stupendo, con i suoi 16 laghi che formano cascate e rapide circondate da foreste ricchissime di vegetazione e di animali selvatici. Le cascate sono ciò che più rimane impresso nei ricordi dei visitatori, tanto che per molti questo luogo è noto come “le cascate di Plitvice”.
    Il verde vivido della vegetazione e lo smeraldo dell’acqua dei laghi, che talvolta si tingono di azzurro, blu o grigio, sono le tonalità dominanti di questo straordinario scenario naturale.
    periodo: 31 maggio/2 giugno 2019
    pensione completa
    trasporto: pullman

 

  • LE TRE CAPITALI del NORD: il sole a mezzanotte
    Un viaggio alla scoperta delle tre capitali scandinave, città dinamiche, ricche di cultura e storia, circondate da paesaggi fiabeschi ed incontaminati. L’itinerario parte da Oslo, capitale della Norvegia, in una posizione privilegiata a ridosso dell’Oslofijrd, circondata dal mare e da un paesaggio di verdi colline. Da Oslo, in nave, si raggiunge Copenaghen, la città della celebre Sirenetta, dove le tortuose stradine di ciotoli del centro storico ed i grandiosi palazzi reali sono sicuramente le attrazioni di punta. L’itinerario si chiude con Stoccolma, caratteristica capitale della Svezia: sorge su 14 isole che affiorano dove il lago Mälaren incontra il Mar Baltico, collegate attorno ad uno dei centri medievali più grandi e meglio conservati in Europa.
    giugno 2019 (7gg.)
    pensione completa
    trasporto: aereo + pullman

 

  • MONGOLIA: un viaggio nell’infinito
    Una delle zone più remote ed incontaminate del nostro mondo, dove la gente vive ancora in maniera nomade nelle loro tipiche abitazioni, che vengono montate e rimontate ad ogni fine stagione. In poche parole la Mongolia è questa!
    Avremo modo di scoprire come questi popoli vivano ancora di allevamento, dai cammelli del deserto dei Gobi, ai cavalli della steppa e foresta siberiana. Ma questo Paese non offre solo paesaggi spettacolari, è anche ricco di storia, come le rovine di Kharakorum, l’antica capitale del temibile Impero Mongolo di Gengis Khan, di cultura, come Erdene Zuu Hiid, il primo monastero buddista in Mongolia.
    Lasciamoci pertanto catturare da questo Paese dagli orizzonti sconfinati a perdita d’occhio e dai ritmi di altri tempi, nel Paese spesso definito la “Terra del cielo blu”.
    luglio 2019 (2ªquindicina)
    pensione completa
    trasporto: aereo + jeep

 

  • CROCIERA SUL DANUBIO: da Passau a Vienna
    Il Danubio è l’arteria pulsante del vecchio Continente.
    Scoprire l’Europa da una prospettiva speciale; il grande fiume solca dieci Stati e in quasi tremila chilometri disegna i paesaggi influenzando da sempre le culture della Mitteleuropa.
    Una crociera sul Danubio è l’occasione per ricongiungersi o scoprire per la prima volta l’anima autentica dell’Europa.
    Scoprire il barocco di Passau, immergersi nel dinamismo di Linz, ammirare l’Abbazia di Melk, passeggiare nel borgo di Durnstein, ascoltare la musica di Vienna, dove ovunque aleggia il mito di Sissi.
    agosto 2019 (6 gg)
    mezza pensione
    trasporto: pullman + nave

 

  • HEVIZ (Ungheria): salute, benessere e bellezza
    L’Ungheria è uno dei Paesi più ricchi al mondo di acque termali ed Heviz, dove esiste il lago termale più grande d’Europa, ne è la stazione più importante. Il CTG frequenta Heviz da una decina di anni con risultati manifesti e soddisfazione dei partecipanti.
    Vi si praticano varie terapie, secondo criteri naturali, con applicazioni particolarmente indicate per malattie reumatiche e delle ossa in genere. C’è pure la possibilità di praticare la meccanoterapia (massaggi), elettroterapia, balneoterapia, reflessoterapia, ecc. Il tutto a prezzi molto contenuti! L’ambiente circostante presenta un considerevole interesse turistico, con possibilità di fare brevi e piacevoli escursioni lungo il lago Balaton.
    periodo: 18 ago./1 sett. 2019
    pensione completa o mezza pensione e cure
    trasporto: pullman

 

  • GEORGIA e AZERBAIGIAN: civiltà millenarie
    Splendido viaggio nel Caucaso, catena montuosa situata al crocevia tra Europa e Asia, che si distingue per la sua cultura e diversità linguistica. Questo itinerario tocca la Georgia, dove si possono scoprire una natura incontaminata, fortezze medievali, chiese antiche e gente ospitale, per passare poi in Azerbaigian, che incanta con torri a fiamma, architettura orientale e avveniristici edifici.
    Monasteri, chiese e castelli, sullo sfondo dei paesaggi di una bellezza incredibile di montagne ricoperte di neve e verdi vallate, sono testimonianze di una storia straordinariamente ricca. Qui le civiltà si sono succedute nel tempo formando una cultura unica nel suo genere, la cucina e le tradizioni popolari di cui rimarrete affascinati, mentre la famosa ospitalità caucasica rende il viaggio un’esperienza davvero indimenticabile.
    settembre 2019 (1ªquindicina)
    pensione completa
    trasporto: aereo + pullman

 

  • SENEGAL: natura, musica e colori di un popolo vivo
    Il Senegal è un Paese curioso ed affascinante. Spiagge di sabbia fine, distese di palme da cocco ed un entroterra selvaggio dai colori forti caratterizzano questa zona dal clima ideale.
    A nord le dune del Sahara lambiscono il corso del fiume Senegal e la savana punteggiata di baobab millenari si apre in canali navigabili bordati di mangrovie fino a raggiungere in Casamance la lussureggiante foresta tropicale.
    La caratteristica principale del popolo senegalese è di essere tradizionalmente molto ospitale, per la stessa impostazione culturale dei suoi abitanti.
    Ma un viaggio in Africa occidentale è soprattutto un’occasione per scoprire un mondo di tradizioni millenarie, di antichi imperi fondati sul controllo delle rotte carovaniere del commercio di oro e spezie.
    periodo: ottobre 2019 (8 gg)
    pensione completa
    trasporto: aereo + pullman

 

  • UMBRIA: la magia del Natale
    Presepi, manifestazioni ricche di folklore, mille bancarelle e tante luci sono l’anima di un Natale che l’Umbria regala a tutti coloro che cercano un luogo magico, ricco di fascino e spiritualità. Ad Assisi, fulcro nevralgico della cristianità, i presepi saranno in ogni dove: quello allestito nel prato della Basilica di San Francesco, ha personaggi in terracotta a grandezza naturale. Le luci diventano protagoniste di molti eventi come quello di Gubbio dove, dal 7 dicembre, sulle pendici del monte Ingino si accende il più grande albero di Natale del mondo: oltre 300 sorgenti luminose collegate da 8.500 metri di cavi elettrici per un effetto cromatico unico. A Perugia infine, all’interno di uno dei monumenti storico-architettonici più suggestivi del centro Italia, la Rocca Paolina, il mercatino di Natale accoglie espositori selezionati da tutta Italia con le migliori produzioni artigianali di qualità.
    periodo: 6/8 dicembre 2019 (Ponte Immacolata)
    pensione completa
    trasporto: pullman

I programmi e le date sono puramente indicativi e potranno subire alcune variazioni

ADESIONI PROVVISORIE ED ISCRIZIONI VIAGGI 2019
Adesioni provvisorie per i viaggi sopra indicati, come per tutte le altre proposte in calendario, 
si possono dare senza impegno a decorrere da sabato 24 novembre 2018, apertura Sede ore 9:00, 
per non più di un'altra persona, fino alla pubblicazione dei programmi.
Per i programmi già pubblicati è richiesta l’iscrizione con il versamento dell’acconto.

Maggiori informazioni in sede




Foto

vai alle foto di Roma 5 – 7 ottobre 2018

5-7 ottobre 2018 - Roma - tra arte e fede5-7 ottobre 2018 - Roma - tra arte e fede  

 

 

 

 

 

 

vai alle foto di Bergamo 14 ottobre 2018

14 ottobre 2018 - Bergamo e Lorenzo Lotto  14 ottobre 2018 - Bergamo e Lorenzo Lotto




Viaggio in Etiopia

La valle dell’Omo

Breve riflessione

Oggi riguardavo le foto e mi sono detta : “Sto rivedendo il nostro album di famiglia” perché noi veniamo da lì, da quelle terre dove è stata ritrovata Lucy ed altri ominidi, tutti nostri parenti evolutivi.
Ed è dalla Rift Valley che è iniziata la migrazione che continua e continuerà perché l’uomo è “migrante” per sua natura.

Ma quante differenze!!!!!!

“Noi siamo più evoluti” questa è l’affermazione ricorrente.

Ma più evoluti in che cosa?

  • nel voler possedere sempre di più
  • nell’usare in maniera indiscriminata i beni che la natura ci elargisce
  • nel rifiuto del diverso
  • nell’essere sempre in “affanno”

Abbiamo visitato vari villaggi, etnie diverse, ma una cosa li accomunava: la serenità, la tranquillità, ma soprattutto il loro vivere in comunità, la condivisione.
Da noi a volte non si conosce nemmeno chi abita nello stesso condominio.

Quindi due considerazioni conclusive:

  • abbiamo le stesse radici
  • nonostante ci riteniamo più evoluti, dobbiamo riconoscere che gli altri possono darci molto.

Luisa Fasolo




Sabatambientali

autunno 2018

Il ciclo autunnale dei Sabatambientali, organizzato dal CTG, si è svolto regolarmente a cavallo di settembre e ottobre, sfruttando giornate quasi estive.
Con la prima uscita sabato 29 settembre ci siamo recati a Feltre a visitare il nuovo Museo Diocesano sito in Via Paradiso. Ad accoglierci la dott.ssa Tiziana Conte, curatrice del Museo, che ci ha accompagnato di sala in sala, illustrandoci con competenza e passione i vari pezzi esposti e i locali finemente affrescati, riservandoci qualche curioso aneddoto sul lavoro di recupero e restauro di alcune opere d’arte. L’ala nuova, recentemente restaurata, ha affascinato tutti i presenti e suggestivo è stato il colpo d’occhio verso Feltre affacciandosi dalle finestre.

Sabatambientali autunno 2018

Sabato 6 ottobre il tempo ci ha quasi tradito ma ci siamo ritrovati lo stesso in quasi una ventina a Mel a percorrere le stradine di Follo, dove Michele ci ha illustrato la Chiesa di S. Gottardo e la storia di alcune famiglie che hanno vissuto nel passato nella località zumellese. La sempre affascinante Carrera ci ha condotto alla piazza di Mel, ora uno dei “Borghi d’Italia” nonché fregiata dalla bandiera arancione riconoscimento conferito dal Touring Club Italiano, non prima di essere entrati nell’androne di un antico palazzo, grazie all’ospitalità della proprietaria.

Sabatambientali autunno 2018

Il ciclo si è concluso sabato 13 ottobre a Caralte dove siamo stati ospiti dei Gruppi Vallesane del Cadore e Zafferano Dolomiti. In più di trenta persone abbiamo assistito alla spiegazione e prova di intaglio dei collari in legno che, in occasione della suggestiva transumanza, addobbano le capre vallesane, mansuete capre dal vello molto folto e lungo e dalla particolare colorazione metà nera e metà bianca, che abbiamo poi raggiunto al pascolo. La visita è proseguita attraverso un boschetto per scendere al ponte sul Piave dove, una volta, sorgeva il Cidolo, una specie di chiusa artificiale, costruita interamente in legno, che fungeva da sbarramento per i tronchi che fluitavano lungo il fiume provenienti dal Cadore. Giunti a Sacco, piccola borgata in comune di Perarolo, abbiamo potuto vedere come si coltiva lo zafferano, con alcuni fiori dall’acceso color lilla già pronti per essere raccolti entro qualche ora. A concludere la visita un assaggio di alcuni formaggi di capra e gustosi dolcetti allo zafferano, oltre alla spiegazione da parte di una esperta cuoca di alcune semplici ricette da fare con il cosidetto oro rosso.
Anche stavolta abbiamo quindi scoperto alcune delle ricchezze della nostra provincia, territorio che non smette mai di sorprenderci per la varietà e l’interesse dei suoi luoghi.

Sabatambientali autunno 2018




Etiopia 2018

La nostra grande avventura nella Valle dell’Omo

LORO
“Popoli della Valle dell’Omo, dove tutto è iniziato” recitava il titolo del viaggio in Etiopia. Io dico: dove tutto è rimasto lì nella notte dei tempi. Dal canto mio credo di aver scoperto il “buco nero” dell’Africa. In tutti i sensi. Un buco dal quale quelle popolazioni faticano ad uscire perché legate a tradizioni ancestrali condite con un intruglio di magia, religiosità e tradizioni varie; un buco dove si frustano le donne forse per puro predominio maschile e dove queste vittime si beano di ferite sanguinanti e di piaghe virulente che esibiscono con chissà quale orgoglio anche quando diventano orribili cicatrici sulla schiena; un buco dove il giovane maschio è sottoposto a iniziazione col rischio di essere espulso a vita dalla società se non riesce a saltare su un palcoscenico fatto di schiene di tori, anzi di zebù, frastornati da chiassosi balli e schiamazzi tribali; un buco dove le donne per essere più belle si massacrano il labbro per inserirvi un piattello sempre più grande e sempre più pesante.

Avevo già visitato l’Etiopia nella regione del Tigray e dello Scioa e ne ero rimasta impressionata profondamente sia per il livello di povertà di quel popolo che cammina e sia per la bellezza delle chiese rupestri e per la maestosità dei picchi montuosi. Ma stavolta a colpirmi è stata l’arretratezza in termine assoluto. Si dirà: siamo sicuri che il progresso sia la forma migliore del vivere? Forse non lo siamo. Ma constatare che al mercato vendono persino la pietra levigata e il sasso per frantumare i semi per farne farina, beh… la cosa la dice lunga. Credo che non ci voglia molto per costruire un seppur rudimentale macinino. D’altronde se per arare trascinano ancora un bastone di legno per fendere le zolle, significa che siamo ben lontani dal mettere in moto una qualsivoglia inventiva per migliorare lo stato del vivere.
Deludenti, secondo me, sono state le guide locali Michelangelo e Andrea, scoordinate e confusionarie nelle rare spiegazioni al gruppo riunito, ma talvolta date a gruppetti estemporanei: chi c’era c’era e gli altri dovevano accontentarsi del passa parola. Soprattutto la prima guida si limitava a dare sfoggio di cultura generale sull’origine delle etnie, ma con gravi lacune nel riferire – o con volontà di mascherare – realtà evidenti che ancora isolano il Paese in un mondo che corre.

NOI
Ma tralasciamo i miei ragionamenti personalissimi sulla qualità della vita nel sud dell’Etiopia e veniamo a noi 26 del Ctg partiti belli e pimpanti e ritornati impolverati e stremati. Ma felici, almeno per quanto mi riguarda. Sulla schiena ormai a pezzi avevamo chilometri e chilometri, ben 2500, sui fuoristrada in continuo sussulto e “schivanelle” per evitare non solo le voragini lungo il percorso (asfalto con solo tre anni di vita!), ma per non fare stragi di esseri viventi quali greggi, mandrie, uomini e bambini danzanti in mezzo alla strada.
Come detto, abbiamo visto davvero cose dell’altro mondo nella nostra grande avventura nella Rift Valley guidati da Anacleto. Una volta giunti in Africa – a parte l’inconveniente del museo di Addis Abeba senza energia elettrica – i più sono partiti subito alla grande con la calata nella bocca di un antico vulcano che forma il lago nero El Sod da cui si estrae il sale. Tutto bene in discesa, ma problemi in salita: se Maria Teresa era emersa dal cratere paonazza, Loredana era simil-cadavere. In una ipotetica gara al femminile la vittoria è stata conquistata da Loretta, tallonata da Bruna. Mentre la scalatrice Clara non si è potuta esprimere: a lei il compito di “scopa”. Tra i maschi non c’è stata storia: i soliti Leonildo, Elio, Lorenzo… dai muscoli di ferro.

A parte la parentesi “poverella” al Borana Lodge di Yabelo dove per rifare i letti – meglio dire giacigli – è bastato che tirassero su le coperte, siamo stati alloggiati abbastanza bene. Indimenticabile è stata la sfarzosa e affascinante Festa del Meskel a Jinka. La cerimonia per noi è stata ancor più coinvolgente dal momento che il nostro super operatore Efrem è stato invitato dalle troupe televisive locali a collaborare con loro e a salire sul palco principale per fare le riprese.
Intanto il viaggio nella Valle dell’Omo proseguiva tra popolazioni primitive e abbastanza ostili, che si ammorbidivano e si mettevano in mostra in cambio di una manciata di birr (pochi centesimi di euro). E così si susseguivano molte altre situazioni da zoo che francamente facevano stringere il cuore, o quanto meno riflettere. Eppure tutti noi, con i nostri rimorsi, lì ostinati a scattare le foto e magari a brontolare se qualcuno si metteva entro il nostro mirino.
Col passare dei giorni nei 7 fuoristrada della nostra carovana i singoli equipaggi rinsaldavano amicizie e ne creavano di nuove per poi ritrovarsi tutti insieme la sera nei lodge. Ma qui il bello – si fa per dire – era che ognuno stava per proprio conto a smanettare con gli smartphone che però il più delle volte non si connettevano con casa. Non solo i più giovani, a dire il vero di young c’era solo Verena, ma anche i più attempati non tiravano su lo sguardo dal display fino a quando immancabilmente non mancava la corrente.
Il bello di questi viaggi impegnativi è che i partecipanti sono un po’ Moschettieri: “tutti per uno e uno per tutti”. Se qualcuno non si sente bene ecco che scendono in campo gli “esperti”. E noi avevamo addirittura tre medici: Enrichetta, Laura ed Emanuele; e due super infermiere: Tiziana e Loredana. Non mancavano i consigli di Edda, il dinamismo di Ines, il sempre presente buon senso di Ivette, le battute pronte di Loris o il sorriso accomodante di Elena. Poi c’erano le professioniste del clic Bianca e Laura. A completare il gruppo numeroso, ma tutto sommato compatto, c’erano i meno “casinisti” Paola, Patrizia, Luisa e Alberto. Insomma nella Rift Valley etiope eravamo davvero una bella comitiva.

Maria Zampieri




Normandia e Bretagna

tra luoghi pittoreschi, scogliere e maree

Mamma mia che viaggio!!! Se dovessi ripensare a tutto quello che ho visto e ascoltato dalle guide che ci hanno accompagnato lungo questo itinerario, rischierei sicuramente di fare una confusione madornale! Allora chiudo gli occhi e rivedo ciò che mi ha maggiormente colpito e che è rimasto impresso nella mia mente. Subito inizia a scorrere una serie di immagini che si susseguono rapide come i fotogrammi di una pellicola.


La prima cosa che mi appare è la campagna francese, oltre il Monte Bianco, con le sue distese sconfinate di frumento ormai maturo e di granoturco, frammiste ai campi gialli dei girasoli. Acqua, acqua ovunque, fiumi grandissimi sovrastati da ponti avveniristici, ai quali noi non siamo abituati.
Un flash su Versailles e poi Rouen dove la cattedrale troneggia sulla piazza ostentando le sue trine in gotico fiammeggiante, mentre l’orologio astronomico con gli agnelli ricorda il commercio della lana e un’altissima croce nel vecchio mercato il martirio di Giovanna D’Arco.
I colori vivaci e i giochi di luce della notte nel porto di le Havre danno risalto a un’architettura davvero moderna e a dir poco audace.
Ecco davanti ai miei occhi Étretat, adagiata tra prati verdi e mare blu nel quale si tuffano le bianchissime e verticali falesie della Costa di Alabastro dalle forme più strane, mentre i gabbiani, padroni indiscussi del vento, aleggiano sopra di noi.
Honfleur, in contrapposizione a Étretat, presenta le sue case a carattere nordico in ardesia nera che si riflettono nelle acque del piccolo porto tra i colori sgargianti delle barche attraccate. Nel centro storico la chiesa di Sainte Catherine è davvero particolarissima con il suo campanile isolato e il soffitto simile ad un immenso “drakkar” rovesciato.
Le abbazie medievali di Caen e il suo possente castello fortificato non lasciano minimamente pensare al “martirio” subito durante la Seconda Guerra Mondiale. Solo la vecchia chiesa di Saint Etienne lo testimonia con i suoi ruderi. Qui il sole tramonta molto tardi ed è proprio in questi attimi che la città con le sue maestose architetture in pietra di Caen dai toni quasi aranciati, assume un fascino tutto particolare.
L’arazzo di Bayeux scorre come una sorta di cartone animato medievale, raccontando la conquista Normanna dell’Inghilterra. Sul tessuto di lino, i fili di lana dai colori naturali intessono scene di vita quotidiana, di navigazione, di guerra con personaggi riccamente vestiti dalle espressioni chiare e significative. Una cosa non dimenticherò sicuramente: i cavalli austeri, eleganti e leggiadri.
Con l’immagine di Arromanches si apre il sipario sullo sbarco in Normandia. I resti del porto artificiale si stagliano all’orizzonte, in mezzo al mare. Le batterie di artiglieria tedesche a Longues sur Mer mi impressionano per le loro possenti strutture. Ma sono i cimiteri sparsi in questo territorio che impongono un rispettoso silenzio. Le migliaia di croci bianche di quello americano a Colleville sur Mer sopra alla spiaggia di Omaha Beach, mi fanno venire ancora un tale nodo in gola che a fatica riesco a ricordare le spiegazioni di Gilles.
L’abbazia di Mont Saint Michel al tramonto è piuttosto inquietante, ma durante il giorno l’isola si manifesta in tutta la sua bellezza granitica e maestosa, in mezzo ai sedimenti sabbiosi lasciati dalle acque dei fiumi Sée, Sélune e Couesnon.
Con Saint Malo, città corsara, si entra in Bretagna dove l’uomo vive in simbiosi con il mare. I bastioni in ardesia, a difesa del porto, contrastano con il giallo dei licheni e il verde-azzurro delle alghe e dell’acqua. Granchi giganti, ostriche, astici e “galette” ecco i piatti tipici di questa frizzante città. E che dire delle caramelle mou e dei dolci salati? Una delizia!!!
Il cielo plumbeo nulla toglie alla scogliera di granito rosa dove lungo il Sentiero dei Doganieri convivono le palme con gli eucalipti e i pini.
Les Enclos Paroissiaux, i complessi parrocchiali recintati, sono una peculiarità dell’arte cristiana in Bretagna e sono rimasti saldamente impressi nella mia mente. L’arco trionfale, la chiesa, il calvario e la cappella funeraria realizzati in “kersantite”, lo scuro granito bretone con i proventi della vendita del lino, testimoniano la grande devozione di queste genti, nonché il bisogno di sentirsi protetti dai demoni. I calvari, in particolare, hanno una funzione didattica davvero speciale che mi consente di “leggere” la Passione di Cristo attraverso una sorta di “racconto” arricchito da elementi figurativi scolpiti alla base della croce posta all’esterno della chiesa.
Con Brest siamo di fronte all’Oceano Atlantico. Un porto che subito a prima vista con la sua massiccia fortezza, i suoi ponti, le darsene con le navi e gli elicotteri ti lascia intuire la sua funzione di base navale militare.
Attraverso una brughiera mista di ginepri, macchie di eriche e ginestre ecco che appare la punta estrema della Francia: Pointe du Raz. I fari in mezzo al mare, insieme alla statua della Madonna dei naufraghi rammentano la pericolosità di queste altissime scogliere schiaffeggiate dalle onde color smeraldo.
Non è possibile scordare Douarnenez con i suoi porti e i cimiteri navali e men che mai Locronan, la meravigliosa cittadina ridondante di ortensie. Ortensie in tutte le gradazioni dal rosa al viola, dal celeste al blu intenso che danno un tocco di colore alle sue case cinquecentesche in granito che circondano la splendida chiesa gotica dedicata Saint Ronan.
Alta e slanciata la cattedrale di Saint Corentin a Quimper accoglie un vezzoso matrimonio.
Acqua, ponti infiorati e mulini, questo regala ai miei occhi il pittoresco villaggio di Pont d’Aven e capisco perché abbia incantato anche molti famosi pittori tra i quali il post-impressionista Paul Gauguin.
Magistralmente allineati e saldamente inchiodati al terreno i megaliti di Carnac si manifestano in tutta la loro misteriosa imponenza.
Vannes appare come una città di straordinaria eleganza. Il piccolo porto, il lavatoio medievale, il castello con i suoi massicci bastioni addolciti da rigogliosi giardini fioriti, riempiono i miei occhi. Tra le coloratissime case a graticcio della città vecchia svetta grandiosa la sobria cattedrale gotica di Saint Pierre e cosa vi trovo all’interno? La tomba con le spoglie di S. Vincenzo Ferrer, santo molto amato in agordino per i suoi miracoli sui bambini e al quale è stata dedicata anche una piccola chiesetta proprio in una frazione di Agordo.
Nantes tra le acque della sua Loira ci accoglie verso sera sfoggiando il prestigioso Castello dei Duchi, la sontuosa cattedrale di Saint Pierre e Paul e il fastoso Hotel de Ville tutto in affascinante stile gotico.
Nonostante l’avessi già vista in un precedente viaggio, la maestosa cattedrale di Saint Etienne a Bourges mi incanta con i suoi possenti archi rampanti, i portali riccamente decorati e le vetrate dalle dimensioni eccezionali che regalano all’occhio del visitatore un suggestivo gioco di luci e colori. E il vecchio furgoncino degli artigiani pasticceri e cioccolatieri di Bourges? Fantastico!!!
Una notte a Lione e poi ecco di nuovo il Monte Bianco, attraverso il quale si rientra in Valle D’Aosta che con i suoi storici castelli è proprio la ciliegina sulla torta.
E ora, nel riaprire gli occhi, avverto una forte sensazione di sazietà, di piena soddisfazione, proprio perchè anche questo viaggio, come altri che ho fatto, mi ha arricchito interiormente con la varietà delle sue proposte che ho potuto condividere con un fantastico gruppo di amici.

Barbara




Sabatambientali autunno 2018

Escursioni nella natura, arte, storia e tradizioni della Val Belluna e dintorni


Sabato 29 settembre 2018

FELTRE: il Nuovo Museo diocesano di arte sacra
A vent’anni esatti dal primo progetto, e con solo tre mesi di chiusura totale al pubblico, il Palazzo Vescovile di via del Paradiso a Feltre riapre ai visitatori. Nei suoi locali nasce il Nuovo Museo Diocesano di Feltre e Belluno che in 27 sale raccoglie un impressionante numero di opere d’arte di elevatissimo spessore. Accompagnati da una guida ci verranno svelati i suoi tesori e i segreti di un restauro condotto seguendo la più complessa delle filosofie, quella che conserva il racconto del tempo aprendo contemporaneamente lo spazio al nuovo.

Appuntamento: Appuntamento: a Belluno – Piazzale Resistenza ore 14:30 o a Feltre parcheggio in Pra del Moro ore 15:00
Durata: circa 2h
Dislivello: nessuno
Interesse: culturale
La visita prevede il costo di un biglietto di ingresso di € 5,00 più la spesa della guida € 40,00 che verrà divisa tra i partecipanti.
Accompagnatore: Margherita Marzemin (cell. 339/4495929)


Sabato 6 ottobre 2018

MEL: da Fol alla piazza di uno dei “Borghi più belli d’Italia”
L’itinerario ci permetterà di conoscere l’abitato di Follo e la sua chiesetta quattrocentesca ricca di affreschi e altre opere d’arte, ma contraddistinta anche dalla presenza di segni della devozione popolare nei riguardi di San Gottardo. Da qui saliremo verso Mel lungo l’antica strada denominata “Karera” e, durante il tragitto, avremo l’opportunità di osservare tracce della presenza di importanti famiglie del luogo e di conoscere alcune storie dal sapore quasi di leggenda.

Appuntamento: L’itinerario ci permetterà di conoscere l’abitato di Follo e la sua chiesetta quattrocentesca ricca di affreschi e altre opere d’arte, ma contraddistinta anche dalla presenza di segni della devozione popolare nei riguardi di San Gottardo. Da qui saliremo verso Mel lungo l’antica strada denominata “Karera” e, durante il tragitto, avremo l’opportunità di osservare tracce della presenza di importanti famiglie del luogo e di conoscere alcune storie dal sapore quasi di leggenda.
Appuntamento: a Belluno – Piazzale Resistenza ore 14:30 o a Mel parcheggio del Kanguro ore 14:45
Durata: circa 2h30′
Dislivello: circa 100 metri
Interesse: antropico, artistico
Calzature e abbigliamento: comodo
Accompagnatore: Michele Buoso (cell. 333/9572357)


Sabato 13 ottobre 2018

CARALTE: lo Zafferano ovvero l’oro rosso della Dolomiti
Arrivati a Caralte – località Cima Molino – parcheggeremo le auto nello spazio Marmi Cadore.
Ospiti del Gruppo Zafferano Dolomiti ci verrà data dimostrazione dell’intaglio artigianale dei collari in legno che vengono fatti indossare alle caprette Vallesane durante la transumanza. Ci verrà descritta la loro razza e visiteremo il loro pascolo. Breve trasferimento a Sacco, piccolo borgo sul greto del Piave e visita alla coltivazione dello Zafferano Dolomiti, con descrizione della qualità della spezia coltivata nel Bellunese.
Seguirà un momento conviviale con degustazione di prodotti derivati dal latte di capra, Plum cake e Mignon di pasta frolla allo zafferano e il Cremoso allo Zafferano Dolomiti.

Appuntamento: a Belluno – Piazzale Resistenza ore 14:30
Dislivello: minimo
Durata: circa 2h30′
Interesse: naturale e antropico
Calzature e abbigliamento: comodo adatto a camminare sui sentieri e sui prati.
La visita prevede il contributo di € 5,00
Accompagnatore: Margherita Marzemin (cell. 339/4495929)


NOTE GENERALI

Mezzi di trasporto: privati con spesa di euro 0,25 al km per auto, da distribuire tra gli occupanti di ogni
mezzo.
Rientro: verso le ore 18:00 – 18:30
Animazioni: le uscite saranno guidate da animatori del CTG con possibili collaborazioni esterne, per le
quali può essere eventualmente richiesto un contributo.
Partecipazione: aperta a tutti (soci e non soci) 
Informazioni: presso la sede del Gruppo “Belluno” – Via Carrera n. 1, nelle ore di apertura (tel. 0437/950075)
o da Margherita (0437/752494 339/4495929)